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Champions: Juve, debutto al cardiopalma con il Borussia Dortmund (4 a 4). Stasera Ajax-Inter e Psg-Atalanta

Notte da Champions indimenticabile per la Juve che rimonta tre volte il Borussia e acciuffa un rocambolesco pareggio in pieno recupero. Vlahovic e Yildiz gli eroi della serata. Oggi tocca all’Inter e all’Atalanta esordire in Champions in due trasferte molto difficili

Champions: Juve, debutto al cardiopalma con il Borussia Dortmund (4 a 4). Stasera Ajax-Inter e Psg-Atalanta

Comincia con un pareggio spettacolare e dal sapore dolce il percorso europeo della Juventus. All’Allianz Stadium contro il Borussia Dortmund finisce 4-4, al termine di una ripresa che ha offerto colpi di scena continui e un’altalena di emozioni capace di trasformare una brutta sconfitta in un pari da tramandare ai posteri. Il batticuore della Champions proseguirà anche stasera con Ajax-Inter e PSG-Atalanta (ore 21), per poi concludersi domani con Manchester City-Napoli.

Juventus – Borussia Dortmund 4-4: Kelly pareggia nel recupero, grande notte per Vlahovic e Yildiz

Debutto da brividi per Tudor in Champions League sulla panchina della Juventus, al termine di una partita che resterà nella memoria per il finale incredibile. Rispetto alla vittoria sull’Inter, il tecnico cambia tre uomini: davanti spazio a David e Openda con Yildiz a completare il tridente, Koopmeiners arretra in regia, mentre sulle fasce tornano Cambiaso e McKennie. In difesa Kalulu prende il posto di Gatti, con Vlahovic inizialmente in panchina. Kovac invece deve inventare dietro con Ryerson e Bensebaini adattati centrali e Sabitzer di nuovo titolare, in avanti spazio a Adeyemi e Beier a supporto di Guirassy. Il primo tempo scorre via senza scossoni: la Juve prova a gestire, ma l’attacco pesante non trova la giusta intesa. Yildiz si sacrifica su tutto il fronte, mentre Openda sciupa due occasioni, un colpo di tacco a lato e un mancino troppo debole. Il Borussia fa girare palla con più convinzione ma non sfonda, e l’unico brivido arriva al 4’ con Thuram che impegna Kobel dalla distanza. Tutto cambia però nella ripresa, che si trasforma in un film a episodi. Al 51’ Beier scheggia il palo dopo un’uscita avventata di Di Gregorio, e un minuto dopo Adeyemi gela lo Stadium con un diagonale chirurgico. I gialloneri spingono e solo un miracolo del portiere bianconero su Guirassy evita il raddoppio. Ma la Juve ha un gioiello che risponde sempre presente: al 63’ Yildiz inventa un destro a giro alla Del Piero e fa 1-1. Nemmeno il tempo di esultare che Nmecha trova subito l’angolino per il nuovo vantaggio (65’), ma al 67’ Vlahovic, appena entrato, sfrutta l’assist del turco e pareggia ancora. Lo Stadium ribolle ma la squadra di Kovac non molla: al 74’ Thuram perde un pallone sanguinoso e Yan Couto punisce un incerto Di Gregorio. Yildiz sfiora la doppietta personale colpendo un palo clamoroso, poi arriva il rigore per un mani di Kelly che Bensebaini trasforma con freddezza (86’). È 4-2 e sembra la sentenza sulla prima europea della Signora, invece succede l’impossibile: al 94’ Vlahovic riapre tutto e un minuto dopo, sugli sviluppi di un cross velenoso, Kelly si riscatta con un colpo di testa che manda in visibilio lo Stadium. La Juve si salva in extremis dopo una partita folle, con Tudor che porta a casa il primo punto europeo in una notte che non dimenticherà mai.

