Il caso borsistico del giorno nella seduta post-carnevalesca di Piazza Affari è senza ombra di dubbio il boom di Mediobanca +5,7% e soprattutto i nuovi scenari che stanno per aprirsi con il delisting e la nascita di un nuovo polo bancario con Mps +1,5%, dopo che ieri il cda di Rocca Salimbeni ha dato il via libera definitivo alla fusione. Si chiude dunque une’epoca anche se Mediobanca non molla la sua quota in Generali e il risiko potrebbe non finire qui. In ogni caso sono così le banche a trainare il Ftse Mib sul +1,3% a sopra i 46.000 punti. Bene anche Stm +3,8% mentre si registrano prese di beneficio su Telecom Italia -1,7% dopo l’exploit di ieri e anche Ferrari -2,6% continua a riassestarsi dopo il balzo incredibile della scorsa settimana.
Da segnalare anche che, ironia della sorte proprio nel giorno del Board of Piece per Gaza, si rianimano – e non solo a Piazza Affari – i titoli della Difesa che di solito con la pace non vanno a nozze: Leonardo +4,7%, Fincantieri +1,9% ma pure Thales +4,2% a Parigi, per esempio. Per quanto riguarda Leonardo c’è la notizia del Memorandum of Understanding con Indra Group per rafforzare la cooperazione nella cyber defence, con l’obiettivo di identificare ed espandere la loro portata internazionale in Europa, nella NATO e in altri mercati ad alto potenziale. L’accordo prevede anche la gestione congiunta di servizi di difesa cyber per clienti pubblici e privati.
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Rimbalza il Nasdaq, Berkshire Hathaway vende le quote in Amazon
A proposito di Parigi, chiudono in territorio positivo anche gli altri listini europei: l’indice francese segna il +0,8%, Francoforte +1,1%, Londra +1,2%, Madrid +1,4%. Parte forte anche la Borsa statunitense dopo la seduta guardinga di martedì: nel pomeriggio italiano, quando mancano ancora diverse ore alla chiusura a New York, il Dow Jones sale di oltre mezzo punto percentuale e ancora meglio fa il Nasdaq +1,3% grazie alla riscossa dei titoli tecnologici. Tesla +1%, Nvidia +2,6%, Amazon +2,7%, Microsoft +1% e così via. La più fiacca è Meta (Facebook) che nell’istante in cui la registriamo guadagna solo lo 0,2%.
Attenzione invece allalenta ma inesorabile discesa del Bitcoin che ormai viaggia stabilmente sotto i 70.000 dollari, oggi in zona 67.000 vale a dire sui minimi dall’autunno 2024. Il cambio euro-dollaro è in zona 1,182 e dagli Usa arriva anche la notizia di un piccolo cambio di strategia di Berkshire Hathaway, deciso da Warren Buffett appena prima di lasciare: la holding ha ridotto la partecipazione in Amazon di oltre il 75% nel quarto trimestre 2025 e anche in Apple, incrementando al contempo la sua quota nel New York Times.
Materie prime: oro, petrolio, argento e non solo
Infine ma non meno importante l’aggiornamento sulle materie prime, che oggi sorride a petrolio, oro e argento. Sia il Brent quotato a Londra che il Wti crude oil quotato a New York avanzano di circa il 3%, rispettivamente a riavvicinare quota 70 dollari al barile e a superare i 64 dollari al barile. L’oro torna a flirtare con la fatidica soglia dei 5.000 dollari l’oncia ma nel momento in cui questo articolo viene scritto non siamo in grado di darvi la lieta notizia dell’aggancio. Meglio in termini percentuali fa l’argento che rimbalza del 6% e rivede quota 80 dollari l’oncia, anche se il record oltre i 110 dollari sembra un lontano ricordo. Da menzionare la reazione anche del platino +4% e del palladio +5%. Sprofondano le uova negli Usa (-21% dopo il +50% dell’ultimo mese) e anche il valore delle patate si è dimezzato nell’ultimo mese, passando a 3 euro per 100 kg.
