La ceo di Commerzbank, Bettina Orlopp, torna a parlare di Unicredit e, per l’ennesima volta, ribadisce il No alla scalata di Piazza Gae Aulenti: “Una transazione non è un fine in sé; deve creare valore per azionisti, clienti e dipendenti. E noi non lo vediamo ai livelli di valutazione attuali”, ha affermato la manager in un’intervista al quotidiano tedesco Die Welt. Unicredit è attualmente primo azionista di Commerz con una quota del 26% a cui si aggiunge un’ulteriore 3% a cui ha accesso tramite strumenti finanziari e che non ha ancora convertito.
Parlando delle possibili sinergie – che secondo Unicredit sono molto elevate – Orlopp sostiene invece che si tratta di calcoli “discutibili”, controbilanciati da sovrapposizioni di attività ed elevati rischi di implementazione.
Orlopp: “La palla è nel campo di Unicredit”
“L’investimento nella nostra banca ha dato i suoi frutti grazie ai significativi guadagni del prezzo delle azioni. E tecnicamente, Unicredit potrebbe uscire con la stessa facilità con cui è arrivata”, ha affermato il manager, lasciando intendere che Unicredit potrebbe decidere di lasciare la presa, approfittando delle plusvalenze arrivate grazie alla performance del titolo che nel 2025 ha più che raddoppiato il suo valore. “La palla è nel campo di Unicredit“, ha ribadito la manager.
La strategia attendista di Unicredit
L’amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, non ha ancora presentato un’offerta per Commerzbank: sarebbe obbligato a farlo una volta che la quota raggiungerà il 30%.
Nel frattempo il banchiere italiano prende tempo, consapevole delle resistenze dei vertici di Commerzbank, ma soprattutto del Governo tedesco che ha sempre ribadito la sua forte contrarietà alla scalata. “Rispettiamo il governo di Berlino, che è uno stakeholder cruciale. Speriamo però che nel tempo vedano la luce e che la veda anche Commerzbank”, ha dichiarato qualche mese fa Orcel. La strategia, insomma è attendista. Nel frattempo Unicredit può consolarsi con la Borsa: “la partecipazione è salita di valore: acquisita a 13 euro e oggi sono a 35 euro; abbiamo speso una parte del capital gain per coprire la partecipazione e se dovesse crollare la quotazione siamo coperti”, ha spiegato Orcel.
