Secondo Bankitalia i mercati si stanno muovendo sulla scia solo di annunci politici, ma in realtà la congiuntura mondiale è migliore di quanto ci si aspettasse anche solo l’anno scorso. Intanto continua l’affezione degli investitori per asset-rifugio con l’oro che ha oltrepassato anche il livello di 4.800 dollari l’oncia stanotte e marcia spedito verso la vetta dei 5.000 dollari.
“La congiuntura mondiale è chiaramente migliore di quella che ci aspettavamo l’anno scorso. Dopo aprile, quando emerse l’evidenza che avremmo vissuto per un po’ in mondo più antagonistico, le previsioni divennero meno rosee”, ma “di fatto l’economia mondiale ha tenuto: non abbiamo visto recessioni o rallentamenti in giro per il mondo” ha dichiarato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, intervenendo al comitato esecutivo dell’Abi.
Difficile fare valutazioni di carattere economico
Oggi “le variabili fondamentali dell’economia, su investimenti, commercio internazionale, andamento dei tassi di interesse dipendono da variabili che sono sempre meno le variabili tradizionali, ma da variabili geopolitiche, oggi direi sempre più politiche senza il prefisso “geo” ha detto ancora Panetta. “È difficile fare valutazioni di carattere economico, difficile avere il quadro della situazione – ha aggiunto -. Assistiamo a movimenti dei tassi che talora hanno legami con i fondamentali, ma nella maggior parte dei casi dipendono da altri fattori”. In particolare, ha proseguito, “gli annunci di questi giorni sulla scena internazionale hanno determinato riposizionamenti sui mercati, gli annunci politici determinano scelte di investimento repentine e che cambiamo continuamente”. Di conseguenza “è difficile da prevedere ex ante, ma anche ex post difficile capire che cosa sta succedendo”.
Mondo è più furbo di vincoli, commercio si è riallocato
Anche se restano “molte incertezze su come agiranno i dazi, su come il commercio internazionale sarà influenzato dai dazi”, “di fatto il mondo è più furbo dei vincoli e il commercio internazionale si è riallocato” ha sottolineato. “Le esportazioni cinesi non sono crollate – ha aggiunto -, sono scese molto le importazioni degli Stati Uniti dalla Cina, ma non quelle di altri paesi asiatici che poi sono tappe intermedie verso gli Usa”. Inoltre, e questa non è una buona notizia per l’Europa, ha concluso, “la Cina sta spingendo molto per espandersi su altri mercati”.
