Edison lavora al ritorno in Borsa. L’azionista di controllo, il gruppo francese Edf – Électricité de France, starebbe valutando l’operazione come leva di valorizzazione e di raccolta di risorse, con un possibile collocamento fino al 30% del capitale. Il progetto avrebbe iniziato a prendere forma poco prima della pausa natalizia e ora si avvia verso la fase operativa: da metà febbraio dovrebbe aprirsi il cantiere dell’Ipo, con la selezione delle banche chiamate ad affiancare la società guidata da Nicola Monti. Secondo quanto anticipato da Il Sole 24 Ore, anche la piazza sarebbe stata individuata in Milano, sebbene Edison abbia precisato che il processo di valutazione è ancora in corso e che nessuna decisione definitiva è stata formalmente assunta.
La scelta di Edf: mercato prima di tutto
Negli ultimi mesi, secondo le ricostruzioni, a Parigi si sarebbero moltiplicati gli incontri per definire il percorso di valorizzazione della controllata italiana. Sul tavolo c’erano tre opzioni: la quotazione, la cessione di una quota di minoranza a un fondo specializzato o la vendita dell’intero pacchetto. La strada imboccata è quella dell’Ipo.
Il piano, ancora in via di definizione, prevederebbe il collocamento fino al 30% del capitale, mantenendo quindi il controllo in capo a Edf. Una mossa che consentirebbe al gruppo transalpino di fare cassa senza rinunciare alla guida industriale, in una fase in cui il ceo Bernard Fontana è impegnato a sostenere investimenti rilevanti, a partire dal nucleare, tenendo sotto controllo un debito significativo.
Un ritorno dopo il delisting, ma con un gruppo diverso
Per Edison sarebbe un ritorno a Piazza Affari a oltre dieci anni dal delisting seguito all’Opa di Edf nel 2012, dopo l’uscita dei soci italiani raccolti attorno ad A2A. Da allora il gruppo di Foro Buonaparte è profondamente cambiato. Le dismissioni di asset non strategici e la riorganizzazione industriale hanno liberato risorse e accompagnato una rifocalizzazione sulla transizione energetica.
Oggi Edison si presenta al mercato con una struttura finanziaria ribaltata rispetto al passato, frutto dei flussi operativi e di cessioni che hanno rafforzato la cassa e ridotto l’esposizione.
Edison: conti solidi e valutazione da big
I numeri raccontano il nuovo profilo del gruppo. Al 30 settembre 2025 la posizione finanziaria netta è positiva per 618 milioni di euro, contro un debito di 313 milioni a fine 2024. I ricavi hanno raggiunto i 13,3 miliardi, in crescita del 22%, mentre l’Ebitda si attesta a 1,08 miliardi e per fine anno è atteso tra 1,3 e 1,4 miliardi, nella parte alta della forchetta indicata. L’utile netto è pari a 251 milioni.
Su queste basi, le prime stime collocano la valutazione complessiva intorno ai 10 miliardi di euro, il che significherebbe per Edf un incasso potenziale tra 2 e 3 miliardi in base alla quota collocata. Una scelta che, almeno per ora, congela le ambizioni di altri player che avevano guardato al dossier, da A2A a Plenitude.