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Champions: Juve-Sporting Lisbona e Napoli-Eintracht. Spalletti e Conte devono solo vincere per sperare nei playoff

Serata di Champions per la Juve di Spalletti e il Napoli di Conte che hanno una sola carta in mano: vincere per raddrizzare la deludente classifica e sperare nell’accesso ai playoff

Champions: Juve-Sporting Lisbona e Napoli-Eintracht. Spalletti e Conte devono solo vincere per sperare nei playoff

Vietato sbagliare. Juventus e Napoli, archiviato il turno di Serie A con le vittorie di Lazio e Genoa su Cagliari (2-0) e Sassuolo (1-2), tornano a respirare l’aria della Champions League con l’obbligo di vincere, pena complicare maledettamente i rispettivi cammini. Al termine di questa quarta giornata, infatti, la classifica inizierà ad assumere sembianze un po’ più concrete, e si capirà quale potrà essere il destino delle italiane coinvolte. Sia Spalletti, al debutto europeo con la Signora, che Conte hanno necessità assoluta di conquistare i tre punti con Sporting Lisbona (ore 21) ed Eintracht Francoforte (18.45), quantomeno per stabilizzarsi in zona playoff. Altri risultati, classifica alla mano, rischierebbero invece di compromettere il cammino, azzerando quasi completamente il margine d’errore nelle prossime giornate.

Juventus – Sporting Lisbona (ore 21, Sky e Now)

Urge una svolta immediata, per rimettere a posto le cose anche in Champions League. La seconda di Luciano Spalletti contro lo Sporting Lisbona (la prima allo Stadium) conta già tantissimo, perché la sua Juventus (due punti in tre gare, 25esima in classifica e al momento fuori dalla zona playoff) ha un solo risultato possibile: vincere. Altre strade non ce ne sono, e stando alle parole del tecnico toscano, non ce ne saranno nemmeno nei pensieri.

Rispetto alla sfida con la Cremonese, Spalletti potrà contare sul rientro di Kenan Yildiz, pronto a riprendere il suo posto alle spalle del confermatissimo Vlahovic, relegando il deludente Openda in panchina. Accanto a loro ci sarà ancora McKennie, con Locatelli e Thuram a centrocampo e i confermatissimi Cambiaso e Kostic sulle fasce, entrambi imprescindibili nello sviluppo del 3-4-2-1. In difesa ci sarà di nuovo Koopmeiners, affiancato da Kalulu e Gatti. L’olandese, trasformato da Spalletti in jolly difensivo-capace di impostare dal basso e dare densità in mediana, è uno degli elementi simbolo della piccola rivoluzione tattica che il tecnico ha avviato.

Occhio però allo Sporting Lisbona, secondo nel campionato portoghese e reduce dal 2-0 contro l’Alverca. Gli uomini di Borges arrivano a Torino con la convinzione di poter dire la loro, forti di un’identità precisa e di un gioco che può creare insidie, se la Juve non manterrà la concentrazione alta per tutti i 90 minuti. Dal rilancio di Koopmeiners e dal talento di Yildiz passa gran parte della missione Spalletti. Perché se in Serie A, complice il rallentamento di Napoli e Roma, la classifica si è subito raddrizzata, in Europa il margine d’errore è già quasi nullo. 

Spalletti: “La Champions è un privilegio, dobbiamo proteggerla con personalità”

“Con lo Sporting sarà una gara difficilissima perché sa giocare a calcio – il monito di Spalletti -. Sanno stare in campo e hanno un’idea di gioco ben precisa e complicata da codificare. Sono bravissimi a fare le sostituzioni dei ruoli, poi hanno una grande qualità di palleggio sulla trequarti. La Champions è un privilegio. È la suite del calcio. Dobbiamo avere un’idea di cosa vuol dire essere squadra e dobbiamo proteggerla con una grandissima personalità. Dobbiamo avere il coraggio di scegliere quello che vogliamo fare. Non ci sono scappatoie, bisogna andare dentro al campo ed essere curiosi di quello che troviamo e fare determinate scelte. Intanto ho parlato di lotta per lo scudetto e non di vittoria dello scudetto. C’è differenza. Dobbiamo confrontarci tutti i giorni con questo nome e questa storia che ci stimola a fare sempre di meglio. Finché la matematica non ce lo vieta, noi dobbiamo essere nelle condizioni di ambire a lottare per qualsiasi cosa. Parlando di slogan, non basta ‘fino alla fine’, ma serve ‘oltre la fine’. Vlahovic? Ci ho parlato e sarebbe felicissimo di rimanere qui“.

