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Borse oggi incerte sui primi intoppi tra Iran e Usa. Ma le petroliere transitano nello Stretto. Semiconduttori super. Wall Street chiusa

Con la metà dei mercati asiatici chiusi per festività e gli Usa impegnati a celebrare il Juneteenth, gli scambi sono contenuti oggi. Tokyo e Seul hanno invertito la rotta sul finire della seduta ma portano a casa potenti guadagni settimanali. Borse europee viste aprire in lieve calo. A Piazza Affari occhi ad Avio, banche

Borse oggi incerte sui primi intoppi tra Iran e Usa. Ma le petroliere transitano nello Stretto. Semiconduttori super. Wall Street chiusa

I primi intoppi nei colloqui di pace tra Iran e Usa stanno portando gli investitori ad alleggerire le posizioni in una seduta caratterizzata comunque da scambi contenuti per la chiusura per festività di metà dei mercati asiatici e con gli Stati Uniti impegnati a celebrare il Juneteenth, mentre la settimana si avvia comunque a chiudere positivamente.

Nonostate il vicepresidente Usa Jd Vance abbia comunicato che non sarà in Svizzera oggi per i negoziati con l’Iran, affidando i colloqui ai tecnici, il clima sui mercati è abbastanza disteso poichè le petroliere bloccate a Hormuz hanno iniziato a lasciare il canale, dopo che ieri gli Stati Uniti hanno revocato il blocco contro l’Iran, in seguito all’entrata in vigore di un accordo provvisorio per porre fine alla guerra. Inoltre il Kuwait ha annunciato che inizierà ad aumentare gradualmente la produzione. Tre navi battenti bandiera saudita cariche di greggio hanno già solcato lo stretto, anche se non è ancora chiaro quando le forniture torneranno ai livelli prebellici. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver condotto attacchi durante la notte e di aver continuato a colpire quelli che ha definito militanti di Hezbollah e infrastrutture in diverse aree del Libano meridionale.

I futures del petrolio Brent sono risaliti stamane ma hanno chiuso la settimana in calo del 9,5% e in calo del 37% rispetto al picco di fine aprile, un sollievo per le banche centrali di tutto il mondo che erano pronte a contrastare un surriscaldamento dell’inflazione con strette monetarie. Lo scorso 4 giugno, i futures del petrolio Brent sono saliti a 97,16 dollari al barile, rispetto ai 72,48 dollari precedenti gli attacchi del 28 febbraio, a causa delle preoccupazioni per le forniture di petrolio in Medio Oriente. Il greggio statunitense West Texas Intermediate è salito dello 0,8% a 77,23 dollari al barile, ma si avviava comunque a chiudere la settimana in ribasso.

Ieri Wall Street in rialzo grazie al settore dei chip. Oggi chiusa per festività

Ieri a Wall Street gli indici hanno chiuso in rialzo, con il Nasdaq che si è spinto fino a un +1,9% grazie ai guadagni dei titoli dei semiconduttori, mentre i timori di inflazione si sono attenuati dopo la firma di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran, sebbene gli investitori abbiano ancora scontato aumenti dei tassi di interesse quest’anno da parte della Federal Reserve. Il Dow Jones ha chiuso a +0,14%, S&P 500 a +1,08%,

L’indice dei semiconduttori di Philadelphia ha sovraperformato nettamente il resto del mercato con un rally del 6,4% grazie a Intel le cui azioni sono balzate a un massimo storico e hanno chiuso in rialzo del 10,6% dopo che Trump ha affermato che il produttore di iPhone Apple ha accettato di collaborare con Intel per progettare e produrre i suoi chip negli Stati Uniti.

Con la chiusura oggi in occasione del Juneteenth, festività che commemora l’emancipazione degli afroamericani ridotti in schiavitù, la settimana dell’indice S&P 500 si è chiusa ieri con un guadagno dello 0,93%, rispetto all’aumento del 2,43% del Nasdaq e allo 0,71% del Dow Jones.

