Sono giornate prive di una direzione precisa sui mercati azionari, che trattano vicino ai massimi storici, ma sono orfani di dati macro essenziali, a causa dello shutdown Usa e attendono sviluppi sul piano di pace a Gaza, mentre i rapporti Europa-Russia restano tesissimi.
I listini del Vecchio Continente chiudono in ordine sparso, con Milano incolore, Francoforte (+1,1%), Parigi (+1,13%) e Amsterdam (+1,13%) brillanti, Madrid (-0,38%) e Londra (-0,24%) sono in lieve calo. Oltreoceano Wall Street è anche oggi nervosa in prima battuta.Tra i settori effervescenti ci sono però chip (con gli accordi di OpenAi), auto e lusso.
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Piazza Affari, svetta Stellantis, banche in ribasso. Nuovo record di Fincantieri
Piazza Affari è piatta, frenata dalle vendite sulle banche, ma tenuta a galla dai titoli industriali. Stellantis splende sul listino con un rialzo dell’8,3%. A fare da trampolino per gli acquisti sulla casa d’auto sono stati i dati sulle immatricolazioni (+15,5% in Italia a settembre) e la promozione di Banca Akros, che ha rivisto il rating a ’buy’ da ’accumulate’ con target price di 10,50 da 9,50 a euro. Il settore è apparso ben comprato anche a livello europeo. A Parigi Renault guadagna l’1,54%, dopo indiscrezioni Bloomberg su trattative avanzate con la cinese Chery per una partnership in Colombia e Argentina.
Tra le mid cap aggiorna i massimi storici Fincantieri (+13,03%), dopo che Mediobanca ha portato il prezzo obiettivo a 27 euro dai 20 precedenti, mantenendo un rating stabile a “Outperform”. Secondo gli analisti, Fincantieri è ben posizionata per cavalcare l’onda della Difesa e per beneficiare dell’aumento dell’attività di gare navali a livello globale.
Sul Ftse Mib sono in evidenza Prysmian +4,46%, Leonardo +3,07%, Ferrari +2,73%, Amplifon +2,62%, Moncler +2,59%, Stm +2,2%. In coda ci sono le banche. La maglia nera va a Mediobanca -5,34%, seguita da Unicredit -2,27%, Banco Bpm -2,09%, Intesa -2,02%, Montepaschi -1,98%. Il giorno dopo la presentazione di conti – superiori alle attese – e dopo ulteriori chiarimenti sulle vendite in Russia, arretra Brunello Cucinelli, -1,12%, al termine di una seduta in altalena. Realizzi su Tenaris -1,99%, dopo il balzo della vigilia.
Spread stabile
Appare stabile lo spread tra decennale italiano e tedesco, mentre in Italia il dibattito politico si concentra sullo sciopero generale pro Gaza proclamato per domani e giudicato illegittimo dal garante per il mancato preavviso. Il differenziale di rendimento tra i due benchmark chiude a 85 punti base, con tassi rispettivamente al 3,55 e 2,7%.
Un allarme sulla crescita, causa dazi e scenario internazionale, arriva poi dal Centro studi di Confindustria. Per il 2025 la stima scende a +0,5%, contro +0,6% dello scenario tracciato in aprile. E il futuro rimane stagnante: +0,7% nel 2026 (da +1% stimato a aprile). Una ”frenata” determinata in particolare “dalla battuta d’arresto nel secondo trimestre 2025, quando il Pil italiano è diminuito di 0,1%, a causa della caduta delle esportazioni”.
Wall Street nervosa nelle prime ore
Oltreoceano Wall Street è nervosa dopo le prime battute, uno schema visto anche nei giorni scorsi salvo puoi agguantare un nuovo massimo ieri con lo S&P 500. La chiusura delle attività governative farà slittare probabilmente l’attesissimo rapporto sul lavoro in agenda domani, una delusione per il mercato abituato a ragionare sui dati macro per valutare le prossime mosse della Fed, mentre Trump minaccia anche massicci licenziamenti.
In assenza di questa tassello ha acquistato maggior peso l’indagine Adp sul settore privato vista ieri, deludente e quindi idonea a supportare un altro taglio dei tassi di 25 punti base a ottobre da parte della banca centrale Usa, mentre salgono le scommesse anche su un complesso di tagli per 50 punti base entro fine anno.
Chip in focus
Tra i settori più effervescenti del giorno c’è quello tecnologico, dopo la mossa di OpenAI che ha coinvolto i principali produttori di chip, da Nvidia a Oracle, rafforzando le prospettive sull’intelligenza artificiale.
Grazie al comparto i buoni auspici sono arrivati anche dall’Asia. Le borse cinesi erano chiuse, ma l’indice Kospi della Corea del Sud ha guadagnato il 2,7% dopo che Samsung e SK Hynix hanno firmato lettere per la fornitura di chip di memoria per i data center di OpenAI. In scia il Nikkei (+0,87%). Bene ancora il settore pharma, dopo l’accordo Trump-Pfizer e in Europa l’attenzione si è concentrata inoltre sul settore auto e sul lusso.
Oro, record nella notte e poi ripiega
Una pianta sempre verde in questo periodo è quella dell’oro, che ha trovato nuova linfa nello shutdown americano e che nella notte ha aggiornato l’ennesimo record. Ormai c’è chi scommette su prezzi a 4000 dollari, con i future e lo spot gold che trattano poco lontano da questo livello.
Attualmente sul prezioso metallo prevalgono però le prese di beneficio, che registra perdite poco distanti dall’1%: la consegna immediata scambia a 3835,05 dollari l’oncia e il future dicembre 2025 a 3859,67 dollari. Il petrolio fallisce anche oggi il tentativo di rimbalzo: il greggio texano tratta a 61,03 dollari al barile (-1,21%), mentre il Brent a 64,53 dollari (-1,25%). Sul mercato dei cambi il dollaro recupera leggermente terreno e l’euro tratta a sul filo di 1,17 (-0,2%).