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Corsa ai green bond: Enel emette 1 miliardo e va a ruba

La terza emissione lanciata da Enel ha ottenuto richieste per 4,2 miliardi. Servirà a finanziare o rifinanziare progetti legati alle rinnovabili, alla mobilità sostenibile, alle reti.

Corsa ai green bond: Enel emette 1 miliardo e va a ruba

E’ corsa ai green bond, le obbligazioni finalizzate a progetti no carbon e ambientalmente sostenibili. Enel, attraverso la controllata Enel Finance, ha appena concluso una nuova emissione da 1 miliardo di euro. E’ la terza, le precedenti in gennaio 2017 e gennaio 2018, che il gruppo guidato da Francesco Starace porta avanti e completa con successo. Pochi giorni fa anche Terna ha varato un’emissione green da 250 milioni mentre in aprile Eurizon Capital ha lanciato un nuovo Fondo specializzato in obbligazioni verdi.

Enel può vantare un rating alto (BBB+ per S&P, Baa2 per Moody’s, BBB+ per Fitch) e certamente questo aiuta gli investitori. “Si prevede che il green bond – precisa infatti il comunicato dell’emittente – sia quotato sul mercato regolamentato della Borsa d’Irlanda, sul mercato regolamentato della Borsa del Lussemburgo e sia ammesso a negoziazione sul sistema multilaterale di negoziazione “ExtraMOT PRO” organizzato e gestito da Borsa Italiana. Si prevede, inoltre, che al green bond vengano assegnati rating in linea con quelli di Enel”.

Scendendo nel dettaglio, l’emissione ammonta a 1 miliardo, come si è detto, e prevede il rimborso in unica soluzione a scadenza, in data 21 luglio 2025 e il pagamento di una cedola a tasso fisso pari a 1,5%, pagabile ogni anno in via posticipata nel mese di luglio, a partire da luglio 2019. Il prezzo di emissione è stato fissato in 98,565% ed il rendimento effettivo a scadenza è pari a 1,736%. La data prevista per il regolamento dell’emissione è il 21 gennaio 2019.

Ma a cosa serviranno queste nuove obbligazioni? Serviranno a finanziare o rifinanziare i progetti verdi del gruppo Enel e, in particolar modo,  lo sviluppo, costruzione e repowering di impianti di generazione da fonti rinnovabili; la realizzazione, gestione e il funzionamento di reti di trasmissione e distribuzione, oltre a sistemi di smart metering (contatori digitali); lo sviluppo, costruzione, installazione e manutenzione di progetti relativi alla mobilità sostenibile, smart lighting, efficienza energetica e demand response. Cioè in pratica tutte le operazioni qualificanti in esecuzione con il nuovo piano industriale 2019-21. Nel piano Enel ha infatti previsto il rifinanziamento di 13,6 miliardi di euro al 2021 anche attraverso l’emissione di green bonds per traghettare il gruppo verso l’economia low carbon. L’emissione si inserisce infine nell’accordo stipulato in dicembre 2017 da Enel con altre otto industrie internazionali per lo sviluppo di green bonds, particolarmente bene accolti dal pubblico.

Ne è una dimostrazione il fatto che l’operazione ha raccolto adesioni per un importo superiore a 4,2 miliardi di euro, con una partecipazione significativa dei cosiddetti Investitori Socialmente Responsabili (SRI). Con questo nuovo passo inoltre Enel prosegue nella diversificazione della base-investitori e nella realizzazione dei 17 Sustainable Development Goals lanciati nel 2015 dall’Onu.

Enel si è avvalsa di un sindacato di banche nell’ambito del quale hanno agito, in qualità di joint-bookrunners, Banca Akros, Banca IMI, BofA Merrill Lynch, Credit Agricole CIB, CaixaBank, Commerzbank, Credit Suisse, ING, J.P. Morgan, Mediobanca, Raiffeisen Bank International, Société Générale, UBI Banca, UniCredit Bank.

 

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