Domenica 23 novembre dalle 7 alle 23 e lunedì 24 novembre dalle 7 alle 15 i cittadini di Puglia, Campania e Veneto saranno chiamati alle urne per eleggere i nuovi presidenti di Regione e rinnovare i rispettivi Consigli regionali. Questo voto segna la fine di alcune lunghe epoche politiche: in Puglia si conclude il mandato di Michele Emiliano, in Campania quello di Vincenzo De Luca e in Veneto quello di Luca Zaia. Per votare è necessario recarsi al seggio muniti di documento di identità valido e tessera elettorale, mentre lo scrutinio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi, alle 15 di lunedì 24 novembre.
Con il voto in Veneto, Campania e Puglia si chiude la tornata autunnale delle regionali 2025. La sequenza elettorale è iniziata il 28 settembre in Valle d’Aosta, dove l’Union Valdôtaine ha raccolto il 32% dei consensi senza raggiungere il premio di maggioranza. Nelle Marche (28-29 settembre) e in Calabria (5-6 ottobre) il centrodestra ha confermato i presidenti uscenti Acquaroli e Occhiuto, mentre in Toscana (12-13 ottobre) Eugenio Giani ha ottenuto un netto successo sul candidato di centrodestra.
Elezioni Regionali Puglia 2025: candidati e sondaggi
In Puglia si sfidano quattro candidati. Il centrosinistra punta su Antonio Decaro, eurodeputato ed ex sindaco di Bari, sostenuto da Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e tre liste civiche. La sua candidatura è stata definita dopo la rinuncia dell’uscente Michele Emiliano e la conferma di Nichi Vendola nelle liste. Il programma di Decaro si concentra su ambiente, sanità, Pnrr e rilancio dell’ex Ilva di Taranto.
Il centrodestra ha scelto Luigi Lobuono, imprenditore barese e già presidente della Fiera del Levante, sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati. Dopo la rinuncia di Mauro D’Attis, Lobuono rappresenta un candidato civico che punta soprattutto sul potenziamento delle infrastrutture regionali.
Completano il quadro Ada Donno, docente e attivista femminista e comunista, con la lista Puglia Pacifista e Popolare, e Sabino Mangano, ex consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, candidato con Alleanza Civica per la Puglia. Donno concentra il programma su pace, giustizia sociale, sostenibilità ambientale e diritti delle donne, mentre Mangano punta su sanità, welfare, chiusura dell’Ilva, sostegno all’agricoltura e sicurezza cittadina.
Secondo gli ultimi sondaggi, prima del silenzio elettorale, Decaro è nettamente favorito con il 61-65%, seguito da Lobuono con il 32-37%, mentre Donno e Mangano restano sotto il 3%.
Storico elettorale in Puglia dagli anni ’90 ad oggi
Dal 1995 il centrosinistra ha vinto quattro volte, il centrodestra due. L’ultima tornata del 2020 ha visto la vittoria di Emiliano, con il M5S oltre il 18%. Negli ultimi decenni la partecipazione alle elezioni regionali in Puglia è calata costantemente, passando dal 70% degli anni ’90 al 56,4% nel 2020.
Elezioni Regionali Veneto 2025: candidati e sondaggi
In Veneto il confronto principale è tra il centrodestra, unito attorno ad Alberto Stefani, e il campo largo progressista guidato da Giovanni Manildo. Stefani, deputato leghista ed ex sindaco di Borgoricco, sostenuto da Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Udc, Noi Moderati e Liga Veneta Repubblica, punta a garantire la continuità del “modello Zaia”, con attenzione a sanità, infrastrutture e autonomia regionale. Giovanni Manildo, ex sindaco di Treviso, guida un fronteprogressista che include Pd, M5S, Alleanza Verdi e Sinistra, liste civiche, +Europa, Volt, Psi e Movimento Socialista Liberale, proponendo sfide su sanità, politiche sociali e transizione ecologica.
Accanto a loro, Fabio Bui dei Popolari per il Veneto rappresenta il mondo cattolico e popolare, Marco Rizzo di Democrazia Sovrana Popolare si concentra su lavoro e sovranità nazionale, mentre Riccardo Szumski con Resistere Veneto punta su libertà individuali e dissenso verso le istituzioni.
Secondo gli ultimi sondaggi, Stefani mantiene un vantaggio netto tra il 62,8% e il 64,5%, mentre Manildo si attesta tra il 26,8% e il 32,6%. Seguono gli altri candidati: Riccardo Szumski al 5,7%, Marco Rizzo al 2,7% e Fabio Bui all’1,9%. Il centrodestra conferma il Veneto come roccaforte storica, con Lega e Fratelli d’Italia praticamente appaiate intorno al 23-24%, e Forza Italia sopra l’8%.
Una particolare attenzione della campagna riguarda le sfide interne al centrodestra e il ruolo di Vannacci, ex generale dell’Esercito a capo del movimento “Il Mondo al Contrario”, che cerca di mobilitare l’elettorato identitario senza costituire un partito concorrente.
