I mercati restano anche oggi appesi alle novità, o per meglio dire alle non-novità sul fronte mediorientale. Un indizio che il conflitto potrebbe volgere al termine lo dà il fatto che gli Stati Uniti stanno spostando la loro attenzione, materialmente attraverso l’invio di una portaerei nel Mar dei Caraibi, su Cuba, ma allo stesso tempo l’Iran non è di questo avviso e sembrerebbe freddo sulla ultima controproposta di Washington. In questo scenario le Borse sono in altalena e a beneficiarne è nuovamente il petrolio, che torna sopra i 100 dollari al barile con il Wti Crude Oil (+3,4%) e raggiunge i 108 dollari al barile con il Brent. Più tiepido il gas naturale europeo, che rimane sotto i 50 euro per megawattora.
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Piazza Affari recupera nel finale. Bene Generali, ko Stellantis
A Milano, che recupera nel pomeriggio e perde solo lo 0,03% sopra i 49.000 punti, i due titoli sotto osservazione della giornata sono quelli di Generali +2,7%, che chiude il primo trimestre con l’utile a 1,27 miliardi e conferma la guidance, e di Stellantis -2%, che presenta il nuovo piano industriale da 60 miliardi di investimenti, che però a quanto pare non convince gli investitori. Il titolo migliore del Ftse Mib è Avio +4,8%, seguito da Prysmian +3,4%. Continuano invece le prese di beneficio su Diasorin -3,8% dopo l’hype della scorsa settimana, quando si parlava molto di hantavirus. In sofferenza le banche: Unicredit -2,2%, Intesa Sanpaolo -1,7%. Fuori dal paniere principale rimbalza Fidia +20% dopo il tonfo di ieri, il titolo peggiore è Intuit, che anche sul Nasdaq perde il 20%. Lo spread Btp Bund si allarga: oggi vale 75 punti base, col rendimento del Btp 10 anni al 3,86%.
Sul Nasdaq occhi puntati su Nvidia dopo i conti da record
Oltreoceano le attenzioni sono tutte sul titolo di Nvidia, dopo i conti da record che però già ieri nell’afterhours non avevano del tutto convinto gli investitori. Oggi sul Nasdaq l’azione sta perdendo il 2%: la sensazione è che i mercati si stiano chiedendo quanto potrà durare questo momento d’oro per l’azienda di Jensen Huang. La guidance per il 2026 è stata aumentata, ma resta la sensazione che il picco sia stato raggiunto e che il mercato dell’Intelligenza artificiale sia destinato a stabilizzarsi. Gli altri titoli del settore sono contrastati: Micron +2,4%, Sandisk +6,2%, Microchip Technology -4,6%, Intel -2,2%. Più prudenti, ossia meno mossi, i big tech tradizionali: Microsoft, Amazon, Apple, Tesla, Google e Meta spostano poco. Attenzione al tonfo di Airbnb -3,6% mentre scende in zona 77.000 dollari il Bitcoin. Comunque il segno meno su Nvidia pesa sull’indice composito Nasdaq -0,6%, in rosso anche Dow Jones e S&P 500.
Gli altri listini europei, il cambio euro-dollaro e il boom del ferro
Oggi il dollaro Usa torna prepotentemente a rafforzarsi nei confronti dell’euro, riportando il cambio sotto quota 1,16. Da segnalare, sul fronte materie prime, l’improvviso balzo del minerale di ferro che in una sola seduta più che raddoppia il proprio valore a 1.650 yuan per tonnellata, nonostante l’aumento della produzione globale: potrebbe essere il segnale di un impulso della domanda industriale cinese. Infine gli altri listini europei, contrastati: Parigi -0,4%, Londra +0,3%, Francoforte -0,3%.
