La settimana della Fed è arrivata. Una manciata di dati sta tenendo in pugno la banca centrale Usa e quindi anche gli investitori, ancora molto cauti riguardo a ciò che Powell comunicherà mercoledì al termine del Fomc. Certamente, la maggior parte del mercato, circa l’88%, si aspetta un taglio dei tassi di 25 punti base. Ma i funzionari Fed nelle loro ultime dichiarazioni si sono dimostrati divergenti e ciò crea incertezza riguardo la traiettoria futura dei tassi. Oltre alla decisione sui tassi della Fed, gli economisti prevedono che la Banca del Canada, la Banca Nazionale Svizzera e la Reserve Bank of Australia manterranno invariati i rispettivi tassi di riferimento questa settimana. L’argento resta vicino al record e l’oro è salito, poiché la banca centrale cinese ha aumentato le sue riserve di lingotti per il 13° mese consecutivo a novembre. Il dollaro si è stabilizzato dopo due settimane di vendite,
Wall Street in attesa della Fed. Occhi alla mossa di Trump sul deal Warner Bros/Netflix
Venerdì gli indici di Wall Street hanno chiuso in leggero rialzo, con l’indice S&P 500 salito dello 0,2%, avvicinandosi sempre di più a un massimo storico, il Dow dello 0,22% e il Nasdaq dello 0,31%. Nel corso della settimana, l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,31%, il Nasdaq è salito dello 0,91% e il Dow Jones è salito dello 0,5%. Tutti e tre gli indici hanno registrato un secondo rialzo settimanale consecutivo. I titoli a piccola capitalizzazione hanno registrato un forte rialzo nelle ultime due settimane con il Russell 2000 in rialzo dello 0,8% la scorsa settimana dopo un balzo del 5,5% nella precedente, poiché si ritiene che trarranno grandi benefici dai tagli dei tassi.
La lettura datata dell’indicatore di inflazione preferito dalla Fed ha soddisfatto le aspettative, ma in generale i recenti dati economici contrastanti hanno gettato nuova incertezza sulla portata dei potenziali tagli dei tassi della Fed il prossimo anno, costretta a bilanciare il duplice obiettivo di piena occupazione e inflazione stabile. Cinque dei 12 membri votanti del Federal Open Market Committee hanno espresso opposizione o scetticismo riguardo a un ulteriore allentamento, mentre tre membri del Consiglio dei governatori con sede a Washington sono favorevoli a un taglio. L’ultima volta che la Fed ha abbassato il tasso di riferimento è stato il 29 ottobre, portandolo dal 4,00% al 4,25% a un intervallo compreso tra il 3,75% e il 4,00%, il secondo taglio consecutivo di 25 punti base quest’anno.
I titoli del Tesoro sono scesi, spingendo il rendimento a 10 anni in rialzo di quattro punti base al 4,14% e chiudendo la loro peggiore settimana da aprile. Questa settimana il mercato Usa sarà impegnato in aste di titoli di Stato a tre, dieci e trent’anni che inizieranno oggi, un giorno prima del solito per evitare che coincidano con gli annunci della Fed del 10 dicembre.
In campo farmaceutico, Eli Lilly, Pfizer e Johnson & Johnson si sono assicurate un posto nel primo catalogo di farmaci innovativi della Cina, aprendo un nuovo canale di mercato e incrementando le prospettive di vendita di trattamenti costosi e all’avanguardia.
Le azioni di Warner Bros Discovery sono salite del 6,3% dopo che Netflix ha accettato di acquistare la sua divisione TV, gli studi cinematografici e lo streaming per 72 miliardi di dollari, ponendo fine a una guerra di offerte durata settimane. Le azioni Netflix hanno chiuso in ribasso del 2,9%, mentre Paramount Skydance, uno degli altri offerenti per Warner Bros, è crollato del 9,8%. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sollevato potenziali preoccupazioni antitrust in merito all’acquisizione pianificata da Netflix di Warner Bros. Discovery Inc. per 72 miliardi di dollari, sottolineando che la quota di mercato dell’entità combinata potrebbe creare problemi.
Il gruppo informatico statunitense Ibm e’ in trattative avanzate per l’acquisizione della societa’ di infrastrutture dati Confluent per circa 11 miliardi di dollari, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal citando fonti vicine alla vicenda. L’annuncio dell’accordo potrebbe essere dato già oggi.
Asia per lo più positiva trainata dal settore tecnologico. Occhi alle tensioni Cina/Giappone
Le borse asiatiche sono per lo più in rialzo, con l’indice Msci a +0,4%, trainato dal settore tecnologico. Le azioni della Cina continentale sono salite, con l’indice CSI 300 cinese salito di oltre l’1%, sostenute da alcune proposte governative che potrebbero stimolare gli afflussi nel mercato azionario, nonché da dati sulle esportazioni di novembre in aumento del 5,9% in dollari, migliori del previsto. Queste ultime sono state trainate da un’impennata delle spedizioni verso i mercati non statunitensi, mentre i produttori approfondiscono i legami commerciali con il resto del mondo alla luce dei dazi proibitivi imposti dal presidente Donald Trump. Inoltre il Politburo del presidente Xi Jinping, organo decisionale, ha annunciato che la Cina manterrà una “politica monetaria moderatamente accomodante”, secondo quanto riportato nella riunione di dicembre. I 24 membri del Partito Comunista al potere hanno inoltre promesso di mantenere una politica di bilancio più proattiva, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale Xinhua. Nel frattempo, il presidente francese Emmanuel Macron ha avvertito che l’Unione Europea potrebbe essere costretta ad adottare “misure forti” contro la Cina, tra cui potenziali dazi, se Pechino non riuscirà ad affrontare il crescente squilibrio commerciale con il blocco.
