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Borse oggi fragili nonostante spiragli distensivi che frenano il petrolio. Preoccupano i titoli di Stato. Occhi ad Alphabet in attesa di Nvidia

Trump sospende l’attacco pianificato per domani contro l’Iran. Il petrolio cede leggermente ma resta sopra 110 dollari. Ieri a Wall Street prese di beneficio sui tech prima dei dati di Nvidia, mentre svetta Alphabet di Google. Il Pil in Giappone sale oltre le attese. Il Kospi perde oltre il 4% Borse europee viste aprire in leggero rialzo. A Piazza Affari occhi a Enel, Leonardo

Borse oggi fragili nonostante spiragli distensivi che frenano il petrolio. Preoccupano i titoli di Stato. Occhi ad Alphabet in attesa di Nvidia

I mercati oggi sono ancora fragili, anche dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto di aver sospeso un attacco pianificato contro l’Iran e che ora c’è un’ “ottima possibilità” di raggiungere un accordo per limitare il programma nucleare di Teheran. Ciò ha portato a un calo del petrolio, ma resta sopra i 110 dollari al barile. Gli investitori stanno prendendo coscienza dei pesanti rischi inflazionistici con i rendimenti dei titoli di stato che restano a livelli preoccupanti. I mercati azionari restano in bilico, con le borse asiatiche in calo e i future che stanno indicando un’apertura in lieve rialzo per le borse europee.

Anche i ministri del G7 ieri preoccupati per l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato

Con la guerra in Iran che si avvicina al terzo mese, gli investitori stanno prendendo coscienza della possibilita che il conflitto possa provocare uno shock inflazionistico duraturo, con i rendimenti dei titoli di Stato, dagli Usa, all’Europa al Giappone, che raggiungono i massimi decennali e minacciano di incidere pesantemente sul potere d’acquisto di governi, imprese e famiglie. Mentre all’orizzonte si prospettano strette monetraie da parte delle banche centrali per contrastare l’inflazione.

Ieri i ministri delle finanze del G7 hanno riconosciuto la crescente preoccupazione per il debito pubblico e la volatilità del mercato obbligazionario durante il loro incontro a Parigi, cercando un terreno comune per affrontare le tensioni economiche globali e coordinare le forniture di materie prime essenziali. Il tasso medio al quale i governi dei paesi del G7 pagano per i prestiti a 10 anni si sta avvicinando al 4%, rispetto al 3,2% precedente all’inizio della guerra alla fine di febbraio.

Oggi in Asia, le vendite di titoli di stato si sono attenuate, con i rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi e dei titoli di Stato giapponesi in calo, pur rimanendo vicini ai massimi storici. Il rendimento del titolo trentennale Usa è al 5,13% dopo aver raggiunto il livello più alto dal 2023 nella sessione precedente. Bond governativo giapponese a dieci anni è al 2,75%, sui massimi degli ultimi ventinove anni. Il trent’anni, al 4,11% non è mai stato così alto da quando è stato emesso per la prima volta nel 1999. Secondo lo strumento FedWatch del CME , gli operatori di mercato stimano una probabilità del 36,7% che la Federal Reserve statunitense aumenti i tassi di interesse di 25 punti base entro la fine dell’anno dopo i dati sull’inflazione superiori alle attese della scorsa settimana.

Trump sospende l’attacco pianificato per domani contro l’Iran. Il petrolio cede leggermente ma resta sopra 110 dollari

Trump ha annunciato di aver sospeso un attacco pianificato per domani contro l’Iran dopo che Teheran ha inviato una proposta di pace a Washington, aggiungendo che ora c’è una “ottima possibilità” di raggiungere un accordo che limiti il ​​programma nucleare iraniano. Tuttavia, ha aggiunto, ha ordinato ai suoi di tenersi pronti a sferrare un attacco su vasta scala contro l’Iran, in qualsiasi momento, qualora non si raggiunga un accordo accettabile”.

“Mi è stato chiesto dall’Arabia Saudita, dal Qatar, dagli Emirati Arabi Uniti e altri se potevamo rimandare di due o tre giorni” l’attacco all’Iran ha detto Trump sottolineando che gli hanno chiesto un “breve lasso di tempo perché ritengono di essere ormai molto vicini a raggiungere un accordo”

Ieri gli Stati Uniti hanno anche emesso una nuova deroga che consente la vendita di petrolio greggio e prodotti petroliferi russi già caricati su petroliere, pochi giorni dopo la scadenza della precedente. Il Segretario del Tesoro Scott Bessent ha dichiarato in un post su X che la nuova licenza generale “contribuirà a stabilizzare il mercato fisico del greggio”.

