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Borse 3 luglio pomeriggio: Piazza Affari torna a livelli pre-Lehman. Generali sale anche se Delfin frena. Tesla vola

Piazza Affari al top dal 2008. Le mosse di Delfin spingono Generali e Mediobanca anche se Delfin prende le distanze da ipotesi di scalata. Bene Wall Street che chiude in anticipo per l’independence Day

Borse 3 luglio pomeriggio: Piazza Affari torna a livelli pre-Lehman.  Generali sale anche se Delfin frena. Tesla vola

Il clima resta caldo in Piazza Affari, dopo un semestre di fuoco che ha visto la borsa milanese primeggiare in Europa con un incremento complessivo del 19%, a livelli che non si vedevano da 15 anni, prima di Lehman Brothers. La prima seduta di luglio si chiude con un guadagno dello 0,77%, a 28.446 punti, soprattutto grazie all’appeal di Generali Ass (+3,38%), tornata al centro di speculazioni con la notizia che Delfin, cassaforte della famiglia Del Vecchio, ha ricevuto il via libera dall’Ivass per superare il 10% nel capitale del Leone triestino. 

Gli altri listini europei si sono mossi in ordine sparso, tra le buone notizie provenienti dalla Cina e il cattivo andamento della manifattura in eurolandia, mentre Wall Street non ha fornito indicazioni, poiché si muove a rilento in una giornata a mezzo servizio che terminerà alle 19 (ora italiana) alla vigilia  della festa dell’Indipendenza di domani. Sul Nasdaq Tesla segna +5,31% dopo le consegne record del secondo trimestre

In questo contesto Francoforte perde lo 0,43% e Parigi lo 0,18%, è piatta Londra, salgono moderatamente Amsterdam +0,32% e Madrid +0,31%.

Frena la manifattura in Europa e negli Usa

A far risuonare un campanello d’allarme sui mercati sono stati oggi gli indici della manifattura di giugno in Europa e negli Usa, sotto la soglia 50 che separa contrazione ed espansione. Scende anche l’indice cinese, ma è migliore delle attese e rimane oltre quota 50 a 50,5.

Nella zona euro invece l’indice PMI redatto da S&P Global passa a 43,4 da 44,8 di maggio e scende per il dodicesimo mese consecutivo. Si tratta del peggioramento più ampio da maggio 2020, in piena pandemia. Tra i principali paesi migliora la Francia (46 punti) mentre la Germania (40,6) scivola ai minimi da tre anni. Le cose vanno decisamente peggio del previsto anche in Italia, 43,8% dal 45,9 di maggio, che mostra il deterioramento più massiccio da aprile 2020. Le attese erano al 45,3. 

Negli Usa l’ISM manifatturiero scende per l’ottavo mese consecutivo, cioè per il periodo più lungo dopo il crac di Lehman: 46 (da 46,9 del mese prima) contro stime a 47,3. 

Petrolio in rialzo con tagli di Arabia Saudita e Russia

I dati macro non scoraggiano il petrolio, che oggi si apprezza a seguito delle annunciate limitazioni dell’offerta da parte di Arabia Saudita e Russia, principali produttori di greggio al mondo.

Riad intende prolungare il taglio volontario di un milione di barili al giorno anche ad agosto e potrebbe mantenere il taglio nei mesi successivi, secondo i giornali arabi. Mosca vuole limitare le sue esportazioni di 500mila barili al giorno, dopo aver deciso a febbraio di tagliare anche la produzione in una misura uguale.

I tagli bilanciano almeno parzialmente i timori per la domanda, che invece hanno pesato molto sull’andamento di Brent e Wti nei primi sei mesi dell’anno.

In questo momento il future settembre del petrolio del mare del Nord sale dello 0,42% a 75,73 dollari al barile; il contratto agosto del greggio texano si apprezza dello 0,48% a 70,98 dollari al barile.

La seduta appare positiva anche per l’oro, con lo spot gold a 1930 dollari l’oncia in progresso dello 0,5%.

Al contrario arretra decisamente il gas ad Amsterdam: -8,39%, 33,99 euro al Mwh. Sul mercato dei cambi l’euro-dollaro è stabile a 1,09. 

Piazza Affari in rialzo con finanziari e petroliferi

Generali Ass è il titolo del giorno, con il mercato che assapora la possibilità di una battaglia per la conquista del Leone triestino. A nulla sono valse le precisazioni per ridurre la novità della richiesta di Delfin a mera questione tecnica, perché ogni sussurro sul gioiello assicurativo riaccende l’appeal speculativo sul titolo.

Il balzo di Generali si riflette inevitabilmente su Mediobanca, +1,55%, poiché  Delfin è il suo primo azionista e Piazzetta Cuccia è il principale socio del Leone.

Tra i titoli finanziari oggi in evidenza ci sono anche Nexi +2,79%, Banca Generali +1,87%, Mps +1,91%, Banco Bpm +1,86%, Intesa +1,54%.

La seduta è stata brillante per i titoli petroliferi, in particolare Saipem +3,1% ed Eni +1,75%. 

I ribassi si concentrano sui titoli della sanità come Amplifon -3,01%, Diasorin -1,89%, Recordati -0,87%, mentre a Londra AstraZeneca registra un ribasso del’8%, poiché la casa farmaceutica britannica ha rilevato alcuni eventi avversi nella sperimentazione di un farmaco contro il cancro ai polmoni.

A Milano sono in calo inoltre Interpump -2,18%, Campari -1,22%, Ferrari -1,07%.

Spread e tassi in rialzo

Chiude in verde anche il mercato secondario dei titoli di Stato. Lo spread tra Btp decennale e Bund di pari durata scende a 158 punti base (-2,19% e sono stabili i rendimenti: il titolo italiano è indicato nel finale a +4,01% e quello tedesco +2,43%.

Oggi il presidente della Bundesbank e membro della Bce Joachim Nagel ha martellato ancora sulle necessità di alzare i tassi: “per come la vedo io, la strada da percorrere è ancora lunga”, ha sottolineato. Nagel inoltre è favorevole “a una riduzione significativa del bilancio dell’Eurosistema nei prossimi anni”, dopo un lungo periodo di espansione attraverso l’acquisto massiccio di obbligazioni e prestiti alle banche.

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