I titoli dei beni di consumo sono stati trainati dal settore dei viaggi, poiché la prospettiva di prezzi del carburante più bassi ha sostenuto i rialzi delle compagnie di crociera e delle compagnie aeree. L’indice medio Dow Jones Transportation ha chiuso con un rialzo dello 0,5%.
L’indice Russell 2000 delle società a piccola capitalizzazione è aumentato del 2% e ha raggiunto un nuovo massimo storico di chiusura.
Sul fronte dei dati, quelli del Dipartimento del Lavoro hanno mostrato che il numero di americani che hanno presentato domanda di sussidi di disoccupazione è diminuito la scorsa settimana, poiché i licenziamenti sono rimasti bassi.

Il settore software dell’indice S&P 500 ha chiuso in ribasso dello 0,7% dopo essere sceso al livello più basso da oltre due mesi. Il settore è stato messo sotto pressione dalle azioni di Accenture crollate del 18% dopo che la società ha ridotto la parte alta delle sue previsioni di fatturato annuo. Tra i concorrenti figura Cognizant Technology Solutions, Gartner e Ibm, scese tra il 4,5% e il 10,5%.

SpaceX di Elon Musk ha chiuso in calo per il secondo giorno consecutivo e ha perso il 3,6% dopo il forte rialzo nei primi giorni di contrattazione successivi al suo debutto in borsa venerdì scorso.

Ieri si è verificata anche la scadenza simultanea, che si verifica una volta al trimestre, dei contratti derivati ​​legati ad azioni, opzioni su indici e future, nota anche come “triple witching”, che solitamente incrementa i volumi di scambio. Sulle borse statunitensi sono state scambiate 33,59 miliardi di azioni, rispetto alla media di 21,83 miliardi delle ultime 20 sedute.

L’orientamento più restrittivo della Fed, intonato dal nuovo presidente Kevin Warsh che si è detto pronto a contrastare un aumento dell’inflazione, ha colpito duramente i titoli di stato Usa a breve termine, con i rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi a due anni in rialzo di 9 punti base questa settimana al 4,1790%, ma ha favorito le obbligazioni a più lunga scadenza poiché gli investitori sono stati rassicurati dal calo dei prezzi del petrolio. Questa settimana i rendimenti dei titoli decennali sono scesi di 3 punti base al 4,4510%, mentre quelli dei titoli trentennali sono crollati di 7 punti base al 4,9010%, circa il livello più basso degli ultimi due mesi.

In Asia Nikkei e Kospi invertono la rotta sul finire, ma la settimana chiude in netto rialzo

Con metà dei mercati asiatici chiusi per festività l’attenzione oggi è per Giappone e Corea del Sud che dopo i nuovi massimi hanno ridimensionato i guadagni sul finire della seduta. Le borse della Cina continentale e di Hong Kong sono chiuse per la festività del Festival delle Barche Drago. Anche Taiwan è in festività.

Il Nikkei, in rialzo dello 0,8% ha raggiunto un nuovo record per la quinta sessione consecutiva, estendendo il guadagno settimanale all’8,5%. L’indicatore chiave dell’inflazione in Giappone è rimasto stabile a maggio, grazie in parte ai sussidi governativi che hanno mantenuto bassi i costi energetici, consentendo alla Banca del Giappone di proseguire sulla strada di un ulteriore aumento dei tassi di interesse entro la fine dell’anno. I prezzi al consumo al netto degli alimenti freschi sono aumentati dell’1,4% rispetto all’anno precedente, secondo quanto riportato venerdì dal Ministero degli Interni e delle Comunicazioni. Il dato è in linea con le aspettative degli economisti e corrisponde al livello più basso dal 2022. Un indicatore che esclude sia gli alimenti freschi che l’energia è aumentato dell’1,8% rispetto all’anno precedente, in linea anche con le previsioni mediane.