Il petrolio Brent sia sceso del 2% a circa 110 dollari al barile oggi, dopo le dichiarazioni di Trump, mantenendo comunque un rialzo di circa l’80% dall’inizio dell’anno, con lo Stretto di Hormuz, vitale per la navigazione, che rimane di fatto bloccato.

Ieri a Wall Street prese di beneficio sui tech prima dei dati di Nvidia, mentre svetta Alphabet di Google

Ieri il Nasdaq e l’S&P 500 hanno chiuso in ribasso, rispettivamente dello 0,51% e dello 0,07% con gli investitori che hanno preso parte dei profitti sui titoli tecnologici. Il Dow Jones ha chiuso in rialzo dello 0,32%. Anche qui ha preoccupato l’impennata dei rendimenti.

Si è trattato del secondo calo consecutivo per il Nasdaq e l’S&P 500, con gli investitori che si sono presi una pausa dal rally iniziato a fine marzo. Il settore di punta dell’informatica è sceso dello 0,97% e ha guidato i ribassi tra gli 11 principali settori industriali dell’S&P 500, con i titoli dei semiconduttori tra i più penalizzati. L’indice Philadelphia SE Semiconductor ha chiuso in ribasso del 3,3%, mentre il settore dell’energia è stato quello con la crescita maggiore, aggiungendo l’1,8%.

Le attese sono per Nvidia, l’azienda di maggior valore al mondo, che pubblicherà i risultati trimestrali domani. Il produttore di chip è stato il principale fattore di ribasso dell’indice S&P 500 lunedì, con un calo dell’1,3%. Le aspettative sono elevate per l’azienda, le cui azioni sono aumentate bruscamente dal minimo di marzo. Il Ceo di Nvidia, Jensen Huang, prevede che la Cina finirà per aprire il proprio mercato ai chip statunitensi di fascia alta in grado di addestrare ed eseguire sistemi di intelligenza artificiale. Lo ha dichiarato in un’intervista a Bloomberg Television.

Alphabet ha segnato ieri il nuovo record storico a 404,47 usd, ampliando la performance da inizio 2026 a +26%. E’ il titolo migliore dei Magnifici Sette, il cui bilancio annuale è intorno a +6%, frenato dal -13% di Microsoft. La sua market cap ha raggiunto i 4.873 mld di dollari. Gli analisti attribuiscono il balzo al posizionamento degli investitori in vista della conferenza per sviluppatori Google I/O 2026, in programma oggi e domani in California. Il mercato scommette su sorprese importanti nel campo dell’IA, che potrebbero favorire un’ulteriore espansione dei multipli. Si prevede che la conferenza includerà dimostrazioni della famiglia di modelli Gemini 3, una maggiore integrazione tra IA e Android 17 e il lancio di occhiali intelligenti basati sull’IA. Alcune innovazioni, comunque, sono già state anticipate martedì 12 maggio nel corso dell’Android Show: l’azienda ha presentato Googlebook: si tratta di una nuova linea di laptop, creati con l’IA di Gemini al centro del prodotto, in collaborazione con Acer, Asus, Dell, HP e Lenovo. Si tratta del primo PC creato sulla base di Gemini, per fornire agli utenti un’esperienza personalizzata di aiuto da parte dell’IA. Il laptop dovrebbe essere disponibile a partire dall’autunno.

Intanto, la Berkshire Hathaway di Warren Buffett ha incrementato la partecipazione di Alphabet di oltre il +200% durante il primo trimestre di Greg Abel come Ceo, attirando l’attenzione come un importante atto di fiducia istituzionale nei confronti del titolo. Alphabet ha iniziato il 2026 con un fatturato in crescita del +22% a 110 miliardi di dollari, con Google Cloud in aumento del +63% a 20 miliardi di dollari e margini operativi in ​​espansione di 220 punti base su base annua. Il portafoglio ordini di Google Cloud è quasi raddoppiato rispetto al trimestre precedente, raggiungendo i 462 miliardi di dollari nel primo trimestre, offrendo un’eccezionale visibilità sui ricavi futuri.

