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Borse 27 gennaio: gli acquisti premiano le banche e spingono l’Europa con Milano maglia rosa, volano ancora oro e argento

Piazza Affari è la migliore Borsa d’Europa con un guadagno superiore all’1%. Protagoniste le banche, ma non solo. Più cauta Wall Street in attesa della Fed e delle trimestrali tech. Prosegue imperterrito il rally dei metalli preziosi

Borse 27 gennaio: gli acquisti premiano le banche e spingono l’Europa con Milano maglia rosa, volano ancora oro e argento

Giornatona per Piazza Affari, che si riprende quello che aveva perso nelle ultime sedute e cioè i 45.000 punti: ora può ripartire la caccia a quella quota 46.000 più volte sfiorata dall’inizio dell’anno ma mai raggiunta. L’indice Ftse Mib sale dell’1% abbondante grazie ancora una volta alle banche ma non solo: Unicredit +2,1%, Banca Mediolanum +1,8%, Prysmian +2,35%, Mps +0,85%, Bper +1,5%, Intesa Sanpaolo +1,5%, Pop Sondrio +1,8%. Flop solo di Mediobanca tra i bancari. Riprende fiato la Difesa: Leonardo +2,1%, Fincantieri solo +0,12%. I titoli più in rosso sono invece Campari -2,9%, Amplifon -3,7%, Nexi -2,3%. Prese di beneficio su Lottomatica -2% dopo il rally di ieri sull’onda della notizia della riforma del Lotto e del Superenalotto. Contrastati gli altri listini europei, tutti in ansiosa attesa della Federal Reserve che però domani non promette colpi di scena significativi sulla politica monetaria: sulla scia di Piazza Affari soltanto Londra +0,6% e Madrid +0,8%, più contenuta la performance di Parigi +0,27% (affonda il concorrente di Campari Pernod Ricard -2,5% per il calo della domanda), mentre addirittura soffre Francoforte nonostante il balzo di Puma che guadagna l’8% dopo l’accordo che prevede l’acquisizione del 29% del gruppo da parte del colosso cinese Anta.

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Oltreoceano parte male il Dow Jones mentre è in territorio positivo il Nasdaq

Wall Street sembra meno intonata dell’Europa, per lo meno l’indice Dow Jones che nel momento in cui scriviamo è in territorio negativo per lo 0,8%. Sale invece di mezzo punto percentuale lo S&P 500 e il Nasdaq, che guadagna l’1% alla vigilia degli attesissimi conti delle Big Tech, che trainano il listino: Microsoft +2%, Amazon +1,5%, Nvidia +1,7%, Apple +2,2%, stona solo Tesla che aprirà domani il rush delle trimestrali ma che già ieri era in rosso e ancora oggi viaggia seppur di poco al di sotto della parità. Dagli Usa alla vigilia della riunione della Fed arriva un dato macro non proprio rassicurante e cioè che la fiducia dei consumatori statunitensi cala a gennaio molto più del previsto. L’indice è precipitato a 84,5 punti, rispetto ai 94,2 punti del mese di dicembre (rivisto da 89,1 punti) e contro una discesa più contenuta fino a 90,6 punti attesa dal consensus. Prosegue anche la sofferenza del dollaro rispetto all’euro: la valuta europa continua a rafforzarsi e oggi avvicina quota 1,20.

Materie prime: continua la corsa dell’oro (e all’oro…)

Sul fronte materie prime, gli investitori continuano a proteggersi dalle tensioni geopolitiche (a proposito, oggi Donald Trump ha alzato i dazi dal 15% al 25% su alcune categorie di prodotti dalla corea del Sud) comprando oro e argento, e oggi pure il petrolio è di nuovo in fase rialzista. L’oro in particolare guadagna un altro 1,8%, che significa che in questo primo mese del 2026 il suo valore è già aumentado di circa il 17% e mentre scriviamo oscilla sui 5.100 dollari l’oncia. Pure l’argento non scherza e incassa oggi un altro 5%, consolidando ampiamente quota 100 dollari all’oncia, sui 110: ormai i due metalli preziosi vanno di pari passo, come Batman e Robin. Tonfo invece del gas naturale che cede il 10% dopo aver nell’ultimo anno raddoppiato quasi il proprio valore. Rifiatano anche litio, platino e palladio: questi ultimi due per un attimo avevano cavalcato il rally di oro e argento ma oggi ritracciano rispettivamente dell’11% e del 12%. Invece è una seduta sì per il petrolio: Brent riavvicina i 67 dollari al barile e Wti crude è in zona 62 dollari al barile.

Spread Btp Bund sotto i 60 punti base

Altra seduta tranquilla per lo spread Btp-Bund. Ormai è chiaro, ma lo è da sempre, che ai mercati tutto sommato non dispiace un Paese spento, senza alcuna prospettiva di crescita, ma disciplinato e il meno indebitato possibile. Pazienza se questo ricade sui servizi sociali e sulla qualità della vita delle persone, ma intanto possiamo brindare alla credibilità internazionale e al fatto di pagare meno interessi sul nostro gigantesco debito, che pure aiuta: il differenziale tra i nostri titoli di Stato decennali e quelli di riferimento tedeschi rimane al di sotto dei 60 punti base pure oggi, con il rendimento del Btp 10 anni che si assesta sul 3,46%.

Fuori dal paniere principale momento no (a differenza che sul campo) per la Juventus

Da segnalare fuori dal paniere principale della Borsa di Milano in netta controtendenza il titolo della Juventus, che ha iniziato il 2026 decisamente meglio sul campo che non in Borsa. Ai primi di gennaio il valore dell’azione bianconera flirtava con i 3 euro, oggi perde un altro 1% a 2,63 euro, in particolare per le notizie non buone degli ultimi giorni dal fronte legale: il Tribunale di Torino ha confermato il risarcimento da 9,8 milioni da versare a Cristiano Ronaldo e in un altro procedimento la gip ha rigettato la richiesta di patteggiamento per Gianluca Ferrero, commercialista della famiglia Agnelli e presidente della Juventus (che però è estranea) sulla gestione dell’eredità della potente famiglia.

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