I biocarburanti sono carburanti rinnovabili derivati da oli vegetali, grassi animali e residui agricoli. A differenza dei combustibili fossili, permettono di ridurre significativamente le emissioni di CO₂ e altri inquinanti. Tra le varie tipologie, il biocarburante HVO diesel è tra i più avanzati per la compatibilità con i motori diesel e l’efficienza energetica.
La disponibilità dell’HVO diesel nei porti italiani permette alle flotte navali di ridurre emissioni senza rinunciare a efficienza o sicurezza. Grazie a Enilive, anche il trasporto marittimo contribuisce a fare un passo concreto verso la decarbonizzazione, combinando biocarburanti sostenibili e distribuzione portuale efficiente.
HVO Diesel: caratteristiche e vantaggi per il trasporto marittimo
L’HVO (Hydrogenated Vegetable Oil) è prodotto da materie prime di scarto tramite idrogenazione, da cui si ottiene un carburante stabile, performante e sostenibile.
Vantaggi principali dell’HVO diesel:
- Riduzione delle emissioni climalteranti tra il 60% e il 90% rispetto al diesel tradizionale.
- Utilizzabile in purezza nelle navi validate, senza modifiche ai motori.
- Contribuisce al rispetto della direttiva europea FuelEU Maritime e riduce i costi dell’Emission Trading System.
- Migliore stabilità chimica rispetto ai biodiesel tradizionali, con minor rischio di degradazione.
La distribuzione nei porti: Genova, Ravenna e prossimamente Venezia
Enilive ha già reso disponibile il biocarburante HVO diesel con consegne dirette dal deposito alle navi tramite bettolina nei porti di Genova e Ravenna, dove sono attivi accordi per la fornitura con i principali operatori del settore. Entro la fine dell’anno, Enilive prevede di rendere disponibile la vendita dell’HVO per la marina nella stessa modalità anche nel porto di Venezia.
Con 1,65 milioni di tonnellate/anno, Enilive è tra i principali produttori europei di HVO diesel. Oltre alle bioraffinerie di Venezia e Gela, l’azienda ha una joint venture in Louisiana (USA) e altre tre bioraffinerie sono in costruzione in Malesia, Corea del Sud e Livorno. L’obiettivo è raggiungere 5 milioni di tonnellate di capacità produttiva entro il 2030, consolidando la leadership nel settore dei biocarburanti avanzati.