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Borse oggi tentano un timido recupero. Trump minimizza le tensioni in Medio Oriente e il petrolio scende sotto i 95 dollari. Si riprende anche l’obbligazionario

Sullo sfondo restano comunque i timori di inflazione e le aspettative di un aumento dei tassi di interesse da parte di Bce e Federal Reserve questo mese. In Asia l’attenzione è per il repentino recupero dello yen che potrebbe nascondere un intervento delle autorità. A Wall Street i tech restano sostenuti. Le borse europee sono attese aprire poco variate. A Piazza Affari occhi a Eni

Borse oggi tentano un timido recupero. Trump minimizza le tensioni in Medio Oriente e il petrolio scende sotto i 95 dollari. Si riprende anche l’obbligazionario

Le borse sembrano voler tirare un sospiro di sollievo oggi, dopo che il presidente Donald Trump ha minimizzato la prospettiva di un conflitto prolungato con l’Iran spingendo al ribasso il prezzo del petrolio e allentando di conseguenza la pressione sui titoli di stato. Sullo sfondo restano comunque i timori di inflazione e le aspettative di un aumento dei tassi di interesse da parte di Bce e Federal Reserve questo mese. Con la stagione delle trimestrali in gran parte conclusa, l’attenzione si sposta sul rapporto sull’occupazione statunitense di venerdì. Risalgono oro e argento.

Il Brent ha interrotto un rally durato tre giorni con un calo dell’1,3% sotto i 95 dollari al barile, mentre il greggio statunitense è sceso dello 0,43% a 90,62 dollari al barile. L’attenzione è per l’evolversi della crisi in Medio Orinete e, a questo proposito, ieri Trump ha affermato che i rinnovati attacchi all’Iran sarebbero probabilmente di breve durata e ha ribadito la sua tesi secondo cui gli Stati Uniti controllano lo Stretto di Hormuz.

Ieri Wall Street ha ritrovato slancio. Tech ancora robusti: dopo Dell anche Broadcom stupisce con ottimi dati

Ieri Wall Street ha guadagnato terreno, registrando un parziale rimbalzo dopo una serie di tre giorni di perdite, mentre gli investitori hanno cercato occasioni tra azioni e settori che potrebbero essere stati ipervenduti. Tutti e tre i principali indici azionari statunitensi hanno guadagnato terreno: il Dow Jones ha chiuso a +0,56%, S&P 500 a +0,46% e Nasdaq a +0,45%, mentre il Russell 2000 delle small-cap ha sovraperformato rispetto alle società a maggiore capitalizzazione, registrando un aumento dell’1,1%.

Il settore tech pare essere poco scalfito dalle vicende esterne e continua a mostrare una buona performance. L’indice dei semiconduttori di Philadelphia SE, che ha alimentato gran parte dei guadagni del mercato azionario finora quest’anno ma ha perso quasi un quarto del suo valore dalla fine di giugno, è salito, in attesa dei risultati del produttore di chip Broadcom dopo la chiusura dei mercati che ha poi previsto un forte aumento delle vendite di chip per l’intelligenza artificiale nei prossimi due anni, a riprova del fatto che l’interesse delle grandi aziende tecnologiche per le infrastrutture di intelligenza artificiale rimane immutato. Intanto Nvidia è salito del 3,2%, mentre Micron e Qualcomm hanno guadagnato rispettivamente il 2,4% e il 2,0%. Azienda produttrice di hardware Dell è salito del 15,8% dopo aver rivisto al rialzo le previsioni di utili e ricavi annuali. Tra gli altri settori, le compagnie aeree, quelle dei minatori d’oro e d’argento e le banche regionali hanno viste le migliori performance, mentre software e servizi, considerati potenziali vittime della rivoluzione dell’IA, hanno registrato una performance inferiore. Nell’after hours Broudacom ha perso terreno.

Da segnalare, Brown-Forman, produttore di Jack Daniel’s, è salito del 3,9% in seguito al superamento delle aspettative sugli utili trimestrali. Uber Technologies ha guadagnato l’1,6% dopo che l’app di ridesharing ha annunciato il licenziamento di circa il 10% del suo personale.

A preoccupare è il debito pubblico Usa. Donald Trump è tornato alla Casa Bianca promettendo di rimettere in ordine le finanze degli Stati Uniti riducendo le dimensioni del governo federale, ponendo fine alle costose “guerre infinite” e stimolando la crescita economica per arginare i deficit in continua crescita. Al contrario, il debito nazionale ha superato i 40 trilioni di dollari nei primi 19 mesi del suo secondo mandato. La spesa federale è aumentata, non diminuita. La guerra con l’Iran, iniziata sei mesi fa, si è trasformata in una costosa situazione di stallo. E il costo del servizio del debito statunitense, nel frattempo, è cresciuto, poiché i rendimenti di alcuni titoli di stato americani hanno raggiunto i livelli più alti degli ultimi quasi vent’anni. Il risultato, secondo gli esperti di bilancio, è un’imminente crisi fiscale che probabilmente costringerà il Congresso ad adottare misure politicamente impopolari per aumentare le tasse o ridurre la rete di protezione sociale, potenzialmente inclusa la previdenza sociale. Intanto gli statunitensi sono già penalizzati dal rialzo dei tassi dei mutui, ancorati a quelli dei titoli di stato. Le imminenti elezioni di medio termine di inizio novembre determineranno se i Repubblicani manterranno il controllo del Congresso per la seconda metà dell’ultimo mandato di Trump.