Tudor: “Basta con queste partite… Eravamo stanchi, ci prendiamo questo punto”

“Basta con queste partite… – ha sospirato Tudor -. L’ho detto scherzando, ma è vero: se continuiamo così non si finisce più. Abbiamo avuto delle difficoltà, tre giorni dopo l’Inter la fatica si è fatta sentire soprattutto nel secondo tempo. Abbiamo avuto cuore e un’ottima panchina. Questo è un bel segnale, loro hanno individualità importanti, noi abbiamo avuto qualche problema di gamba, però davanti quando attacchiamo siamo pericolosi. Dietro abbiamo concesso gol troppo facilmente, dovevamo evitarli ma sono felice: in queste circostanze non potevamo fare meglio. Accettiamo questo punto, perché dopo il 2-4 sembrano tre. I cambi? Ormai con cinque sostituzioni e tutte queste partite non ci sono più titolari, lo ribadisco sempre ai ragazzi. Non è un modo di dire: le gare si decidono nel finale e servono energie. Le scelte sono diventate importanti: a volte si indovinano a volte no. Qui è andata bene…”.

Ajax – Inter (ore 21, Prime Video)

L’Inter si presenta al debutto europeo con la necessità di dare una risposta forte. Dopo due sconfitte consecutive in campionato, la fiducia a Chivu è stata ribadita dalla società, ma il messaggio è chiaro: serve una scossa immediata. E allora, senza rivoluzionare il sistema di gioco, il tecnico sceglie di cambiare gli uomini, per dare un segnale allo spogliatoio e ritrovare equilibrio. Ad Amsterdam ci saranno diverse novità rispetto a sabato scorso ma non in porta, dove verrà confermato il criticatissimo Sommer. Il colpo a sorpresa di Chivu potrebbe parlare italiano. Davide Frattesi è infatti in pole per la prima maglia da titolare della sua stagione. Finora sempre relegato alla panchina in campionato, stavolta l’allenatore nerazzurro sembra deciso a dargli fiducia accanto a Calhanoglu e a Sucic, che farà il suo debutto in Champions. A lasciare spazio dovrebbe essere Nicolò Barella, mai risparmiato finora e apparso a corto di benzina. Le novità non finiscono qui. In attacco la presenza di Lautaro resta in forte dubbio: l’argentino ha saltato la rifinitura per un problema alla schiena, è partito comunque con la squadra ma con la prospettiva di iniziare dalla panchina. Chivu sembra orientato a lanciare dal 1’ la coppia Thuram-Bonny, con l’ex Parma pronto a bagnare l’esordio in Champions da titolare. In porta toccherà ancora a Sommer, mentre in difesa agiranno Akanji, De Vrij e Bastoni. Sugli esterni spazio a Dumfries e al ritorno dal 1’ di Dimarco, rimasto inizialmente in panchina contro la Juventus. La Champions arriva al momento giusto per provare a girare pagina, e l’Ajax diventa subito il primo banco di prova per capire se l’Inter è in grado di rialzarsi e tornare a correre. Gli olandesi di Heitinga, del resto, sono un mix di giovani di talento e veterani di tante battaglie. In casa possono sempre creare problemi, come dimostrano le tre vittorie ottenute in Eredivisie (a fronte di due pareggi esterni, che valgono il terzo posto in classifica dietro a Feyenoord e PSV), ma è un match alla portata dei nerazzurri. Almeno di quelli che abbiamo conosciuto fino a pochi mesi fa.

Chivu: “Mancano solo i risultati. Sommer? Non cambio per accontentare il popolo”

