Condividi

Euro sempre più forte, riflettori accesi su Telecom Italia, Mediobanca e UnipolSai

Letta incontra oggi l’ad di Telecom Italia e domani vedrà il presidente di Telefonica Alierta – Trimestrale e addio ai patti per Mediobanca – L’assemblea della Milano conclude le nozze Unipol-Fonsai – Forti afflussi di capitali dagli Usa verso le Borse europee ma super-euro è un problema per l’export italiano – Via alle aste d’ottobre – Milano parte bene.

Euro sempre più forte, riflettori accesi su Telecom Italia, Mediobanca e UnipolSai

TORO SCATENATO IN ASIA IN ATTESA DELLA FED. TELECOM E MEDIOBANCA OGGI SOTTO I RIFLETTORI

Parte a razzo il Toro nelle Borse asiatiche. Tokyo si avvia a chiudere la seduta con un rialzo superiore al 2%, spinta dalle dichiarazioni di Iwata, numero due della banca centrale: la politica della Boj non cambia. La scommessa delle Borse è che la Fed, che si riunirà domani e mercoledì, non riduca gli acquisti sul mercato.

In questa cornice lo yen si è indebolito stamane sull’euro (134,63), mentre il dllaro staziona attorno a quota 1,38. In una settimana il calo è stato dello 0,8%. Intanto la moneta cinese si è rafforzata sul dollaro dello 0,63%, sull’onda della mini stretta creditizia di Pechino, che sta pilotando con grande perizia l’economia.

Per l’Europa si profila il rischio dell’euro forte, compensato dall’afflusso record di liquidità verso il mercato azionario europeo. Da  17 settimane il bilancio tra capitali in entrata e in uscita dall’Europa è stato favorevole al Vecchio Continente con un picco nella settimana appena trascorsa di 5 miliardi di dollari.

ASTE DEL TESORO, SI PARTE CON I CTZ

Al via stamane le aste di fine ottobre. Si comincia al solito con i Ctz (offerta tra 1,75 e i 2,25 miliardi) e i Btpi (500-750 milioni), domani sarà la volta dei  Bot a 6 mesi. Mercoledì, infine, i Btp a 5 e a 10 anni (5-6 miliardi l’importo complessivo). Oggi scende in campo anche la Germania: 3 miliardi di titoli a 12 mesi.

La settimana passata ha registrato l’andamento ondivago dei titoli di Stato: dopo i buoni guadagni dei primi giorni, con il rendimento sceso fino al 4,10%, c’è stata un’inversione di tendenza e la settimana chiude al 4,21%. Il rendimento è tornato sopra quello dei Bono spagnoli (4,14%). Sulle aste pesa, al solito, la costante instabilità politica. Ma anche, per quanto riguarda il retail, la “concorrenza” con la prossima emissione di Btp Italia fissata per lunedì prossimo. La nota positiva è la conferma del rating BBB+ da parte di Fitch, seppur con outlook negativo. Ma anche la “carta” del Tesoro italiano può contare sul trend di moda: la corsa dei capitali dall’area dollaro a quella euro.

DOLLARO DEBOLE, OCCHI PUNTATI SULLA FED

Pioggia di dati e di trimestrali sui mercati. Oggi in Usa attenzione concentrata sulla produzione industriale, vendita delle case esistenti e indice manifatturiero della Fed di Dallas.

Ma l’avvenimento più importante della settimana è il vertice del Fomc, il primo dopo la designazione di Janet Yellen a prossimo presidente della Fed. I mercati danno per scontato il rinvio del tapering. 

La discesa del dollaro ed il parallelo rafforzamento dell’euro e dello yuan cinese sono stati i fenomeni più rilevanti della settimana appena trascorsa. Il dollaro, indebolito dalla prospettiva che la Fed non ridurrà nel prossimo futuro gli stimoli monetari, è sceso fino a 1,380 contro l’euro. In una settimana il calo è stato dello 0,8%. Intanto la moneta cinese si è rafforzata sul dollaro dello 0,63%, sull’onda della mini stretta creditizia di Pechino, che sta pilotando con grande perizia l’economia.

Le variazioni dei cambi riflettono i flussi monetari su scala globale. Nelle ultime settimane di ottobre, sottolinea un report di Bank of America-Merrill Lynch, si è registrato un incremento record dell’afflusso di liquidità verso il mercato azionario europeo.

Da  17 settimane il bilancio tra capitali in entrata e in uscita dall’Europa è stato favorevole al Vecchio Continente con un picco nell’ultima settimana appena trascorsa di 5 miliardi di dollari dallo scorso giugno, su scala globale, si è assistito ad un’uscita di circa 80 miliardi di dollari da “bond funds” e ad un incremento di 83 miliardi di dollari a favore di “equity funds”.

I capitali, infatti, non escono da Wall Street, che da inizio anno ha raccolto 100 miliardi di dollari, ma dai bond americani (governativi e corporate), dalle commodity (specie l’oro) e dalle Borse emergenti.