Napoli – Eintracht Francoforte (ore 18.45, Sky e Now)

Gli esami non finiscono mai, soprattutto per chi è condannato a vincere. E il Napoli di Antonio Conte lo sa bene. Il pareggio contro il Como ha riportato gli azzurri in vetta da soli, ma la Champions League è un’altra storia. Il 6-2 di Eindhoven brucia ancora, non solo per il risultato ma per l’immagine: una squadra smarrita, lontana da quella che aveva dominato in Italia. È da lì che Conte ha cominciato la risalita, ed è da lì che oggi vuole ripartire. Perché la sfida di questa sera contro l’Eintracht Francoforte non è solo una tappa del girone, ma una vera e propria prova di maturità. Serve vincere, per rimettersi in carreggiata e restituire credibilità europea a un gruppo che in campionato ha ritrovato certezze, ma in Europa deve ancora dimostrare di esserci.

Conte, che in carriera ha spesso pagato caro il rapporto complicato con la Champions, vive questa avventura europea come un’occasione per riscrivere (anche) la propria storia. Il Napoli, dopo il tonfo olandese, si è ritrovato battendo Inter e Lecce e pareggiando contro il Como, ma ora serve la stessa cosa anche in Champions. Partita delicatissima, ragion per cui il turnover sarà ridotto al minimo. Le assenze restano (a quelle note si sono aggiunti anche Gilmour e Spinazzola), ma Conte non vuole alibi.

Al Maradona sarà 4-3-3, con Milinkovic-Savic in porta, Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno e Olivera in difesa, Anguissa, Lobotka e McTominay a centrocampo, Politano, Hojlund e Neres in attacco. Dall’altra parte c’è un Eintracht diverso rispetto a quello conosciuto negli anni scorsi: squadra giovane, più verticale che tecnica, ma comunque insidiosa. In Bundesliga occupa l’ottavo posto, reduce dall’1-1 sul campo dell’Heidenheim. Toppmoller si affiderà al 3-4-2-1 con Zetterer tra i pali, Kristensen, Koch e Theate nel reparto arretrato, Doan, Chaibi, Larsson e Brown in mediana, Knauff e Gotze alle spalle dell’unica punta Burkardt.

Conte: “Sempre critiche, ma siamo primi. Gli arbitri? Appena qualcuno ne ha parlato…”

“Abbiamo la possibilità vincendo di sistemare la classifica contro un avversario forte – ha sottolineato Conte -. Quando parlo del tifoso napoletano che non deve farsi prendere in giro, mi riferisco proprio alle voci messe in giro ad arte per cercare di creare aspettative assurde verso la squadra o per ammazzarla. Il popolo napoletano deve restare sempre compatto con la squadra, tapparsi le orecchie, ascoltare calciatori e allenatore che sono gli unici che vogliono il bene del club, gli altri parlano solo per interesse. Lo dico da inizio anno che sarà una stagione complicata. Napoli che lotta per le prime posizioni dà fastidio, lo capisco, siamo lì in alto e questo fa paura. Cercate sempre il bicchiere mezzo vuoto, noi abbiamo delle difficoltà sia per l’inserimento dei nuovi sia per gli infortunati. Da inizio anno sento sempre critiche, poi guardo la classifica e siamo primi. Gli arbitri? Appena qualcuno ha parlato è successo di tutto e di più, quindi non parliamone altrimenti li mandiamo ancora di più in confusione”.

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