Condividi

Borse 16 settembre: Europa in calo in vista della Fed, argento record e dollaro debole. Mps, Mediobanca e Leonardo mandano in rosso Piazza Affari

Borse in calo in attesa della riunione di domani della Fed sui tassi. I titoli tecnologici Usa prima corrono ma poi decelerano. Argento al record. Dollaro sempre più debole. Banche (ma non Banco Bpm) e Leonardo zavorrano invece Milano

Borse 16 settembre: Europa in calo in vista della Fed, argento record e dollaro debole. Mps, Mediobanca e Leonardo mandano in rosso Piazza Affari

L’euro sale ai massimi da 4 anni contro il dollaro, l’oro aggiorna i suoi record, Gaza è invasa e, alla vigilia delle decisioni della Fed – che domani dovrebbe annunciare un taglio dei tassi dello 0,25% – gli investitori scelgono oggi di andare all’incasso dopo la recente scia positiva. I listini europei chiudono in netto calo e Wall Street, nella mattina americana, appare debole, in attesa di trovare, tra circa 24 ore, nuovi spunti nelle parole di Jerome Powell sugli scenari futuri. Sullo sfondo resta un quadro geopolitico che non accenna a migliorare, mentre sale la tensione in Medio Oriente dopo che Israele ha iniziato l’invasione di terra di Gaza City. 

In Europa intanto Mario Draghi cerca ancora una volta di scuotere i Paesi dell’Unione dalla loro inerzia e, a un anno dalla pubblicazione del Rapporto sulla competitività, avverte: “il nostro modello di crescita sta svanendo. Le vulnerabilità stanno aumentando. E non esiste un percorso chiaro per finanziare gli investimenti di cui abbiamo bisogno. L’inazione minaccia non solo la nostra competitività, ma la nostra stessa sovranità”.

Europa in ribasso 

In questo contesto Piazza Affari perde l’1,28% e scende a 42.7504 punti base, penalizzata dalle vendite su Moncler (-3,24%) Leonardo (-3,02%) e banche. In particolare arretra Montepaschi, -2,87%, nel giorno di riapertura dell’offerta su Mediobanca (-2,32%) che terminerà lunedì prossimo. Il bilancio di giornata è pesante per Francoforte, -1,66%, nonostante il morale degli investitori tedeschi sia inaspettatamente migliorato nell’aggiornamento di settembre dell’indice ZEW.

Londra perde lo 0,93%%, con il governo Starmer che deve fare i conti con una disoccupazione ferma al 4,7% nei tre mesi fino alla fine di luglio, ai massimi degli ultimi quattro anni. Parigi cede l’1% e continua a dibattersi in una crisi politica senza fine, a causa della quale ieri la banca centrale d’oltralpe ha ridotto le sue previsioni economiche per i prossimi due anni, mettendo in guardia dai rischi al ribasso derivanti dall’incertezza di bilancio in seguito all’ennesimo crollo del governo, il terzo in poco più di un anno. 

Madrid lascia sul terreno l’1,5%. Tra i titoli peggiori c’è Banco Sabadell (-2,5%) in uno scenario di crescente incertezza dopo le dichiarazioni dei vertici che chiedono un rilevante aumento del prezzo dell’Opa del Bbva (-0,89%) per prenderla in considerazione, mentre il Bilbao ha finora escluso l’opzione di un rilancio.

Wall Street cauta

Oltreoceano Wall Street si muove cauta, restando in ascolto delle novità che arrivano da due grandi palazzi del potere. In particolare la Casa Bianca vorrebbe di più dalla Banca centrale, ma oggi il presidente Donald Trump si esprime con Bloomberg dicendo che “la Fed deve essere indipendente”. Quasi un ossimoro rispetto a quanto detto fin qui dall’amministrazione Usa, che ha anche annunciato ricorso contro la decisione del tribunale che ha bloccato il tentativo del tycoon di licenziare la governatrice Lisa Cook.

Cook partecipa così alla riunione di due giorni dell’Istituto centrale e tra gli altri c’è anche Stephen Miran, il consigliere economico del presidente Trump che ha appena giurato come componente, dopo la conferma della sua nomina da parte del Senato, avvenuta ieri. Per quanto riguarda il costo del denaro a stelle e strisce il mercato dà praticamente per scontato un taglio di un quarto di punto, ma c’è una piccola quota maggiormente ottimista (circa il 4%) che ritiene la Fed pronta per una sforbiciata di 50 punti base.

Nell’azionario si apprezza anche oggi Oracle, +3,5%, dopo che la Cbs, citando fonti a conoscenza dei fatti, ha riferito che l’azienda per le infrastrutture cloud è tra quelle coinvolte per permettere a TikTok di funzionare negli USA. A proposito del social cinese dalla Casa Bianca arrivano ulteriori dettagli, in particolare che un gruppo di grandi aziende sarebbe  interessato all’acquisto di TikTok.

Ieri gran parte dell’ottimismo che ha portato Wall Street a nuovi record affondava le sue radici nelle parole di Trump, secondo il quale i negoziati commerciali tra i due giganti stanno procedendo bene e che un accordo quadro è stato trovato su TikTok, di cui lo stesso Trump parlerà con il leader cinese Xi Jinping questo venerdì.

Dollaro in calo, l’oro e l’argento toccano i nuovi massimi

Sul mercato dei cambi l’attesa di una Fed colomba pesa sul dollaro, che si muove in ribasso contro le principali valute. L’euro si riporta oltre 1,18 per la prima volta dal 3 luglio scorso. La moneta unica trova supporto nei dati che mostrano come la produzione industriale del blocco sia salita a luglio, a conferma dell’idea che il settore stia resistendo nonostante le tensioni commerciali, anche se il ritmo di espansione resta debole.

Il calo del biglietto verde favorisce l’instancabile corsa all’oro, che anche oggi aggiorna i suoi massimi, per poi rallentare. Al momento lo spot gold tratta a 3685,21 dollari l’oncia, dopo aver sfiorato i 3700 dollari. Su valori altissimi anche l’argento. Il petrolio si rafforza ulteriormente: il Wti sale a 64,41 dollari al barile, con una crescita dell’1,75% e il Brent tratta a 68,36 dollari, +1,36%.

Piazza Affari, tra banche deboli tiene Banco Bpm

In un settore bancario decisamente negativo si distingue oggi per il segno opposto Banco Bpm, +0,27%. Altri spunti positivi sul Ftse Mib sono offerti da una manciata di titoli tra cui Tenaris +0,69%, Eni +0,67%, Campari +0,39%, Nexi +0,34%. Ferrari, che ha dominato il listino per gran parte della seduta, chiude in calo dello 0,15% nonostante il ’buy’ con cui Berenberg ha avviato la copertura sul titolo con un prezzo obiettivo di 484 euro.

Il lusso, nel suo complesso, ha invertito pesantemente la rotta. Il settore finanziario chiude una seduta debole, alla quale si conformano Unipol -2,78%, Intesa -2,3, Generali -2,24%, Banca Mediolanum -2,01%, Finecobank -1,98%, Bper -1,54%.

Spread poco mosso

L’avversione al rischio penalizza oggi leggermente i titoli di Stato italiani e lo spread con il decennale tedesco sale a 82 punti base. I tassi in chiusura sono indicati rispettivamente al 3,51% e 2,7%.

Commenta