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Borse oggi tra scambi minimi e massima confusione: domani scade l’ultimatum Usa-Iran. Petrolio e gas in rialzo

Il sequestro da parte degli Stati Uniti di una nave mercantile iraniana e la promessa di ritorsioni da parte dell’alto comando militare di Teheran ha rimesso in dubbio il cessate il fuoco. Il petrolio rimbalza ma resta sotto 100, il gas si impenna dell’11%. Le borse asiatiche si muovono in rialzo scommettendo comunque in una pace. I futures invece preannunciano un forte calo per le borse europee. A Piazza Affari occhi allo stacco cedole e a UniCredit, Eni, Mps

Borse oggi tra scambi minimi e massima confusione: domani scade l’ultimatum Usa-Iran. Petrolio e gas in rialzo

I mercati si muovono con molta cautela e pochi scambi con l’occhio fisso sullo stretto di Hormuz, storditi dalle contrastanti notizie arrivate nel fine settimana. Il barometro del rischio geopolitico è sintetizzato nel numero di navi che transitano nello Stretto e, mentre i dati di Kpler abbiano mostrato che sabato più di 20 navi cariche di prodotti petroliferi, metalli, gas e fertilizzanti lo abbiano attraversato, rendendolo il giorno più trafficato dal 1° marzo, il sequestro da parte degli Stati Uniti di una nave mercantile iraniana e la promessa di ritorsioni da parte dell’alto comando militare di Teheran ha rimesso in dubbio il cessate il fuoco nella guerra con l’Iran, che avrebbe dovuto durare fino a martedì. L’Iran ha respinto nuovi colloqui di pace con gli Stati Uniti, secondo quanto riportato ieri dalla sua agenzia di stampa statale, mentre poche ore prima Trump aveva dichiarato di voler inviare negoziatori in Pakistan, ma anche di voler lanciare nuovi attacchi contro ogni centrale elettrica e ponte dell’Iran se quest’ultimo non avesse accettato le sue condizioni. Gli alleati europei temono che un team negoziale statunitense fragile stia spingendo per un accordo con l’Iran di grande risonanza, ma che lascia insoluti maggiori problemi per il futuro.

Nella confusione, il prezzo del petrolio, sentinella dei mercati, stamane ha reagito con un balzo di quasi il 6%, dopo il crollo del weekend, pur rimandeno sotto i 100 dollari. I mercati che sembrano scommettere su una risoluzione della guerra sono le borse asiatiche che, pur tra scambi contenuti, si muovono in rialzo, mentre i futures indicano vendite sia per la prossima apertura di Wall Street sia per l’imminente avvio delle borse europee.

Borse asiatiche vogliono credere nella fine del conflitto. Il traino dei chip

I mercati asiatici stanno per chiudere in rialzo la prima seduta della settimana, mettendo da parte il riacutizzarsi delle tensioni in Medio Oriente e sperando in una fine del conflitto. L’indice asiatico Msci è salito dello 0,6% con i produttori di chip come Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. e SK Hynix Inc. che hanno contribuito maggiormente ai guadagni.

L’indice Hang Seng di Hong Kong e il Nikkei di Tokyo sono in rialzo dello 0,6%, il Topix dello 0,7%. SoftBank Group ha contribuito maggiormente al rialzo del Topix, con un aumento del 4,5%. Il Kospi della Corea del Sud sale di oltre l’1%. Stamane uno dei segnali di maggiore cautela sui mercati è arrivato dalla National Australia Bank, il più grande istituto di credito alle imprese in Australia, che ha segnalato una svalutazione di 500 milioni di dollari poiché prevede che la guerra farà aumentare i crediti inesigibili. In Cina, il CSI 300 ha chiuso in rialzo dello 0,6%. Shanghai Composite +0,7%. Shenzhen Composite +0,6%.

I titoli di stato, che avevano registrato un rialzo venerdì, hanno registrato un calo su tutta la curva, a causa dei timori che l’aumento dei prezzi del petrolio possa alimentare l’inflazione: il rendimento dei decennali Usa di riferimento è salito di 2,2 punti base, attestandosi al 4,266%. Il dollaro, che è stato venduto per gran parte delle ultime due settimane, si è stabilizzato, scambiando a 158,8 yen e a 1,1760 euro. In altri segmenti del mercato, l’oro è sceso dello 0,8% a 4.790 dollari l’oncia e l’argento ha perso l’1%. Il Bitcoin si è leggermente indebolito, attestandosi intorno ai 74.500 dollari.

Il prezzo del brent stamane è a 95 dollari (+5%) e il Wti è a 88,7 dollari (+5,7%). Stamane i futures del gas naturale europeo hanno registrato un’impennata fino all’11%

Wall Street venerdì aveva toccato livelli record, sostenuta dalle aspettative di solidi utili nel primo trimestre, molti dei quali sono in arrivo questa settimana. Nel corso della settimana sono previsti anche i dati sull’inflazione britannica, sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti e sull’indice PMI europeo.