Storia elettorale del Veneto: il dominio del centrodestra e della Lega
Dal 1995, il centrodestra ha governato il Veneto ininterrottamente. Giancarlo Galan vinse nel 1995, riconfermato nel 2000 e nel 2005, mentre la Lega Nord cresceva in consenso. Dal 2010 Luca Zaia, per la Lega, domina la scena regionale: rieletto nel 2015 e nel 2020 con il record storico del 76,8% dei voti. L’affluenza è diminuita rispetto agli anni ’90, passando da valori elevati a circa il 61% nel 2020, con un leggero recupero rispetto al 2015.
Elezioni Regionali Campania 2025: candidati e sondaggi
In Campania la corsa alla presidenza vede sei candidati. Il centrosinistra ha scelto Roberto Fico, ex presidente della Camera e figura storica del M5S, sostenuto da Pd, M5S, Alleanza Verdi-Sinistra, Casa Riformista, “Noi di Centro” e dalle liste civiche “Roberto Fico Presidente”, “Avanti Campania” e “A Testa Alta”. Fico ha annunciato battaglie contro i condoni edilizi e a favore delle fasce più vulnerabili della popolazione, ma non ha ancora presentato un programma completo.
Il centrodestra candida Edmondo Cirielli, viceministro agli Esteri e generale dei carabinieri, appoggiato da Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e moderati. Tra le sue proposte principali: dimezzare le liste d’attesa nella sanità, introdurre un “reddito di promozione” per disoccupati e giovani Neet, e replicare il “modello Caivano” in altre aree della regione per rafforzare sicurezza e ordine pubblico.
Gli altri candidati includono Giuliano Granato (Campania Popolare), Stefano Bandecchi (Dimensione Bandecchi), Nicola Campanile (Per – Persone e Comunità) e Carlo Arnese (Forza del Popolo), quest’ultimo ritiratosi simbolicamente dalle elezioni (“Non votatemi, non mi voterò neppure io”). I programmi di Campanile e Granato puntano su welfare, lavoro e sanità pubblica, mentre Bandecchi non ha ancora reso note le proprie proposte.
Secondo gli ultimi sondaggi, Fico è in vantaggio su Cirielli, con percentuali stabili sopra il 53%, mentre Cirielli si attesta tra il 41 e il 46%, con una forbice di indecisi tra 15-20% che potrebbe influenzare il risultato finale.
Passate elezioni in Campania: trend e affluenza
Dal 1995, il centrosinistra ha vinto quattro volte in Campania, il centrodestra due. Antonio Rastrelli vinse nel 1995, seguito da Antonio Bassolino (centrosinistra) nel 2000 e 2005. Stefano Caldoro riportò il centrodestra al governo nel 2010, mentre De Luca vinse nel 2015 e si riconfermò nel 2020 con quasi il 70% dei voti. L’affluenza in Campania ha seguito la tendenza nazionale: dal 1995 a oggi è calata di circa 20 punti percentuali. Nel 2020 ha votato il 55,5% degli aventi diritto, in leggero aumento rispetto al 51,2% del 2015, anche grazie al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari.
Il dibattito sul nuovo condono edilizio
In vista delle elezioni regionali in Campania, è emersa una polemica su un possibile condono edilizio. Alcuni senatori di Fratelli d’Italia hanno proposto un emendamento alla legge di Bilancio 2026 che interviene su un decreto del 2003, estendendo la possibilità di sanare alcune tipologie di abusi edilizi, con esclusione di aree vincolate, zone a rischio o immobili storici. L’opposizione ha criticato la tempistica della proposta, giudicandola sospetta per la prossimità del voto e denunciando il rischio di trasformarla in uno strumento elettorale.
Elezioni regionali: come si vota in Puglia, Veneto e Campania
In tutte e tre le regioni è possibile votare per un candidato presidente, per una lista collegata o per entrambi; se si vota solo per la lista, il voto si estende automaticamente al candidato collegato. È previsto anche il voto disgiunto, che permette di scegliere un presidente e contemporaneamente una lista di un altro candidato. Ogni elettore può esprimere una o due preferenze per i consiglieri all’interno della lista, a patto che siano di sesso diverso, altrimenti la seconda viene annullata. Le circoscrizioni provinciali variano: sei in Puglia, sette in Veneto e cinque in Campania, con la città metropolitana di Napoli considerata come un’unica circoscrizione. Il presidente eletto ottiene più voti a livello regionale, senza ballottaggio. Nei sistemi elettorali ci sono alcune differenze: in Puglia 23 seggi sono eletti su liste provinciali e 27 tramite listino regionale con premio di maggioranza variabile (27–29 seggi su 50), in Veneto e Campania i seggi sono proporzionali per provincia, con premio fisso del 60% alla coalizione del presidente vincente. Anche le soglie di sbarramento differiscono: Puglia 8% per le coalizioni e 4% per le liste, Veneto 3% per le liste, Campania 2,5% dei voti validi.