La guerra finirà “molto presto”, non questa settimana, ma non durerà ancora molto. Parola di Donald Trump, che parlando nel corso di una conferenza stampa a Miami ha rassicurato i mercati, con tanto di minaccia: chi bloccherà il flusso di petrolio che transita per lo stretto di Hormuz sarà “colpito duramente“.
Le parole di Trump
“Stiamo facendo grandi passi avanti verso il completamento del nostro obiettivo militare”, ha dichiarato Trump, spiegando che i “terroristi hanno le ore contate” e che la guerra finirà “molto presto, ma non questa settimana”. “Abbiamo annientato ogni singola forza in Iran, in modo molto completo”, ha aggiunto il Presidente, ribadendo che Teheran “non ha una leadership” ed “è tutto saltato in aria.”
A proposito della scelta della nuova Guida Suprema iraniana, Trump si è detto “deluso” dalla nomina di Mojtaba Khamenei, figlio dell’ex leader morto sotto i bombardamenti, ed ha affermato che “porterà altri problemi al suo Paese”. Per Trump, occorrerebbe scegliere qualcuno che “possa realizzare cambiamenti in modo pacifico” ed ha ribadito che gli Stati Uniti vogliono “essere coinvolti” nella scelta della nuova leadership.
Trump: “Colpiremo chi blocca il petrolio”.
A proposito del petrolio, il tycoon ha risposto alle minacce di un portavoce di Teheran, affermando che le forniture di petrolio saranno “più sicure nel lungo termine”, grazie alla guerra, ed ha minacciato di colpire l’Iran “più duramente se dovesse bloccare il greggio”. “Li colpiremo così duramente che non sarà possibile per loro o per chiunque altro li aiuti a recuperare quella parte del mondo”, ha detto Trump.
“Se l’Iran dovesse intraprendere qualsiasi azione che blocchi il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz, sarà colpito dagli Stati Uniti d’America con una forza ‘VENTI VOLTE MAGGIORE’ rispetto a quella utilizzata finora”, ha poi ribadito il presidente Usa attraverso un post su Truth “Inoltre – ha aggiunto – distruggeremo obiettivi facilmente vulnerabili che renderanno praticamente impossibile per l’Iran ricostruirsi come nazione: morte, fuoco e furia si abbatteranno su di loro. Tuttavia, spero e prego che ciò non accada. Questo è un dono degli Stati Uniti d’America alla Cina e a tutte quelle nazioni che fanno un uso intensivo dello Stretto di Hormuz. Si spera che sia un gesto che verra’ molto apprezzato. Grazie per l’attenzione dedicata a questa questione!”
La risposta iraniana
Dopo la conferenza stampa di Trump, da Teheran è arrivata la risposta del ministro degli Esteri iraniano Araghchi, che ha affermato che il Paese continuerà gli attacchi missilistici finché sarà necessario e che i colloqui con gli Usa non sono più all’ordine del giorno. I Pasdaran annunciano che saranno loro a stabilire quando finirà la guerra.
Telefonata Trump-Putin
Nella giornata di ieri, Trump aveva sentito anche il presidente russo Vladimir Putin, una telefonata durata circa un’ora, durante la quale il leader russo avrebbe “condiviso” la proposta degli Stati Uniti per porre fine rapidamente alla guerra. Trump ha riferito che Putin sarebbe rimasto “molto colpito” dal “successo militare” degli Usa in Iran e che avrebbe proposto una soluzione politica e diplomatica per porre fine in fretta alla guerra in Medio Oriente. Il leader russo avrebbe anche detto che Mosca è disponibile a collaborare con l’Europa durante la crisi petrolifera.