Borse europee viste aprire in netto calo. A Piazza Affari occhi allo stacco cedole e a UniCredit, Eni, Mps

L’Europa si avvia verso un’apertura in netto calo: i future sull’Euro Stoxx 50 sono a -1,4%.

Lo stacco cedole di otto blue chip potrebbe avere un impatto sulla Borsa intorno allo 0,77%, hanno riferito alcuni trader, come riportato da Reuters. Si tratta di Banca Mediolanum, Banco Bpm, Campari, Ferrari, Iveco, Mediobanca, Prysmian e UniCredit. Tra le mid-cap: Anima e Maire .

Eni, Terna. Giuseppina Di Foggia, indicata dal governo alla presidenza di Eni, non vuole rinunciare alla buonuscita da 7,3 milioni di euro come ad di Terna, emolumento che sarebbe incompatibile con il suo nuovo incarico. Lo riferisce l’edizione di domenica del Corriere della Sera, aggiungendo che se lo stallo non sarà risolto, alla presidenza Eni potrebbe andare Emma Marcegaglia, sostenuta dalla lista di minoranza. Il membro del cda di Terna Stefano Cappiello si è dimesso, con effetto dal 5 maggio, dopo essere stato designato come membro del cda di Eni.

Leonardo. Venerdì scorso, IDV (controllata al 100% da Leonardo) ha firmato un contratto con la Marina spagnola per la fornitura di 34 veicoli blindati anfibi. Valore stimato del contratto pari a circa 350 milioni di euro.

Mps. Sabato, Il Messaggero ha riferito che i consiglieri di Mps eletti nella lista del consiglio uscente sono pronti ad appoggiare il rinnovo del mandato di Luigi Lovaglio come amministratore delegato. In cambio, vorrebbero che venisse eletto alla presidenza il loro candidato Nicola Maione, ha aggiunto il quotidiano. Secondo quanto riportato domenica dal Corriere della Sera, le trattative sulla questione sono in corso. Il fronte pro Lovaglio è orientato a occupare anche la presidenza con Cesare Bisoni ma potrebbero offrire al fronte rivale una vicepresidenza. Il cda con all’ordine del giorno la nomina del presidente e l’attribuzione delle deleghe all’ad dovrebbe svolgersi giovedì, secondo quanto riportato da Corriere della Sera e Repubblica. La Bce ha spinto Delfin a partecipare al voto in assemblea della scorsa settimana – sostenendo Lovaglio – dopo aver fatto presente che sarebbe stato “inconcepibile” per il primo azionista di MPS non esprimersi sulla governance dell’istituto, secondo una ricostruzione di La Stampa di domenica.

Saipem. Ha firmato con Eni industrial evolution il contratto principale per la realizzazione della nuova bioraffineria di Priolo, in Sicilia, progetto annunciato il 3 febbraio scorso da Eni e Q8 Italia. Il valore al suo completamento ammonta a circa 700 milioni di euro e prevede come termine dei lavori la fine del 2028 e comprende le attività di engineering, procurement and construction.

UniCredit. Stamattina l’ad, Andrea Orcel, illustrerà “i dettagli di un approccio volto alla creazione di valore per Commerzbank “. UniCredit “intravede per Commerzbank un significativo potenziale di crescita e di riduzione dei rischi, addizionale rispetto all’attuale strategia ‘momentum’, in grado di generare ulteriore valore”, si legge in una nota che anticipa l’evento. L’Italia teme che UniCredit possa proporre di trasferire la propria sede centrale in Germania per placare l’opposizione di Berlino all’acquisizione di Commerzbank: lo riferiscono tre fonti a conoscenza dei fatti, nonostante la banca italiana abbia escluso tale possibilità.

Pirelli. Per il governo italiano la presenza cinese di Sinochem non è più ritenuta compatibile con l’attuale contesto geopolitico e industriale. Come riportato dal Corriere della Sera, l’attivazione dei poteri di Golden Power ha drasticamente limitato i diritti dell’azionista, che detiene il 34% delle quote, trasformando di fatto la partecipazione in una semplice holding finanziaria. Una possibile soluzione è la riduzione della partecipazione al di sotto del 9,9%, soglia alla quale le attuali restrizioni cesserebbero di avere effetto.

Poste Italiane. Barclays ha tagliato il target price a 21,6 euro da 22.

Juventus. I bianconeri domenica sera hanno battuto il Bologna 2-0 in casa, rafforzando il loro quarto posto in Serie A, valevole per la qualificazione in Champions League.

Lazio. Ha vinto sabato sera fuori casa 2-0 contro il Napoli.

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