EasyJet ritocca al rialzo i prezzi dei biglietti per difendersi dall’aumento del costo del carburante. La compagnia low cost britannica entra così nella fase più delicata dell’anno, quella della stagione estiva, stretta tra il rincaro del jet fuel e prenotazioni meno brillanti rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il gruppo ha spiegato di aver alzato il prezzo minimo dei biglietti e di aver avviato una “revisione attiva di tutti i costi discrezionali”. Una mossa che fotografa bene il momento con la domanda che resta presente ma con i passeggeri più prudenti nel prenotare, complice l’incertezza legata al conflitto in Medio Oriente e alle tensioni sull’approvvigionamento di carburante.
Alla fine di marzo risultava venduto il 58% dei voli programmati tra aprile e settembre, due punti percentuali in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le prenotazioni tardive stanno dando qualche segnale di recupero, ma il confronto con il 2025 resta ancora sfavorevole.
EasyJet: semestre in rosso, ma ricavi in crescita
Nel primo semestre chiuso al 31 marzo, EasyJet ha registrato una perdita ante imposte di 552 milioni di sterline, in linea con la forchetta da 540-560 milioni indicata dalla società ad aprile. Il dato peggiora rispetto alla perdita di 394 milioni dello stesso periodo dell’esercizio precedente e riflette l’impatto combinato dei maggiori costi operativi, del carburante e di accantonamenti legali più elevati.
Il quadro, però, non è solo negativo. I ricavi del gruppo sono saliti del 12% a 3,95 miliardi di sterline, mentre i passeggeri sono aumentati del 6% a quota 42 milioni. Anche il tasso di riempimento degli aerei è migliorato di due punti percentuali, raggiungendo il 90%. L’offerta di posti è cresciuta dell’8%, segnale che la compagnia continua a puntare sull’espansione, pur in un contesto più instabile.
EasyJet Holidays si conferma uno dei motori più dinamici del gruppo. Il segmento ha registrato un utile ante imposte di 61 milioni di sterline, in aumento del 39%, con clienti in crescita del 22% e prezzo medio di vendita salito dell’8% a 623 sterline. L’utile operativo ha raggiunto 48 milioni, con un incremento del 50% su base annua.
Il carburante resta la voce più sensibile. EasyJet ha indicato per l’estate un impatto negativo di circa 200 milioni di sterline legato al prezzo del jet fuel. La compagnia ha coperto tramite hedging il 72% del fabbisogno per la stagione a 726 dollari per tonnellata metrica, contro un prezzo spot indicato a circa 1.350 dollari. Ogni variazione di 100 dollari nel prezzo del carburante può pesare per circa 35 milioni di sterline sui costi del gruppo.
Jarvis rassicura: “Operiamo normalmente”
L’amministratore delegato Kenton Jarvis ha cercato di rassicurare il mercato e i passeggeri: “EasyJet non sta riscontrando alcuna interruzione nell’approvvigionamento di carburante, continuiamo a operare normalmente e i nostri clienti possono prenotare con fiducia”, ha dichiarato il ceo. Jarvis ha riconosciuto che lo scenario resta complesso, ma ha rivendicato la solidità del gruppo. “Nonostante il conflitto in Medio Oriente crei incertezza a breve termine, easyJet è ben posizionata per gestire l’attuale contesto”.
Rotte ricalibrate e flotta più efficiente
Per gestire la volatilità della domanda, EasyJet ha già ricalibrato parte del programma estivo. A marzo la compagnia ha rivisto gli orari, riducendo marginalmente dello 0,3% i posti disponibili per l’estate, e ha spostato circa 400.000 posti dai Paesi vicini all’area del conflitto verso rotte domestiche e collegamenti urbani all’interno della propria rete. Alcuni flussi ad alta frequenza sono stati ridotti ad aprile e maggio in risposta all’aumento del prezzo del carburante, ma l’obiettivo ora è operare l’intero programma estivo previsto.
A pesare sui conti sono state anche le nuove basi italiane di Milano Linate e Roma Fiumicino, che nella prima stagione invernale hanno generato un impatto negativo di 30 milioni di sterline, dopo i 20 milioni di perdite della stagione estiva inaugurale. Il management si attende però un miglioramento progressivo con la maturazione delle rotte.
Nel frattempo EasyJet accelera il rinnovamento della flotta, puntando a completare il ritiro degli A319 entro l’esercizio 2029. Il passaggio verso aeromobili della famiglia A320neo e A321neo dovrebbe generare circa 250 milioni di sterline di efficienze cumulative nei costi tra gli esercizi 2027 e 2028.
La scommessa, ora, è tutta sull’estate. Le prenotazioni del terzo trimestre risultano vendute al 79%, ancora un punto sotto l’anno precedente, mentre il quarto trimestre è al 40%, tre punti in meno su base annua. Jarvis ha ammesso che le perdite invernali restano “al di sopra di quanto previsto quando abbiamo definito i nostri obiettivi a medio termine”.
