L’apertura di un nuovo fronte di crisi geopolitica, tra Usa e Venezuela, non inquieta le borse che stamane si spingono in netto rialzo in Asia insieme però ad acquisti rifugio sui metalli preziosi, mentre i futures anticipano un avvio positivo anche per le borse europee e per Wall Street. Gli operatori soppesano le possibili ripercussioni sull’offerta globale di greggio derivanti dalla mossa in Venezuela, che possiede le più grandi riserve di petrolio al mondo e il prezzo del petrolio, molto volatile, è stamane in calo. Gli investitori guardano già più avanti, quando arriveranno altri eventi chiave, tra cui l’imminente decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti sui dazi di Trump e la sua scelta di un nuovo presidente della Federal Reserve, mentre la stagione degli dati trimestrali statunitensi è dietro l’angolo.
Mascherata con un proposito di autodifesa contro il narcotraffico, l’operazione militare con cui Donald Trump ha deciso di catturare Nicolás Maduro punta in realtà alle risorse naturali del Venezuela e si intreccia con le ambizioni geopolitiche degli Stati Uniti. Trump ha detto che gli Stati Uniti hanno bisogno di un “accesso totale” e che le compagnie petrolifere statunitensi investiranno miliardi di dollari per ricostruire le fatiscenti infrastrutture energetiche del Venezuela. Al momento le infrastrutture petrolifere venezuelane non sembrano essere state colpite dalla serie di attacchi statunitensi a Caracas. Strutture chiave come il porto di José, la raffineria di Amuay e le aree petrolifere nella Cintura dell’Orinoco sono ancora operative.
Asia in netto rialzo sulla spinta dei tecnologici
I mercati azionari dell’Asia-Pacifico sono in forte rialzo stamane, trainati dai titoli tecnologici e dei semiconduttori, che prolungano la corsa del 2025 grazie alle aspettative che la domanda di processori avanzati e chip di memoria resterà solida anche nel 2026.
Il Nikkei 225 sale del 3%, raggiungendo il massimo degli ultimi due mesi, mentre l’indice Topix sale del 2,3%, raggiungendo il nuovo massimo storico. Le azioni del produttore di chip Advantest Corp. e di Tokyo Electron sono in rialzo di oltre il 6%.
Il Kospi di Seul balza in avanti di oltre il 3%, raggiungendo un nuovo picco record. Samsung Electronics e SK Hynix guadagnano tra il 3% e il 6%.
In Cina, l’indice CSI 300 sale dell’1,3%, mentre l’indice Shanghai Composite guadagna l’1,1%. L’indice Hang Seng di Hong Kong è sostanzialmente invariato, venerdì aveva chiuso in rialzo di quasi il 3%. Un sondaggio privato ha mostrato che l’attività dei servizi in Cina si è espansa al ritmo più lento degli ultimi sei mesi a dicembre, secondo l’indice PMI dei servizi di RatingDog. L’indice è rimasto in territorio espansivo, ma la crescita più debole dei nuovi ordini ha evidenziato il persistere di venti contrari nella seconda economia mondiale.
Altrove, la borsa dell‘India registra un andamento piatto, l’indice Straits Times di Singapore guadagna lo 0,5%, mentre l’indice S&P/ASX 200 australiano è sostanzialmente invariato.
L’ipotesi di Trump di utilizzare le fonti petrolifere del paese al momento ha prodotto solo un leggero impatto sul petrolio, mentre le tensioni hanno prodotto acquisti rifugio sui metalli preziosi dopo l’incredibile corsa del 2025, terminato con il miglior risultato dal 1979: l’oro stamane quota in rialzo dell’1,7% a 4.407 dollari, argento a +3,5% a 75,3 dollari, i futures di riferimento su rame hanno registrato un rialzo di circa il 3% a Londra, avvicinandosi al picco appena sotto i 13.000 dollari a tonnellata fissato la scorsa settimana. Gli operatori valutano le ripercussioni sull’offerta globale di greggio derivanti dalla mossa degli Stati Uniti sul Venezuela, che possiede le più grandi riserve di petrolio al mondo. Il petrolio, oscillato tra guadagni e perdite,l stamane mostra una flessione dello 0,7% dopo aver chiuso il 2025 con una caduta vicina al -20%. Ieri il meeting dell’Opec+ non ha cambiato le posizioni, mentre le attività in Venezuela proseguono regolarmente.