Walmart, il più grande rivenditore al mondo, che pubblicherà i dati giovedì, potrebbe offrire un quadro più chiaro di come i consumatori statunitensi stiano affrontando gli alti prezzi dell’energia e l’inflazione generale. Ieri è salito dell’1,4%. Dominion Energy è salita del 9,4% dopo che la società energetica NextEra Energyha annunciato l’intenzione di acquisire la società di servizi pubblici con un’operazione interamente in azioni del valore di circa 66,8 miliardi di dollari. Le azioni di NextEra sono scese del 4,6%.

Asia, Pil in Giappone sale oltre le attese. Kospi perde oltre il 4%

L’indice azionario MSCI Asia Pacific è sceso dello 0,7%, con il Kospi sudcoreano, indicatore chiave per gli investimenti nell’IA, in calo di oltre il 4%, un calo che gli analisti hanno attribuito alle prese di profitto.
In Giappone il Nikkei della borsa di Tokyo è a -0,7%. L’economia giapponese è cresciuta molto più rapidamente del previsto all’inizio dell’anno, grazie a solide esportazioni e consumi, rafforzando le argomentazioni a favore di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Bank of Japan. Il Pil reale è aumentato del 2,1% su base annualizzata nel primo trimestre. Il dato ha superato le previsioni degli economisti, che stimavano una crescita dell’1,7%, segnando inoltre un’accelerazione rispetto al ritmo dello 0,8% registrato nel trimestre precedente, rivisto al ribasso. A sostenere la crescita sono stati soprattutto consumi privati e commercio, risultati più forti delle attese. Il rapporto evidenzia che l’economia ha guadagnato slancio tra gennaio e marzo, prima che si manifestassero pienamente gli effetti del conflitto in Iran. I dati positivi hanno fatto ben poco per sostenere lo yen, che si aggirava intorno ai 159 per dollaro, mantenendo gli operatori in allerta per un possibile intervento delle autorità giapponesi.

In Australia, i verbali della riunione del consiglio di amministrazione della banca centrale di maggio hanno mostrato che i responsabili delle politiche monetarie hanno giudicato i tassi di interesse restrittivi dopo tre aumenti quest’anno, dando loro margine di manovra per osservare come si evolve la situazione, anche se l’inflazione è destinata a crescere e la crescita economica a rallentare.

Borse europee viste aprire in leggero rialzo. A Piazza Affari occhi a Enel e Leonardo

I future europei annunciano un’apertura in lieve rialzo. Euro Stoxx 50 +0,2%.

Avio – Ha completato con successo il lancio di Vega C.

Poste Italiane ha chiuso a 24.64 euro (+1,69%), nuovo record storico dall’IPO dell’ottobre 2015. Il titolo supera i 32 miliardi di euro di capitalizzazione.

Enel – Ha firmato, tramite Enel Green Power North America, un accordo per acquisire un portafoglio di sette impianti fotovoltaici operativi negli Usa con una capacità complessiva di circa 270 MW e produzione annua stimata di 0,4 TWh. L’operazione, il cui closing è previsto entro fine anno, ha un valore di circa 140 milioni di dollari, e dovrebbe contribuire per circa 20 milioni annui all’Ebitda ordinario del gruppo. Citi ha alzato il target price a 9,40 euro dai 8,90 euro precedenti.

Eni – Hsbc ha alzato il target price a 23,50 euro, dai precedenti 22 euro.

Leonardo – Secondo il Financial Times, la Gran Bretagna sta preparando un finanziamento da 6 miliardi di sterline per il progetto del caccia stealth di nuova generazione (Gcap). A questo fine è stata costituita una joint venture con Italia e Giappone.

Stellantis – Lancia il nuovo progetto E-Car. L’uscita dei primi modelli, che saranno prodotti a Pomigliano, è prevista nel 2028. Il 21 maggio si svolgerà l’Investor Day della società.

Unicredit – Il cda di Commerzbank ha respinto l’offerta della banca italiana, come previsto, ritenendo il prezzo troppo basso e giudicando irrealistiche le ipotesi sui tempi e le sinergie.

Unipol – Berenberg ha alzato il target price a 29,2 euro, dai precedenti 26,7 euro, giudizio Buy confermato.

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