I mercati azionari sono oggi in profondo rosso, più per realizzi dopo i recenti rally, che per specifici motivi di avversione al rischio, guidati già ieri da Wall Street con il crollo di SpaceX a cui è seguito stamane quello dei principali titoli coreani e giapponesi. I futures stamane non indicano nulla di diverso: le borse europee sono attese aprire in netto calo, così come Wall Street più tardi.
Il petrolio è poco mosso, dopo il calo del 3% di ieri, mentre tutto il mondo si aspetta ulteriori sviluppi positivi nei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran. Washington ha rilasciato una licenza di 60 giorni che consente all’Iran di vendere petrolio sul mercato internazionale, il vicepresidente JD Vance ha affermato che l’Iran ha acconsentito a far entrare nel Paese gli ispettori nucleari, un’ affermazione contestata da Teheran.
A Wall Street ieri sono crollati i tech, mentre hanno retto i settori sanitario e industriale. SpaceX a -16,4%
Ieri a Wall Street, l’S&P 500 e il Nasdaq hanno chiuso in calo, trascinati dai titoli tecnologici a grande capitalizzazione, tra cui Alphabet e SpaceX, mentre sempre più investitori si interrogano sull’opportunità delle ingenti spese per l’espansione delle infrastrutture da parte delle grandi aziende del settore. S&P 500 ha registrato un ribasso dello 0,37%, il Nasdaq dell’1,32%. Il Dow Jones invece ha chiuso in rialzo, trainato dai settori sanitario e industriale.
SpaceX è crollata del 16,4%, il suo maggiore calo giornaliero pesando notevolmente sul Nasdaq Composite, perdendo 400 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. Rimane comunque scambiato a un prezzo (154,6 dollari) superiore a quello dell’Ipo di 135 dollari per azione. La società guidata da Elon Musk ha lanciato lunedì la sua prima emissione obbligazionaria e ha dichiarato di disporre di circa 100,8 miliardi di dollari in liquidità e mezzi equivalenti al 19 giugno. SpaceX ha anche firmato un accordo con Reflection AI per fornire ulteriore capacità di calcolo alla startup presso il data center Colossus 2 di Musk, ha dichiarato Reflection AI in un post su LinkedIn. L’accordo ha un valore fino a 6,3 miliardi di dollari, secondo quanto riportato da Cnbc.
Alphabet di Google è calato del 5% mentre Meta, Amazon e Microsoft hanno perso tra il 2,3% e il 4,7%. Il prossimo test per la tenuta del mercato sarà quello di Micron Technology che domani pubblicherà i risultati trimestrali. Le azioni del produttore di chip di memoria sono aumentate di quasi il 300% quest’anno.
Da segnalare Apogee Therapeutics che è balzata del 46,7% dopo che AbbVie ha annunciato l’acquisizione della società biotecnologica per 10,9 miliardi di dollari in contanti. AbbVie è salita del 6,2%.
L’attenzione questa settimana è anche per i dati Pce sull’inflazione, i più seguiti dalla Fed. Gli operatori si stanno confrontando con le crescenti aspettative che la Federal Reserve possa adottare misure più aggressive per contrastare l’inflazione entro la fine dell’anno, sotto la guida del nuovo presidente Kevin Warsh. Secondo lo strumento FedWatch del CME Group, i future sui tassi sui fondi federali indicano una probabilità implicita del 54% di almeno due rialzi di 25 punti base entro la fine dell’anno, rispetto al 15,2% di una settimana fa.
In Asia crollano i maggiori titoli koreani e giapponesi. Fari sulla debozza dello yen
Le borse dell’Asia Pacifico sono in calo stamane, dopo il record dell’indice di riferimento dell’area. Un’ondata di vendite ha colpito le società protagoniste dei recenti rialzi, con in prima linea le coreane SK Hynix e Samsung Electronics, oltre che la giapponese SoftBank. L’indice MSCI Asia Pacific Tech perde il 2,7%.
In Giappone, il Nikkei perde il 2,73% con Softbank che perde quasi il 10%. Lo yen nel corso della seduta si è indebolito fino a testare quota 161,9, poco sotto al minimo di due anni raggiunto la scorsa settimana, per poi assestarsi attorno a 161,58 per dollaro. Un superamento di quota 161,96 porterebbe la valuta al suo livello più basso dal 1986. Tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, Tokyo ha speso la cifra record di 11.700 miliardi di yen (72,44 miliardi di dollari) intervenendo sui mercati valutari.
