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Dazi, Trump alza al 50% le tariffe su auto e acciaio canadesi dal primo gennaio

Dopo il fallimento delle trattative e l’entrata in vigore di nuovi dazi, e il rifiuto del Canada di piegarsi alle richieste “ingiuste e antieconomiche” degli Usa, Trump annuncia l’intenzione di alzare le tariffe su auto e acciaio dall’anno prossimo

Dazi, Trump alza al 50% le tariffe su auto e acciaio canadesi dal primo gennaio

Inizia il secondo tempo della saga sui dazi in corso tra Usa e Canada. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che a partire “dal primo gennaio 2027 i dazi su tutte le auto, i camion (grandi e piccoli), la componentistica automobilistica e l’acciaio” canadesi “saliranno al 50%“. In un lungo messaggio sul suo social Truth, il tycoon è tornato ad  attaccare il Canada, colpevole a detta sua di aver”truffato” gli Stati Uniti per anni con i “loro dazi scandalosamente elevati sui nostri agricoltori e sui prodotti agricoli”.

“Il Canada non sarà più trattato come uno Stato! Sul piano commerciale, ma anche sotto altri aspetti, il Canada è tra le nazioni peggiori al mondo con cui avere a che fare. Si sentono in diritto di tutto, eppure noi non abbiamo bisogno del Canada, sono lo ad avere bisogno di noi!” ha concluso il tycoon.

Dazi: il botta e risposta Usa-Canada

L’attacco di Trump arriva dopo il naufragio delle trattative tra Usa e Canada avvenuto nel weekend. I due Paesi, le cui relazioni si sono deteriorate significativamente dal ritorno al potere del presidente americano Donald Trump lo scorso anno, stavano negoziando da settimane un accordo commerciale per evitare l’imposizione di dazi statunitensi su una serie di prodotti canadesi per un valore complessivo di 20 miliardi di dollari. Le tariffe, annunciate da Trump a luglio, sarebbero dovute entrare in vigore il 19 agosto, ma il tycoon aveva concesso una proroga di tre giorni, assicurando che l’accordo era in fase di finalizzazione. 

Sabato, Ottawa ha invece preferito ritirarsi dai negoziati anziché accettare un’intesa sulle tariffe, considerata penalizzante. Le trattative si sono dunque interrotte bruscamente e sabato 22 agosto le tariffe sono ufficialmente entrate in vigore

Il primo ministro canadese, Mark Carney ha attribuito la responsabilità della rottura a Washington, definendo “ingiuste” ed “economicamente insostenibili” le modifiche dell’ultimo minuto proposte dagli Stati Uniti. L’ex numero uno della Boe, eletto poco più di un anno fa proprio perché considerato l’uomo adatto a tenere testa a Trump, ha deciso di non deludere il suo elettorato, annunciando una risposta “dollaro per dollaro”, con dazi equivalenti sui prodotti americani, precisando che si tratta di una misura adottata “a malincuore”, ma necessaria per tutelare lavoratori, agricoltori, famiglie e imprese canadesi. Parole che confermano quanto detto al Forum di Davos qualche mese fa, quando con una battuta fulminante – “Se non sei al tavolo, sei nel menù” – il premier canadese invitò le medie potenze ad unirsi per resistere agli abusi di chi vuole governare con la forza.

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