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Coronavirus, si ferma anche la Champions League

Sport sconvolto dall’escalation della diffusione del virus – Dopo Rugani della Juventus positivi un componente del team McLaren in F1 e un cestista del Real Madrid: in quarantena anche la squadra di calcio, si ferma la Liga – Caso nel basket americano: stop alla Nba.

Coronavirus, si ferma anche la Champions League

Cadono gli ultimi baluardi. Lo sport ha provato a resistere fino all’ultimo, ma ora deve definitivamente arrendersi all’evidenza: la diffusione del coronavirus non garantisce il regolare svolgimento delle competizioni. Ad aprire le danze è stata l’Italia, con la Serie A che si ferma del tutto fino al 5 aprile; poi a livello internazionale sono arrivate decisioni sparse dal tennis (annullati Indian Wells e Miami), dal basket (sospese Nba ed Eurolega), dalle MotoGp (si parte a maggio a Jerez), mentre non è chiaro cosa sarà dell’Europeo di calcio in programma a giugno e delle Olimpiadi di Tokyo. Rimanevano in piedi, fino a poche ore fa, solo la Formula 1 e le competizioni europee di calcio, seppur queste ultime già penalizzate negli ultimi giorni da partite a porte chiuse e da match rinviati: oggi però due nuovi casi hanno costretto anche Formula 1 (probabilmente), Champions League ed Europa League (ma stasera si gioca) allo stop.

Prima di tutto, è arrivata la notizia della positività di un giocatore del Real Madrid di basket, con conseguente quarantena anche della squadra di calcio e sospensione della Liga per due settimane. La notizia si aggiunge a quella del primo caso di coronavirus in Serie A (il difensore della Juventus Daniele Rugani) ed è dunque inevitabile che la Uefa sospenda tutte le competizioni, visto che sia Real Madrid che Juventus sono impegnate in Champions League e avrebbero dovuto giocare la settimana prossima. PEr decidere sullo svolgimento della Coppa Campioni e anche dell’Europeo, l’Uefa ha poi convocato un meeting martedì 17 marzo, invitando tutte le federazioni.



E’ in fortissimo dubbio (mentre scriviamo, ma la situazione cambia di minuto in minuto) anche che si disputi regolarmente il primo Gran Premio della stagione, in programma domenica a Melbourne: un componente del team McLaren è risultato positivo e la scuderia ha già comunicato che non correrà. Ross Brawn a nome della Formula 1 nei giorni scorsi aveva detto che se un team fosse stato impossibilitato a partecipare la gara non sarebbe stata effettuata. Il riferimento era a chiusure di frontiere e a divieti da parte di autorità sanitarie: qui la decisione è unilaterale, ma più che motivata.

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