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Borse 29 dicembre: gli spiragli di pace per l’Ucraina zavorrano i titoli della Difesa. Crollano anche le materie prime, tranne il petrolio

Le speranze di pace per l’Ucraina spingono al ribasso i titoli della Difesa (Rheinmetall e Leonardo in testa) in tutta Europa ma anche Wall Street è in calo. A Piazza Affari sprint di Diasorin e spread sotto quota 68. Pesante tonfo di oro e argento, platino e palladio

Borse 29 dicembre: gli spiragli di pace per l’Ucraina zavorrano i titoli della Difesa. Crollano anche le materie prime, tranne il petrolio

Le borse europee chiudono oggi poco mosse, avviandosi a dire addio al 2025 con robusti guadagni annuali in pancia. Le prese di profitto pesano poi su Wall Street nella mattina americana e mandano ko i metalli preziosi, che atterrano comunque sul velluto al termine di un anno record. Il clou di questa breve ottava – spartiacque tra passato e futuro – sarà tra domani e dopodomani, quando negli Usa verranno pubblicati i dati settimanali relativi alle richieste di sussidi alla disoccupazione e i verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve, nei quali gli investitori cercheranno nuovi spunti per vaticinare le politiche monetarie statunitensi 2026.

Piazza Affari è in maglia nera, perde lo 0,38% e arretra a 44.436 punti base, affossata soprattutto dalle vendite sui titoli della difesa, mentre si continua a parlare di quanto sia vicina la pace in Ucraina. Una marcia lenta (sul cui cammino sono piombati anche i droni contro una residenza di Putin) che pare quasi il paradosso della tartaruga e il piè veloce Achille. 

La borsa meneghina si prepara comunque a salire sul podio delle migliori borse europee per il terzo anno di seguito e dovrebbe preservare il secondo posto con un progresso del 30% circa, dietro solo a Madrid. Domani è l’ultima giornata di contrattazioni 2025 per il listino milanese, mentre Wall Street sarà aperta anche mercoledì. Nel resto d’Europa sono praticamente piatte Francoforte e Londra. Salgono in misura modesta Parigi +0,1% e Madrid +0,09%. Fa meglio Amsterdam +0,51%.

Wall Street in rosso

Wall Street tratta in rosso (DJ -0,5%, S&P 500 -0,45%, Nasdaq -0,65%) e si muove in scia alle perdite dei titoli dell’intelligenza artificiale. Sono proprio questi che hanno spinto gli indici Usa a inanellare record su record quest’anno e in vista del cambio di data di giovedì alcuni investitori scelgono di fare cassa, senza dimenticare che resta sempre sullo sfondo il timore dello scoppio di una bolla che colpisca il settore. Arretrano inoltre i titoli minerari di riflesso al tonfo dei metalli.

Oro e argento in picchiata

A pagare il prezzo più alto all’imminente fine anno sono oggi i metalli preziosi, dopo i faraonici guadagni visti nei mesi precedenti e i nuovi massimi toccati anche poche ore fa. Al momento l’oro perde oltre il 4%, sia nella versione spot sia nel future con prezzi che dopo aver abbondantemente superato i 4500 dollari l’oncia, sono rispettivamente a 4332,01 e 4347,65 dollari. Il lingotto si prepara comunque a chiudere il miglior anno dal 1979 per un guadagno complessivo superiore al 70%.

L’argento che ha corso fino a 82,615 dollari, tratta ora a 70,858 dollari con un tonfo dell’8,21%. Sarà comunque un regalo di tutto rispetto per i Re Magi, visto che da inizio anno l’incremento di prezzo è stato del 160% circa. I ribassi sono particolarmente pesanti attualmente per rame (-4,31%), platino (-14,53%), palladio (-17,16%9. Al contrario il petrolio guarda a un quadro geopolitico ancora poco rassicurante e tratta in rialzo in misura superiore al 2%. Il Brent mostra un prezzo di  61,60 dollari al barile e il Wti 58,19 dollari.

Piazza Affari: realizzi su Leonardo, Fincantieri e Tim

Telecom -2,17%, Leonardo -1,96% e Fincantieri -1,72% sono le peggiori blue chip del giorno. In particolare i titoli della difesa sono incastonati in un settore che ha sofferto in tutta Europa, ma che ha guadagnato moltissimo nel corso dell’anno. Per limitarci ai titoli italiani siamo intorno rispettivamente all’83% e al 135%. Un titolo che vanta una performance annuale di tutto rispetto è anche Tim (+107%), non c’è da stupirsi quindi che oggi sia in fondo al listino.

Ha stentato a trovare una direzione in questa seduta il settore bancario, che chiude comunque un anno da incorniciare. Tra le blue chip peggiori del giorno ci sono Unicredit (-0,87%) e Bper (-0,91%). A guidare i rialzi odierni è Diasorin +3%, che ha festeggiato il via libera della Food and Drug Administration Usa al pannello respiratorio molecolare 4-plex (sulla piattaforma Liason Nes) in grado di rilevare l’influenza A e B, Rsv e il Sars Cov 2 in circa 15 minuti. Il titolo ha beneficiato anche di ricoperture in vista della chiusura di un anno non particolarmente brillante che vede un saldo negativo per oltre il 30%.

Sale Nexi +1,72%, dopo che l’ad della rivale Worldline ha detto che il gruppo francese non vede una fusione con la fintech company italiana. Bene Inwit +1,55% e Campari +1,1%. Hanno trovato spunti le utility a partire da Enel +0,51%. Fuori dal paniere principale scatto di Aeffe +16,8%.

Spread in calo 

È un campo verde il secondario: lo spread tra Btp decennale Bund di uguale durata arretra a 63 punti base (-2,72%) e i tassi vengono indicati rispettivamente al 3,46% e 2,83%.

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