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Elezioni, Abruzzo: netta vittoria del centrodestra, crollo M5S

Il centrodestra unito conquista l’Abruzzo nelle elezioni regionali con il 48% dei consensi – I Cinque Stelle scendono sotto il 20% – Il centrosinistra si avvicina al 30% – Il voto abruzzese accrescerà le firbrillazioni del Governo Di Maio-Salvini

Elezioni, Abruzzo: netta vittoria del centrodestra, crollo M5S

Marco Marsilio è il nuovo governatore dell’Abruzzo. Il candidato del centrodestra si è imposto con un distacco schiacciante, arrivando a superare il 49% dei voti. All’interno della coalizione vola la Lega, primo partito della Regione con il 28,7% dei voti.

Crolla invece il Movimento 5 Stelle, con la candidata grillina Sara Marcozzi che non è riuscita a superare il 18,2%. Alle politiche del 4 marzo 2018 il M5S era la prima lista in Abruzzo con il 40%.

In seconda posizione dietro a Marsilio c’è il candidato del centrosinistra Giovanni Legnini con il 31,4%. In questa percentuale, tuttavia, la quota del Pd – diluita fra altre 7 liste – è soltanto dell’11,6%.

Esulta Matteo Salvini su Twitter:

L’Abruzzo è stato chiamato a elezioni anticipate perché il governatore uscente, Luciano D’Alfonso (Pd), è stato eletto senatore lo scorso 4 marzo alle elezioni politiche e si è dovuto dimettere dalla poltrona di governatore.

Secondo il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, il voto dell’Abruzzo ha confermato che “il centrodestra è la maggioranza naturale fra gli elettori”. Un voto “importante per il futuro della politica italiana”, ha detto.

La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha parlato invece di “una giornata storica: FdI riesce a esprimere il suo primo presidente di Regione”.

Grande soddisfazione da parte di Marsilio: “Con questa squadra daremo un futuro all’Abruzzo come meritano gli abruzzesi. La priorità assoluta è la Ricostruzione” dopo il 2016 e 2017.

“Siamo oltre il 30%, vorrei ricordare che l’anno scorso il centrosinistra in Abruzzo il centrosinistra compreso Leu ha conseguito un risultato del 17,6%, abbiamo avuto 10 punti in più ma non è stato sufficiente. Si tratta di un punto di partenza e oltre il 30% ottenuto in due mesi, mi sembra un risultato importante”, ha detto Legnini.

Nel Movimento 5 Stelle, Marcozzi attacca quelle che chiama le “ammucchiate. Non abbiamo nulla da rimproverarci. Ci è stata confermata la fiducia di 5 anni fa. La debacle è del Pd dal 25% del 2014 al 9-10% di quest’anno, stessa cosa per Forza Italia dal 16% al 10%. È successo quello che dicevamo da anni”.

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