Il dollaro abbozza un timido rimbalzo, a valle del peggior calo annuo dal 2017. Cambio euro/dollaro -0,3% a 1,1680, sotto 1,17 per la prima volta da metà dicembre. Bitcoin, +1,4% a 92.400 dollari: il prezzo da inizio anno si è già rivalutato di 4.000 dollari, dopo un 2025 deludente.
Wall Street di fronte a eventi chiave nei prossimi giorni
Al netto degli sviluppi della situazione in Venezuela, Walla Street guarda ai prossimi eventi in agenda per gli Stati Uniti: a partire dall’imminente decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti sui dazi di Trump e dalla sua scelta di un nuovo presidente della Federal Reserve, fino alla pubblicazione di dati economici chiave anche per le decisioni di politcica monetaria della Fed, mentre la stagione degli dati trimestrali statunitensi è dietro l’angolo.
Venerdì, nella prima sessione del 2026, l’indice S&P 500 ha registrato un leggero guadagno (+0,19%), grazie al rialzo delle azioni dei semiconduttori. Il Dow ha chiuso a +0,66, Nasdaq piatto. Le azioni erano scese nell’ultima sessione del 2025, con l’indice di riferimento S&P 500 che ha chiuso il mese di dicembre in negativo. Tuttavia, l’indice è comunque salito di oltre il 16% nel 2025, il terzo anno consecutivo di guadagni percentuali a due cifre. Anche i titoli azionari più piccoli, che hanno avuto difficoltà negli ultimi giorni, hanno registrato un rialzo e il Russell 2000 è salito dell’1,1%, interrompendo una serie di quattro giorni di ribassi.
I primi dati chiave per gli Usa saranno quelli sull’occupazione, attesi per il 9 gennaio. Le preoccupazioni per la debolezza del mercato del lavoro hanno spinto la Fed ad abbassare i tassi di interesse in ciascuna delle ultime tre riunioni del 2025, ma resta l’attenzione anche per l’inflazione che rimane al di sopra dell’obiettivo annuo del 2% fissato dalla Fed. L’entità di ulteriori tagli nel 2026 non è chiara. Il 13 gennaio dovrebbe essere pubblicato l’indice mensile dei prezzi al consumo negli Stati Uniti.
Lo stesso 13 gennaio segnerà l’avvio della stagione delle trimestrali Usa con la pubblicazione dei dati di JPMorgan, insieme ad altri importanti resoconti bancari di quella settimana. Con le azioni scambiate a valutazioni storicamente elevate, gli investitori contano su una solida crescita degli utili. Si prevede che gli utili complessivi delle società dell’indice S&P 500 saliranno del 13% nel 2025, con un ulteriore aumento del 15,5% nel 2026, secondo i dati LSEG IBES.
Borse europee viste aprire in netto rialzo. A Piazza Affari occhi a Ferrari, Eni, Mps
Le borse europee sono viste aprire in riazo dello 0,71% come indica il futures sull’indice Stoxx 50.
Ferrari. Exor e Piero Ferrari, primo e secondo azionista della casa di Maranello, si sono accordati per il rinnovo del patto parasociale per il controllo della società. Il patto, giunto a scadenza ieri, è stato esteso di tre anni, fino al 4 gennaio 2029, con rinnovo automatico per ulteriori tre anni, salvo disdetta delle parti.
Stellantis ha registrato una flessione delle immatricolazioni del 5,54% a dicembre e di poco meno dell’8% per l’intero 2025, secondo calcoli Reuters basati sui dati diffusi dal ministero dei Trasporti. Nel complesso le immatricolazioni di auto in Italia sono cresciute del 2,22% a dicembre e calate del 2,12% nell’intero 2025.
Eni monitora con attenzione gli sviluppi in Venezuela ma al momento non c’è alcun impatto sulle attività nel Paese, ha riferito sabato un portavoce. La compagnia italiana produce solo gas in Venezuela, destinato interamente al consumo interno. Al 30 giugno i crediti di Eni verso la compagnia di Stato venezuelana Pdvsa ammontavano a 2,3 miliardi di dollari.
Mps. Nella relazione all’assemblea chiamata a modificare lo statuto per dimezzare la quota di utili da destinare a riserva legale ed eliminare la previsione relativa alla riserva statutaria, il cda del Monte scrive che “si sono … realizzati i presupposti per… una solida remunerazione per gli azionisti” con un payout fino al 100% dell’utile e un Rote del 14%. Infatti, “tale proposta è formulata al fine di consentire … la distribuzione di una maggior quota degli utili di esercizio, quale dividendo a favore degli azionisti”.
Banco Bpm. Morgan Stanley ha tagliato il rating a underweight da equal weight e ha alzato il target price a 14 da 13,3 euro.