Il Kospi (+0,06%) ha registrato un aumento settimanale del 15,3%. A maggio, i prezzi alla produzione in Corea del Sud sono aumentati al ritmo più sostenuto degli ultimi quattro anni, a causa dell’aumento dei costi energetici e di un incremento generalizzato dei prezzi industriali che hanno continuato a ripercuotersi sull’economia.

L’indice del dollaro statunitense si avvia a chiudere la settimana con un guadagno dell’1%, attestandosi a 100,78. Gli scambi contenuti per le festività fanno pensare che questo sia il momento perfetto per Tokyo per mettere in atto un intervento sullo yen crollato a 161,3 contro il dollaro, ben oltre la soglia ritenuta di allarme dei 160. I metalli preziosi sono stati sotto pressione a causa del dollaro forte. L’oro spot è sceso dello 0,5% a 4.188 dollari l’oncia, mentre l’argento spot è calato dello 0,8% a 65,30 dollari l’oncia.

Borse europee viste aprire in lieve calo. A Piazza Affari occhi ad Avio e banche

Le borse europee sono attese aprire in lieve calo. Il future sull’Euro Stoxx 50 perde lo 0,3%.

In Gran Bretagna, il nuovo seggio parlamentare del sindaco laburista Andy Burnham ha creato una potenziale sfida per spodestare il Primo Ministro britannico Keir Starmer. La sterlina non ha subito quasi alcun contraccolpo, ma il mercato dei titoli di Stato britannici potrebbe avere una reazione più consistente all’apertura.

Avio – Ha firmato in Francia un ordine di produzione da oltre 35 milioni di euro con Mbda. La commessa riguarda la fornitura di motori a propellente solido e superfici aerodinamiche, rientra in un contratto quadro già sottoscritto e si svilupperà su un arco temporale di quattro anni.

Banco Bpm – Credit Agricole sta valutando di rafforzare la propria quota nell’istituto di Piazza Meda, attualmente al 22,9%, anche se al momento non è stata presa alcuna decisione. Lo riporta Bloomberg.

Leonardo – Ieri è stata approvata la nuova struttura organizzativa del gruppo.

Monte Dei Paschi Di Siena – La posizione neutrale sulle operazioni di consolidamento bancario non impedisce al governo di potere eventualmente fissare dei paletti attraverso l’esercizio del golden power. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in Senato, confermando la volontà di ridurre la partecipazione residua nella banca.

Poste Italiane – L’assemblea straordinaria ha approvato l’aumento di capitale finalizzato all’offerta su TIM. Per il finanziamento dell’operazione sono state selezionate cinque banche: Intesa Sanpaolo, UniCredit, BNP Paribas, Deutsche Bank e JPMorgan Chase.

Settore IT – Le azioni di Accenture sono scese ai minimi dal 2017 dopo il taglio delle previsioni di ricavi, alimentando i timori degli investitori che il rapido sviluppo dell’IA stia penalizzando le attività tradizionali di consulenza IT e outsourcing. Accenture attribuisce la debolezza alla riduzione della spesa delle aziende causata dall’incertezza geopolitica. Per quanto riguarda Reply, rimane la fiducia nella capacità dell’azienda di continuare a sovraperformare il mercato.

Recordati – Giampiero Mazza ha ribadito, durante le celebrazioni per il centenario dell’azienda, l’ambizione di CVC Capital Partners di passare da una partecipazione superiore al 50% al 100% del capitale di Recordati.

Utilities – La domanda di elettricità è aumentata a maggio. La produzione da fonti eolica e solare è cresciuta rispettivamente del 15% e del 19%, mentre quella idroelettrica è diminuita drasticamente (-39%).

Exor – Benoit Ribadeau-Dumas è stato nominato Vice CEO; John Elkann diventa Presidente di Lingotto, mentre Suzanne Heywood lascia i ruoli operativi nel gruppo (era COO). Rimarrà Presidente di CNH Industrial e Iveco Group

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