La borsa di Tokyo chiude in leggero rialzo (+0,18%). L’economia giapponese ha subito una contrazione nei tre mesi fino a settembre, ha confermato il governo in un rapporto rivisto oggi. Il pil, contraendosi per la prima volta in sei trimestri, è diminuito del 2,3%, un calo più marcato rispetto al -1,8% inizialmente stimato. La flessione è stata più ampia anche su base trimestrale, con i dati definitivi che mostrano una contrazione dello 0,6% invece che dello 0,4 per cento. Tuttavia, secondo gli analisti, la crescita più debole del previsto probabilmente non modificherà le intenzioni della Banca del Giappone che si stia preparando ad aumentare il tasso di riferimento dallo 0,5% allo 0,75% entro la fine del mese.
Nel fine settimana sono emersi segnali di un deterioramento delle relazioni tra il Paese e la Cina. Le due nazioni si sono scambiate reciproche lamentele, dopo che i caccia cinesi hanno puntato per la prima volta i loro sistemi radar di controllo del fuoco contro i jet militari giapponesi. Stamane i titoli della difesa di Giappone e Cina sono saliti.
Per quanto riguarda le materie prime, l’argento ha oscillato vicino al record e l’oro è salito, poiché la banca centrale cinese ha aumentato le sue riserve di lingotti per il 13° mese consecutivo a novembre. Il petrolio si è stabilizzato, mentre gli operatori monitoravano l’acquisto di greggio russo da parte dell’India e gli attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche del suo vicino.
Borse europee viste aprire sulla parità in una giornata festiva per molti paesi. A Piazza Affari occhi a Mps e Mediobanca
Le borse europee sono viste aprire in lieve calo sulla base delle indicazioni del futures sull’Eurostoxx 50 a -0,08%. Le contrattazioni saranno limitate per via della Festività dell’Immacolata in molti paesi della zona euro.
Germania. A ottobre produzione industriale +1,8% su mese, +0,8% su anno.
Mps. Venerdì il cda di Monte dei Paschi ha rinnovato la fiducia all’amministratore delegato Luigi Lovaglio indagato nell’inchiesta della Procura di Milano sulla scalata a Mediobanca. In merito al processo di aggregazione di Mps con Mediobanca, il cda “sottolinea che l’attività dei gruppi di lavoro, che coinvolgono le risorse professionali di entrambe le banche, prosegue a pieno regime, con l’obiettivo di realizzare in tempi brevi le sinergie industriali e di accelerare la crescita e la creazione di valore”. Consob non ha trovato prove di un accordo segreto che coinvolga Monte dei Paschi di Siena e alcuni suoi azionisti per ottenere il controllo di Mediobanca e Assicurazioni Generali, hanno scritto sabato fonti di stampa citando un documento del 15 settembre dell’organo di vigilanza del mercato finanziario. Consob non ha commentato.
Poste Italiane potrebbe cedere PosteMobile a Tim attraverso un conferimento in cambio di azioni che le permetterebbe di mantenere una quota significativa nell’ex monopolista nell’eventualità di una conversione delle azioni di risparmio Tim in titoli ordinari, secondo Reuters.
Banco Bpm. Fitch Ratings ha alzato di un notch i principali rating, tra cui quello a lungo termine a BBB da BBB-, con outlook stabile, citando i miglioramenti nel profilo di business del gruppo, un mix di ricavi diversificato, il continuo de-risking e la stabile posizione di funding e liquidità.
Bper Banca. Fitch ha migliorato il rating a lungo termine a BBB da BBB- con outlook positivo. Il giudizio, spiega l’agenzia di rating, riflette principalmente il successo nella trasformazione e nel posizionamento dell’istituto emiliano con il concretizzarsi dei benefici da integrazione derivanti dalle recenti acquisizioni.
Mediobanca ha sottoscritto due accordi per la risoluzione, con decorrenza dal 4 dicembre, dei rapporti di lavoro subordinato di Alberto Nagel, già amministratore delegato, e Francesco Saverio Vinci, direttore generale, secondo i termini approvati dal consiglio di amministrazione di Piazzetta Cuccia del primo dicembre scorso. In base agli accordi, spiega una nota, a Nagel e Vinci vengono corrisposti un totale di 5 milioni a testa. Restano invariati – indica la nota – i diritti retributivi già maturati nell’ambito ed in esecuzione dei regolamenti dei pregressi piani di incentivazione di breve e di medio-lungo termine, nelle modalità e condizioni previste.