Asia in recupero. Deciso rafforzamento dello yen

Le borse asiatiche, seguendo l’esempio di Wall Street, mostrano un parziale recupero. L’indice azionario Msci Asia Pacific ha guadagnato l’1,1%, riprendendosi dal crollo di ieri. Il Kospi guadagno lo 0,5%, mentre alcuni titoli del settore dei semiconduttori, tra cui Renesas Electronics e SK Hynix sono saliti dopo i dati di Broadcom nell’after hours Usa, per poi però ritracciare.

In Giappone il Nikkei della borsa di Tokyo guadagna un timido 0,2%, Il settore dei servizi giapponese si è espanso al ritmo più veloce degli ultimi cinque mesi ad agosto, a ulteriore conferma della solidità dell’economia, che potrebbe far fronte a un aumento dei tassi di interesse da parte della Banca del Giappone.

L’attenzione si è concentrata sullo yen, che ha guadagnato terreno per la seconda sessione consecutiva, rafforzandosi fino a 157,63 per dollaro. L’impennata della valuta ha alimentato le speculazioni degli operatori su un possibile intervento delle autorità. L’indice del dollaro, che misura il valore del biglietto verde rispetto a un paniere di valute, è sceso dello 0,21% a 99,39. L’euro è salito dello 0,09% a 1,1598 dollari

Anche i titoli di stato hanno sono tornati a salire e i rendimenti, qundi, a scendere. In Giappone, un’asta di titoli di Stato trentennali ha registrato una forte domanda. Il rendimento dei titoli trentennali è sceso di 10 punti base al 4,065%. Anche i rendimenti dei titoli del Treasuries Usa sono diminuiti durante la sessione asiatica rispetto ai massimi pluriennali. Il rendimento dei titoli di Stato statunitensi a 10 anni è sceso di 1,79 punti base al 4,776%.

L’oro spot è salito dell’1,14% a 4.436,34 dollari l’oncia. I future sull’oro statunitensi sono balzati dell’1,37% a 4.426,30 dollari l’oncia e l’argento spot è salito dell’1,3% a 66,17 dollari l’oncia.

Le borse europee sono attese aprire poco variate. A Piazza Affari occhi a Eni

Le borse europee sono indicate aprire in lieve calo stamane, sulla base dei futures sull’Eurostoxx 50 che quotatano -0,08%

Obbligazionario. Francia riapre le vendite di titoli a 10, 14 e 20 anni; Regno Unito riapre le vendite di titoli a 23 anni.

Eni ha firmato un nuovo contratto della durata di 25 anni con la compagnia petrolifera statale venezuelana Pdvsa per lo sviluppo del giacimento petrolifero Junin 5. In base all’accordo, che rende il gruppo italiano l’unico operatore di Junin 5, Eni e Pdvsa investiranno 1,5 miliardi di dollari all’anno per sviluppare il giacimento, con l’obiettivo di raggiungere una produzione di 400.000 barili al giorno entro la fine di questo decennio. Il gruppo punta ad aumentare la produzione in Venezuela a oltre un milione di barili al giorno.

Intesa Sanpaolo avvierà il 7 settembre la seconda tranche del buyback che si concluderà il successivo 11 settembre. Il programma di acquisto azioni proprie è a servizio dell’assegnazione gratuita di azioni ordinarie in relazione ai piani di incentivazione della banca. Il numero di azioni che verrà acquistato è pari a 9.552.517 che corrisponde allo 0,05% del capitale sociale.

Avio. Ll’Agenzia Spaziale Europea sta valutando la possibilità di aumentare il numero di lanci in programma per i razzi Ariane 6 e Vega-C nei prossimi anni, per soddisfare la domanda di satelliti.

Fincantieri. Equita, a seguito della debole performance del titolo, ha aumentato il peso della società di 50 punti base nel suo portafoglio principale. I risultati del secondo trimestre sono stati solidi e lasciano spazio per una revisione della guidance 2026 con il terzo trimestre.

Piaggio, dopo quasi cinque anni di lavori e oltre 50 milioni di euro di investimenti, ha presentato la nuova casa di Moto Guzzi. Il nuovo impianto produttivo permette un incremento della capacità produttiva a oltre 30.000 veicoli l’anno.

Intercos ha avviato il collocamento sul mercato, tramite Abb, di 6 milioni di azioni, pari al 6,2% del capitale, per un controvalore di 83 milioni di euro, interamente coperto.

Txt e-solutions ha esercitato l’opzione per acquisire il restante 40% di ProSim Training Solutions, raggiungendo il 100% del capitale.

Icop ha reso noto che Borsa Italiana ha disposto l’avvio delle negoziazioni delle azioni ordinarie della società su Euronext Milan a partire dal 4 settembre. Nella stessa data i titoli saranno esclusi da Euronext Growth Milan, dove l’ultima seduta di negoziazione sarà quindi quella di oggi, 3 settembre.

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