“La squadra per me è forte e l’ha dimostrato anche con la Juventus – ha sottolineato Chivu -. Guardando solo il risultato, allora si può puntare il dito. Sappiamo cosa vuole dire perdere il derby d’Italia, ma bisogna anche guardare le cose fatte bene durante la partita. Per me manca poco per dare continuità a quello che di buono stiamo facendo, anche per dare morale alla squadra che sta facendo di tutto per uscire da questa situazione. Si tratta solo di risultati. Sommer? Non ho mai parlato di un cambio portiere, non è giusto metterlo in piazza e tirargli i sassi. Non mi sembra bello dal punto di vista umano e Sommer ha dimostrato anche l’anno scorso quanto vale. Oggi non me la sento di cambiarlo perché lo chiede il popolo. Ho grande stima di Martinez che avrà la sua chance e anche per Di Gennaro, ma ora Yann va sostenuto anche umanamente. L’Ajax non è una vittima sacrificale e lo ha dimostrato a livello internazionale. Il presente magari non è stato all’altezza, ma ha fatto quasi una finale di Champions con Ten Haag e ha giocato prima una finale di Europa league. Sarà una partita tosta in questo stadio”.

PSG – Atalanta (ore 21, Sky e Now)

L’Atalanta si presenta al Parco dei Principi con l’adrenalina del 4-1 rifilato al Lecce e con Juric che sembra aver (finalmente) acceso il motore. Ma di fronte c’è il Paris Saint-Germain campione in carica, un Everest vero e proprio: uscire con un pareggio o anche con una sconfitta dignitosa darebbe comunque un segnale forte, figuriamoci una vittoria che, sulla carta, sembra quasi impossibile. Per sperare di portare via qualcosa da Parigi serviranno attenzione, compattezza e pochi errori, perché anche con tante assenze pesanti (Dembélé, Doué e forse Kvaratskhelia) Luis Enrique può contare su una rosa che fa paura, piena di giovani pronti a decidere la partita in un lampo. Obiettivi diversi ma stesso punto di partenza: il PSG vuole confermare di essere ancora la squadra da battere in Europa, l’Atalanta vuole dimostrare di poter stare ancora a questo livello, anche senza il guru Gasperini. Il club francese, dopo l’addio a Donnarumma, ha rilanciato puntando su un gruppo nuovo, motivato e di qualità. Dall’altra parte c’è un’Atalanta che vive di intensità, coraggio e spirito offensivo. Juric dovrà comunque fare i conti con assenze importanti come quelle di Scamacca ed Ederson, due pedine che avrebbero dato ulteriore peso all’organico. L’idea dell’allenatore croato non è quella di stravolgere l’undici che ha travolto il Lecce, ma un paio di ritocchi sono in programma: davanti a Carnesecchi dovrebbero agire Scalvini, Hien e Djimsiti, mentre a centrocampo spazio ancora al tandem De Roon-Pasalic con Bellanova e Zalewski sugli esterni. In attacco Krstovic resta il punto di riferimento centrale, supportato da Sulemana e da un De Ketelaere in fiducia totale, reduce da una doppietta che lo candida a essere il vero jolly offensivo dell’Atalanta. Niente da fare per Lookman, sempre più ai margini del progetto nonostante i tentativi di ricucire lo strappo.

Juric: “Sono curioso, non spaventato. Lookman? Siamo sereni”

“C’è molta concentrazione su come preparare bene la partita, ma in questo momento sento poca emozione – le parole di Juric -. Non sono spaventato, ma curioso di vedere quella che con merito è la miglior squadra d’Europa in questo momento. Giochiamo contro un avversario fortissimo, hanno qualche assenza come l’abbiamo anche noi, hanno anche cambi all’altezza, sarà una partita dura ma penso che siamo pronti ad affrontarla bene. Il nostro avversario ha davvero pochi punti deboli, però ci sono e cercheremo di sfruttarli. Chiaramente bisogna essere perfetti in fase difensiva, perché loro hanno qualità enormi: ci sono poche cose che li possono sorprendere, ma ci sono. Se si regge il loro urto offensivo e si elude il loro pressing, si aprono spazi: dobbiamo essere tecnicamente puliti e pronti. Tatticamente sarà una partita diversa da quelle finora, bisognerà avere misure differenti. In base a quello vedremo chi far giocare. Lookman? Siamo sereni, ci abbiamo già parlato e siamo stati chiari, pensiamo solo al campo”.

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