ACCADRA’ IN SETTIMANA

Stanotte, dopo la chiusura di Wall Street, saranno annunciati i conti di Apple, particolarmente attesi per testare la risposta dei mercati all’iPhone 5 ma anche per l’eventuale replica di Tim Cool al pressing di Carl Icahn, che invoca un buy back tra 150 miliardi di dollari per la Mela. Mercoledì le trimestrali italiane entrano nel vivo. Vanno in scena i conti di Eni e di Fiat. Gli analisti hanno già preventivato il taglio dei target.

Tra le trimestrali più rilevanti della settimana merita segnalare martedi Deutsche Bank, Ubs e l’americana Goodyear. MercoledìVolkswagen, General Motors e Facebook.

NOZZE UNIPOLSAI NEL GIORNO DI PIAZZETTA CUCCIA

Alberto Nagel non rinnega la tradizione: Mediobanca tiene l’assemblea il giorno della marcia su Roma, come voleva Enrico Cuccia in segno di dispregio per il fascismo. Nagel, però, s’accinge a celebrare davanti ai soci l’addio alla strategia del salotto buono. Nel pomeriggio conference call dopo il cda dedicato alla trimestrale.

Caso vuole che oggi si concluda, con l’assemblea dei soci della Milano Assicurazioni, l’iter delle nozze UnipolSai, ovvero la pietra tombale sull’avventura assicurativa della famiglia Ligresti resa possibile proprio dalla tutela di Mediobanca. Si terranno anche le assemblee di: Ss Lazio, As Roma, Danieli e Digital Bros.  

Trimestrale e conference call anche di Saipem, alla ricerca di rilancio e di rinnovata fiducia degli analisti e degli investitori. In programma i cda di: Cir, Cofide e Sorin. Infine, parte l’aumento di capitale di Hera.

IL DOSSIER TLC OGGI NELLE MANI DI LETTA 

Stamane il premier Enrico Letta riceve Marco Patuano. Tra ventiquatr’ore sarà Cesar Alierta a varcare la porta di Palazzo Chigi. Entra così nel vivo la partita politica sul futuro di Telecom Italia. Si lavora, con velocità insolita, alla modifica legislativa alla normativa sull’Opa per intralciare l’acquisto dell’intera Telco da parte di Telefonica.

Intanto, sul fronte societario, la Findim di Marco Fossati continua la raccolta di deleghe per dar battaglia in assemblea, mentre l’attuale maggioranza medita le contromosse, prima fra tutte un’assemblea per blindare il cda per i prossimi tre anni. Operazione complessa, visto che la ricerca del nuovo presidente è tutt’altro che completata.

In questa cornice il titolo Telecom Italia perde colpi: -9,8%. A favorire la discesa l’incertezza sulle scelte strategiche. La società nega la volontà di vendere il Brasile e si allontana la separazione societaria e la vendita parziale della nuova società della rete. Ma, visto che è escluso anche l’aumento di capiitale, che metterà i soldi per gli investimenti? In pole position la cessione di Telecom Argentina (valore un miliardi) ma anche la sosepnsione del dividendo, ipotesi che ha fatto franare il titolo del 6% abbondante nell’ennesimo venerdì nero.  

MILANO E MADRID SEGNANO IL PASSO

Segnano il passo, dopo una lunga corsa, le Borse della cosiddetta “periferia” a vantaggio dei mercati più forti. Scendono così del 2% Milano e Madrid, ma entrambe le borse possono vantare un rialzo da inizio ottobre tra il 7,5 e l’8%. Salgono attorno all’1,5%  sia Londra che Francoforte e Parigi ma , su scala mensile, i guadagni sono tra il 3 e il 4%. A Wall Street gli indici hanno messo a segno un rialzo tra lo 0,5 e lo 0,7%. E’ andata peggio il giapponese Nikkei -3,3%.

A Piazza Affari prevalgono  le voci negative che i pochi spunti con il segno più. La maglia nera tocca a Stm -12,5%, dopo la trimestrale deludente e l’ammissione che i target di crescita slittano a metà 2014. Tra i dieci peggiori titoli spiccano quattro banche, cui non ha certo giovato l’annuncio che gli stress test della Bce saranno severi.

La peggiore è Banca Monte Paschi -8,5%. E’ già in pieno svolgimento la ricerca dei possibili sottoscrittori dell’aumento di capitale per 3 miliardi. Non meno complicata la ricerca di compratori del pacchetto in mano alla Fondazione, affidata a Rothschild. Altre banche in terreno negativo: Unicredit –5.6%, Banca Popolare di Milano –5%, Banco Popolare -4,2%.

Tra i titoli positivi svetta Gtech +3,3% seguita da  Pirelli +2,8%, avvantaggiata dalla notizia dello scioglimento anticipato del patto di sindacato.

Commenta