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SOS Amsterdam, turisti non venite qui: la sostenibilità dell’overtourism è sempre più precaria. Venezia farà scuola?

L’invasione turistica in Europa è fuori controllo, soprattutto ad Amsterdam. La città sta reagendo con misure drastiche per gestire l’afflusso, bilanciando l’economia con la sostenibilità

SOS Amsterdam, turisti non venite qui: la sostenibilità dell’overtourism è sempre più precaria. Venezia farà scuola?

Senza precedenti. Ci stiamo avviando all’inizio della stagione turistica estiva in Europa e le preoccupazioni riguardo alla sostenibilità dell’afflusso di visitatori stanno venendo a galla.

Infatti in molti paesi d’Europa il turismo sta diventando più un problema che una risorsa. La causa è la sostenibilità di un sovraffollamento senza precedenti. Come si può fronteggiare tale fenomeno senza danneggiare un comparto economico vitale? Il problema, però, c’è ed è serio.

Come si vede dal grafico sotto, in Francia e in Grecia per ogni residente vi sono più di tre persone in visita, in Spagna 2 e mezzo. In Italia e in Portogallo per ogni residente ce n’è una e mezza.

Uno studio citato dal “Financial Times” ha rilevato che in alcuni quartieri centrali di Parigi il numero di visitatori stranieri per chilometro quadrato supera le 100.000 unità. A titolo di paragone, la densità abitativa di Parigi, che è già la più alta d’Europa, tocca i 20.000 abitanti nello stesso spazio.

Questo dato mette in mostra la situazione preoccupante del turismo urbano: i luoghi che attraggono più visitatori sono spesso quartieri storici, di per sé già affollati e con poco spazio a disposizione anche per i residenti.

Quando è abbastanza è abbastanza

Sappiamo che dal 25 aprile, Venezia ha introdotto una sorta di biglietto d’ingresso alla città pari a 5 euro. Per ora è limitato a 29 giorni nei quali è previsto un picco di afflusso turistico, ma entrerà, salvo ripensamenti, pienamente in vigore il prossimo anno per tutti i giorni.

In Europa c’è un’altra città che sta cercando seriamente di contenere il turismo senza ricorrere, per ora, a una misura simile.

È Amsterdam, e Amsterdam comincia ad averne abbastanza del sovraffollamento turistico. Nel 2023 l’affluenza negli hotel ha superato le 20 milioni di presenze senza considerare le permanenze negli Airbnb e altri tipi di alloggio a breve termine. Il conteggio non tiene in considerazione i visitatori giornalieri che non pernottano in città. Nel non lontanissimo 2010 erano stati 10 milioni i turisti a visitare la città e Airbnb non c’era.

Le mete più ambite di Amsterdam si sono interamente turisticizzate. Nella cinta dei canali il negozio più diffuso è il “Nutella shop” e l’attività più praticata la “Beer Bike” notturna. La stessa grande spiaggia di Zandvoort ora si chiama “Amsterdam Beach”.

Dal 1995 al 2019 l’economia di Amsterdam è cresciuta del 132 per cento. Relativamente poco è attribuibile al turismo. I motori della crescita sono stati l’informazione, la comunicazione, i servizi finanziari e commerciali. Oggi, mentre il boom continua, le aziende hanno già difficoltà a trovare personale anche senza un settore turistico che drena forza-lavoro e risorse.

La città ha cercato di spostare i turisti fuori dal centro e dall’agglomerato urbano della città. Presupponendo che molti visitatori preferiscano solo luoghi contrassegnati come “Amsterdam”, le autorità hanno dato al castello medievale nella vicina città di Muiden il nome inglese “Amsterdam Castle Muiderslot”. Sono stati aperti nuovi hotel (spesso con “Amsterdam” nel nome) in città poco attraenti nelle vicinanze. Ma l’operazione non ha ridotto l’afflusso turistico nella città.

Il riposizionamento della città

Nel 2021, il consiglio comunale aveva fissato un obiettivo massimo di 20 milioni di visitatori all’anno. Ma è già stato ampiamente superato nel 2023.

A questo punto la municipalità (Gemeente Amsterdam) ha deciso di entrare in azione con un’operazione che ha una finalità culturale. Vuol scrollare di dosso alla città l’immagine “chip” e permissiva per rappresentarla come una destinazione culturale al pari delle grandi città d’arte europee. E Amsterdam lo è di fatto, ma sono altri gli aspetti ad emergere nella percezione collettiva.