Gli operatori del mercato valutario sono in allerta, nella prospettiva di un intervento sul cambio, dopo la telefonata tra il ministro delle Finanze giapponese Satsuki Katayama e il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent. Katayama ha dichiarato ai giornalisti che lei e Bessent hanno concordato di adottare “misure coraggiose” in materia valutaria, se necessario, e ha affermato che i due paesi sono sempre più “allineati” sul tema. La valuta si indebolisce a causa dei timori sulla politica monetaria: la Banca del Giappone potrebbe infatti non aumentare i costi di finanziamento con sufficiente rapidità per controllare l’inflazione. L’asta di titoli di Stato giapponesi a cinque anni di stanotte ha registrato una domanda inferiore alla media degli ultimi 12 mesi, anche a causa della debolezza dello yen.
Nella Corea del Sud, l’indice Kospi perde oltre l’8%, tra volumi di scambio molto elevati e provocando anche una sospensione delle contrattazioni. Le azioni del gigante dei chip di memoria SK Hynix perde oltre l’11% dopo che le azioni avevano guadagnato oltre il 300% quest’anno, sostenute dalla forte crescita degli utili e dall’ottimismo sulla domanda di intelligenza artificiale. Samsung perde l’8,63%.
In Cina l’indice Hang Seng di Hong Kong è a -1%. CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen -1,5%. Taiex di Taiwan -0,6%. Sulla parità il mercato azionario dell’India. Seconda seduta consecutiva della borsa dell’Indonesia, in prossimità dell’emissione di un prestito statale da 36 trilioni di rupie indonesiane (due miliardi di dollari).
Il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni è sceso di 0,61 punti base, attestandosi al 4,501%. L’oro è sceso dell’1,75% a 4.118,55 dollari l’oncia. Nel mercato delle criptovalute, il bitcoin ha perso l’1,56%, attestandosi a 63.368,73 dollari, mentre l’ether è calato dell’1,17%, scendendo a 1.712,74 dollari.
Borse europee viste aprire in netto calo. A Piazza Affari occhi a Italgas, Saipem
Le borse europee sono attese aprire in calo, sulla base delle indicazioni del futurs sull’Eurostoxx 50 che quota -1%.
Monte Paschi – Il perfezionamento della riorganizzazione societaria è previsto entro il quarto trimestre del 2026.
L’istituto ha inoltre sottolineato che i lavori di integrazione di Mediobanca “proseguono”. Secondo MF, venerdì Intesa Sanpaolo presenterà alle authority i documenti per l’offerta sulla banca senese.
Eni – Ha raggiunto la decisione finale di investimento per il progetto Greater PAJ, uno sviluppo petrolifero offshore situato al largo dell’Angola.
Intesa Sanpaolo – Morningstar ha alzato la raccomandazione a Hold da Sell, con target price portato a 45 dollari, dai 33 dollari precedenti.
Italgas – L’Amministratore Delegato di Italgas, Paolo Gallo, presenta oggi il Piano Strategico del Gruppo per il periodo 2026-2032. Highlights: Investimenti complessivi di 13 miliardi di euro, +14,6% rispetto al precedente Piano, 280 milioni di efficienze complessive al 2032, +12%, a cui si aggiungono 120 milioni di ricavi da investimenti incrementali per digitalizzazione, EBITDA a 3,3 miliardi al 2032, con una RAB complessiva di 21,7 miliardi, in crescita rispetto agli obiettivi del Piano 2025-2031. EPS adjusted con crescita superiore al 9% CAGR nel 2025-2032, in linea con l’EPS adjusted CAGR 2025-2031 del precedente Piano. La guidance 2026 è stata confermata.
Moncler – Morgan Stanley ha avviato la copertura con equal weight e target price a 57 euro da 59.
Prysmian – Si è aggiudicata un contratto quadro del valore di circa 910 milioni di euro con IPTO per la realizzazione di interconnessioni elettriche in Grecia. Ha inoltre ottenuto l’autorizzazione all’avvio dei lavori per l’interconnessione elettrica con Tunisia. Il valore del contratto è pari a circa euro 460 milioni, e sarà incluso nel backlog di progetti di Prysmian.
Saipem – Si aggiudica un nuovo contratto offshore in Angola da 1 miliardo di dollari.
Stellantis – Secondo i dati Acea, a maggio la società ha registrato un calo del 2,3% delle immatricolazioni in Europa, che si confronta con il +3,6% del settore.
