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Borse 13 febbraio: Milano di nuovo maglia nera per il flop delle banche, rimbalzano oro e argento

Venerdì nero per Piazza Affari, in chiaroscuro gli altri listini europei. Oltreoceano partono timidi Dow Jones e Nasdaq. Risale il Bitcoin, l’oro riaggancia i 5.000 dollari l’oncia

Borse 13 febbraio: Milano di nuovo maglia nera per il flop delle banche, rimbalzano oro e argento

Quella appena conclusa è stata una settimana davvero nera per Milano. Dal punto di vista finanziario, si intende, visto che invece le Olimpiadi parzialmente ospitate dal capoluogo lombardo continuano a regalare successi ed emozioni, con la nazionale italiana che vola nel medagliere e la macchina organizzativa che al momento si sta rivelando impeccabile. Invece per quanto riguarda Piazza Affari non si può dire lo stesso: in questo venerdì 13 febbraio l’indice Ftse Mib perde un altro 1,71% e retrocede ben sotto quota 46.000 punti, a 45.430. Un po’ meglio ma niente di che nemmeno alcune delle altre Borse europee: Parigi -0,3%, Francoforte +0,2%, Londra +0,4%, ma Madrid -1,2%. E anche Wall Street parte intonata ma molto timidamente.

A rovinare il clima olimpico a Milano sono essenzialmente le banche che come al solito dettano legge, nel bene e – oggi – nel male: Bper -5,7%, Pop Sondrio -5,5%, Bpm -4,4%, Unicredit -3,8%, Intesa Sanpaolo -2,6%. Ad inquietare i bancari e in generale i mercati è la pubblicazione del dato sull’inflazione americana, che ha mostrato un rallentamento più marcato delle attese ma non è riuscito a sostenere il sentiment: i numeri usciti rafforzano l’ipotesi di una Federal Reserve più prudente sui tassi, ma non bastano a ridare slancio ai listini. Nel Ftse Mib si salvano soprattutto Inwit +5,1%, Tenaris +2,45% e Telecom Italia +2,1%. Dall’altro lato dell’Atlantico il Dow Jones mentre scriviamo è appena sul +0,1% e anche il Nasdaq viaggia appena sopra la parità, con i titoli del tech in territorio tendenzialmente negativo. Nvidia -1,7%, Tesla -0,1%, Apple -1%, Amazon -0,2%, Microsoft -0,45%, Meta -0,3%, Alphabet -1%. Rialza la testa invece il Bitcoin che recupera un 5% e riavvicina quota 70.000 dollari.

Recupera qualcosina sull’euro anche il dollaro Usa che comunque rimane su un cambio alto, non lontano da 1,19: oggi nel momento in cui lo registriamo dice 1,186. Aumenta in maniera poco significativa lo spread Btp-Bund, sopra la soglia dei 60 punti base, con il rendimento del nostro Btp decennale di riferimento che però scende sensibilmente al 3,36%, praticamente lo stesso di quello francese. Le materie prime indicano una seduta anonima per il petrolio: il Brent è sui 67,5 dollari al barile nell’istante in cui scriviamo, e il Wti crude oil perde qualcosa in più in termini percentuali assestandosi sui 62,7 dollari al barile. Rimbalzi timidi in termini percentuali ma significativi per valori assoluti per oro e argento, col primo che riaggancia al pelo quota 5.000 dollari l’oncia, mentre l’argento riavvicina la soglia degli 80 dollari l’oncia.

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