Nel distretto a luci rosse, visitato da un milione di persone alla settimana, le autorità hanno chiuso centinaia di sporti e affacci di strada. Hanno imposto orari di chiusura leggermente anticipati per caffè e case d’appuntamento, le 3 del mattino per queste ultime, invece delle 6. 

Non sarà più possibile acquistare con facilità, come un tempo, la marijuana legale e c’è il divieto di fumare all’aperto in tutta la città. Si dice che adesso sia più facile comprare erba legale a New York che ad Amsterdam. Un paradosso!

Il comune spera anche di convertire hotel in uffici e abitazioni, cronicamente carenti ad Amsterdam.

Voli e navi da crociera e fluviali

Nel luglio del 2023 il Consiglio comunale ha deciso di chiudere il terminal, non lontano dalla stazione ferroviaria, per l’attracco di navi da crociera.

Nello stesso torno di tempo la città ha vinto contro il governo una causa per ridurre i voli sull’aeroporto di Schiphol, il terzo più grande d’Europa per numero di passeggeri. Un turista che arriva ad Amsterdam in treno da Colonia viene considerato “sostenibile”; uno che arriva in aereo dalla California, no!

Questa settimana il Comune ha annunciato che inizierà a ridurre il numero di crociere fluviali autorizzate ad attraccare in città. Nel 2023 sono state 2125. Entro il 2028, la città vuole dimezzarlo.

Questa misura potrebbe ridurre il numero di visitatori che arrivano in città di 270.000 unità. Ma siamo ancora in alto mare.

Il governo

Anche il governo sembra prendere le distanze dal business della promozione turistica. Il logo ufficiale dei Paesi Bassi, che in passato era un tulipano accanto alla parola “Olanda” (in realtà, l’Olanda è solo la parte occidentale del paese), è stato cambiato nel 2019 in un più sobrio “NL Netherlands”, con solo la “L” ondulata che allude al tulipano. 

Uno dei designer del nuovo logo ha detto al “Financial Times” che “il simbolo tradizionale del tulipano è troppo collegato al turismo e ai souvenir” per rappresentare la complessità culturale del Paese. Giusto, mica ci sono solo i tulipani nei Paesi Bassi? Ci sono anche i magnifici musei che mostrano le opere dei grandi maestri olandesi del XVI e XVII secolo e di Vincent Van Gogh e Piet Mondrian, solo per dirne alcuni.

La misura estrema

L’ultima misura varata dall’Amministrazione di Amsterdam riguarda il divieto di aprire nuovi hotel nell’area comunale. Misure restrittive in questo senso erano già state adottate dal 2017. Infatti solo 26 nuovi hotel hanno ottenuto il permesso di aprire.

Stando alle recenti norme, un nuovo hotel può aprire solo se un altro chiude. Inoltre, non è consentito agli hotel esistenti aggiungere nuove camere a quelle già disponibili.

Secondo l’ISTAT olandese, Amsterdam, nel suo complesso, dispone di quasi 42.000 camere d’albergo che possono ospitare oltre 92.000 persone. Un’accoglienza sostenibile.

Per ora ad Amsterdam non si parla di una tariffa d’ingresso come a Venezia, ma è certo che stanno facendo sul serio per limitare il turismo effimero e chiassoso.

Se qualcuno dubitasse di queste intenzioni non ha che da guardare la campagna pubblicitaria della città del 2023, “Stay away”. State alla larga. Non venite qui per l’addio al celibato! Non venite neanche per una notte brava. Non venite proprio. Alla larga! La pubblicità è rivolta soprattutto agli inglesi che non l’hanno presa bene.

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Fonti: 

Simon Kuper, Tourists are back. Is it time to tell them to stay away?, “The Financial Times”, 15 luglio 2023

Oliver Barnes, Adrienne Klasa, Silvia Sciorilli Borrelli, Europe’s tourist surge defies cost of living crisis,  “The Financial Times”, 5 settembre 2023

Elisabetta Povoledo, Welcome to Venice. That’ll Be 5 Euros, “The New York Times”, 4 aprile 2024

Isabella Kwai, Amsterdam to Cruises: ‘Party Time Is Over’, “The New York Times”, 21 luglio 2023 

Claire Moses, Amsterdam Tries to Dim the Glare on Its Red-Light District, “The New York Times”, 4 luglio 2023

Calire Moses, Amsterdam Has a Message for Male Tourists From the U.K.: ‘Stay Away’, “The New York Times”, 29 marzo 2023

Jenny Gross, Amsterdam Bans Marijuana Smoking on Streets of Red-Light District, “The New York Times”, 10 febbraio 2023

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