Vietato sbagliare. Per Juventus e Napoli non è ancora il momento dei verdetti, ma le sfide con Bodo/Glimt e Qarabag vanno vinte a tutti i costi, pena intravedere i fantasmi di un’eliminazione tanto precoce quanto clamorosa. Sulla carta la sfida più complessa sembra essere quella dei bianconeri, attesi dall’insidiosa trasferta sul sintetico gelato di Bodo (previsti dai 5 ai 10 centimetri di neve), ma anche gli azzurri faranno bene a non sottovalutare gli azeri, già capaci di battere il Benfica a Lisbona e fermare il Chelsea sul pareggio.
Bodo Glimt – Juventus (ore 21, Sky e Now)
È quasi decisiva. Per la Juventus la sfida col Bodo/Glimt assume i contorni di una partita da dentro o fuori, se non altro in chiave playoff. Dopo quattro gare, infatti, i bianconeri hanno messo insieme solo tre punti, frutto di tre pareggi (Borussia Dortmund, Villarreal e Sporting) e una sconfitta di misura a Madrid contro il Real: numeri troppo esigui per sperare di entrare nelle prime otto e insufficienti pure per garantirsi gli spareggi. In Norvegia, quindi, vincere diventa una necessità: senza i tre punti anche i playoff diventerebbero complicatissimi.
Il problema, però, è che questa Juve targata Spalletti ha vinto solo nell’esordio di Cremona, dopodiché sono arrivati tre pareggi (Sporting, Torino e Fiorentina) che hanno riportato in vita i fantasmi delle gestioni precedenti. Insomma, la Signora non perde quasi mai, ma altrettanto raramente vince, e nel calcio dei tre punti il pareggio ha ormai il sapore amaro di una mezza sconfitta. Al momento la mano di Spalletti si vede poco, se non per qualche indicazione tattica marginale, e le eventuali rivoluzioni tattiche sono rallentate dagli infortuni. A complicare i piani c’è l’assenza di Bremer, fondamentale per la linea difensiva, e l’influenza che ha colpito Federico Gatti: il centrale, tenuto a riposo nel match casalingo con la Fiorentina, non verrà rischiato sul sintetico gelato di Bodo. Un ostacolo ulteriore per Spalletti, che dovrà affidarsi alle alternative disponibili per cercare di strappare la vittoria decisiva. Il suo 3-4-2-1 vedrà Di Gregorio in porta, Kalulu, Kelly e Koopmeiners in difesa, Cambiaso, Locatelli, McKennie e Kostic a centrocampo, Conceiçao e Openda sulla trequarti, Vlahovic in attacco.
Spalletti: “Partita difficilissima, il clima sarà un fattore ma abbiamo la qualità giusta”
“Il sintetico è una difficoltà reale perché le abitudini e i rimbalzi cambiano – ha spiegato Spalletti -. Sicuramente pagheremo qualcosa, ma affronteremo anche questo problema: il campo ci disturba, ma noi vogliamo fare la nostra prestazione. Loro giocano bene, io però parlo in maniera diretta ai miei calciatori e loro devono sapere che sarà una partita difficilissima. Ai giocatori ho detto che sarà più dura di quello che pensano. Mi è già capitato di giocare con questo freddo, conosco questi campi, il clima sarà un fattore. Loro sono abituati a buttare già l’aria fredda, a noi sembrerà di correre con più affanno. La squadra però ha la qualità che serve, dobbiamo metterla in campo. Io non ho fatto psicologia, ma so che quando le cose non vanno al meglio servono sguardi, abbracci e voler star insieme spartendosi le difficoltà. Sembra che a Firenze abbiamo fatto un mezzo disastro, però i giocatori non hanno fatto così male come si vuol far credere. lo poi sono stato il primo a dire che dovevamo fare di più, dobbiamo usare i cavalli che abbiamo e tutte le nostre qualità”.
Napoli – Qarabag (ore 21, Sky e Now)
Il successo contro l’Atalanta gli ha ridato fiato, ma ora il Napoli cerca la conferma più importante, quella in Champions League. Per rimettere in ordine una classifica complicata dalla sconfitta di Eindhoven e dal pareggio contro l’Eintracht, Conte si affida all’effetto Maradona e al nuovo sistema tattico che ha restituito equilibrio alla squadra. I numeri parlano da soli: undici successi e sette pareggi nelle ultime diciannove uscite europee in casa, una sola sconfitta con il Real di Ancelotti risalente al 2023. Nemmeno Barcellona, Liverpool o PSG hanno fatto meglio nell’anno solare e il discorso vale anche in campionato. Per ritrovare un ko casalingo, infatti, bisogna tornare all’8 dicembre 2024 contro la Lazio e il dato è rimasto tale pure in questa stagione, viste le vittorie con Cagliari, Pisa, Genoa, Inter e Atalanta, con il solo pareggio contro il Como a interrompere il filotto.
Conte vuole che questo spirito si traduca anche in Champions, dove una vittoria col Qarabag cambierebbe volto all’intero girone. Già, perché il cammino europeo degli azzurri non è affatto compromesso, ma quello di stasera è uno snodo decisamente importante. Le prossime tre, infatti, saranno a Lisbona col Benfica e a Copenhagen, prima di chiudere in casa contro il Chelsea: arrivarci con 7 punti renderebbe tutto più sereno in chiave playoff, mentre un passo falso odierno obbligherebbe a fare percorso quasi netto. Il problema è che anche gli azeri hanno ambizioni di qualificazione e non hanno nessuna voglia di venire a Napoli per fare le vittime sacrificali. La squadra di Gurbanov, inoltre, ha già battuto il Benfica e fermato il Chelsea sul pareggio, dunque, andrà presa con le molle e affrontata con la stessa grinta vista sabato. Conte si affiderà proprio al 3-4-3 visto con l’Atalanta, con Milinkovic-Savic in porta, Beukema, Rrahmani e Buongiorno in difesa, Di Lorenzo, Lobotka, McTominay e Gutierrez a centrocampo, Politano, Hojlund e Neres in attacco.
Conte: “Il Qarabag è la rivelazione della Champions, servirà una gara intensa”
“Il Qarabag è la rivelazione di questa Champions con sette punti ottenuti anche contro squadre difficili come Benfica e Chelsea – ha confermato Conte -. Sappiamo che è una squadra con tanti stranieri integrati molto bene, che gioca a ritmo alto e con giocatori di qualità. Servirà una grande gara sotto tutti i punti di vista, con tanta energia fin dall’inizio. Dobbiamo recuperare energie perché con l’Atalanta abbiamo avuto un dispendio elevato. Servirà una partita intensa a livello fisico, ma ci portiamo dietro la positività del risultato contro i bergamaschi. Arriviamo a questo match in maniera giusta sapendo che dovremo dare tutto quello che abbiamo. La svolta sulla difesa a tre è figlia dell’emergenza, ma non tanto per la difesa a tre quanto per il centrocampo a due e lasciarmi un’alternativa in panchina. Facciamo di necessità virtù cercando di presentare una squadra organizzata che sa cosa deve fare. Si può difendere in un modo e attaccare in un altro”.
