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Def, l’Italia cresce di più: Pil 2015 allo 0,9%. Renzi: “Abbiamo svoltato”

Il consiglio dei ministri ha approvato l’aggiornamento al Documento di Economia e Finanza. Renzi: “Nel 2015 abbiamo svoltato, nel 2016 dobbiamo accelerare”. Deficit al 2,4% per spingere la crescita. Il governo ha chiesto circa 16 miliardi di maggiore flessibilità alla Ue, 3 miliardi per l’emergenza migranti

Def, l’Italia cresce di più: Pil 2015 allo 0,9%. Renzi: “Abbiamo svoltato”

L’Italia cresce più del previsto e dopo le anticipazioni dei giorni scorsi, il governo ha messo nero su bianco le nuove cifre del Documento di Economia e Finanza (Def), aggiornandolo ieri sera, venerdì, in Consiglio dei ministri.

La crescita per quest’anno passa dallo 0,7 allo 0,9 per cento mentre per il 2016 la correzione al rialzo è da +1,4 a +1,6 per cento. La flessibilità “totale” ottenibile nel 2016 (tra quella già accordata dall’Ue e quella inserita nella Nota di aggiornamento del Def) è pari allo 0,8% del Pil ovvero circa 13 miliardi di euro. Ma potrebbe salire a 16 poché per la gestione dell’emergenza inmmigrazione il governo conta di chiedere 3 miliardi all’Europa. Il pareggio di bilancio slitta ancora in avanti. Il governo ha infatti ritoccato verso l’alto l’obiettivo di deficit nel 2016 al 2,2% del Pil rispetto al valore di 1,8% di aprile. Salirebbe a 2,4% se la Ue accogliesse la richiesta di un ulteriore 0,2% di flessibilità (pai a circa 3 miliardi) per l’accoglienza ai migranti . In questo modo l’aggiornamento di ieri sposta l’obiettivo del pareggio dal 2017 al 2018. L’approvazione dell’aggiornamento del Def è stato un passaggio fondamentale in vista della Legge di Stabilità che dovrà essere presentata a Bruxelles entro il 15 ottobre.

“Questo è il momento in cui tutti insieme dobbiamo spingere con ancora più determinazione perché l’oggettiva ripresa è partita in Italia grazie ai provvedimenti e le riforme. Nel 2015 abbiamo svoltato, nel 2016 acceleriamo”, è stato il commento di Matteo Renzi nel presentare i nuovi obietivi aggiornati del Def . “Si aspettavano un dato più basso della nostra crescita -ha aggiunto – ma oggi molti indicatori dicono che l’Italia è ripartita e il Def non può che fotografare lo stato dell’arte, una crescita più alta, +0,9% per il 2015. C’è una crescita più alta rispetto alle aspettative, meno 40% di cassa integrazione, più posti di lavoro stabili, più turismo, più consumi”.

 “Dal 2016 il debito comincerà a scendere, era dal 2007 che non accadeva, è una zavorra che cominciamo ad alleggerire”, ha osservato a sua volta il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan al termine del Cdm. “Ci saranno meno tasse anche nella legge stabilità, con il disinnesco delle clausole di salvaguardia, e quindi ci sarà un un sostegno alla domanda interna per una crescita trainata dalla domanda delle famiglie”, ha aggiunto.   

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