E’ un mercoledì nero per Piazza Affari, che perde lo 0,62% a 46.510 punti penalizzata soprattutto dalla caduta del risparmio gestito, che ora inizia a risentire anch’esso dei timori sull’Intelligenza artificiale. Ecco dunque che i tre titoli peggiori del Ftse Mib sono Banca Mediolanum -9,6%, Finecobank -9% e Azimut -4,5%. Fuori dal paniere principale malissimo anche Banca Generali che cede il 7,6% nel giorno dei conti che pure evidenziano un ottimo 2025 a livello di masse, utili e dividendi, ma non sono bastate le rassicurazioni dell’Ad Gianmaria Mossa proprio sull’AI: “Non vediamo alcun rischio e l’AI sarà disruptive ma in senso positivo”. In uno scenario del genere non se la passano bene nemmeno le banche, in periodo di trimestrali: nel segmento STAR Banca Ifis perde quasi il 7% nonostante un 2025 storico che include il consolidamento di illimity. Poi in ordine sparso Unicredit -2,5%, Intesa Sanpaolo -2,6%, Mps -3,1%.
In controtendenza Tim e Enel, trainate dai conti sudamericani
A proposito di trimestrali viaggia invece in netta controtendenza Telecom Italia +1,85% in scia ai solidi risultati di Tim Brasil, pubblicati ieri. La società fino a qualche anno fa guidata dall’attuale CEO di gruppo Pietro Labriola ha registrato nel 2025 utile netto normalizzato dell’esercizio che sfiora i 700 milioni di euro (4,3 miliardi reais), con un incremento del 37,4% su base annua. Ma soprattutto, grazie alla forte generazione di cassa, Tim Brasil ha deliberato una remunerazione per gli azionisti pari a oltre 750 milioni di euro (4,7 miliardi di reais), tra dividendi, interessi sul capitale e buyback. Ieri aveva pubblicato i conti preliminari anche Enel, a sua volta sostenuta dalle attività estere e in particolare – ancora una volta – dal Sudamerica, che compensa i margini minori in Italia: oggi il titolo chiude a +1,7%. Le altre azioni brillanti sono Ferrari che prosegue il rally di ieri con un altro +4%, poi Italgas +3,5% e Tenaris +3,2%.
Le Borse nel resto d’Europa e negli Stati Uniti
Uscendo fuori dal nostro Paese chiude sulla parità la Borsa di Parigi, dove pure soffre il risparmio gestito (Capgemini -8%), mentre Francoforte perde lo 0,26% con il tonfo di Commerzbank nonostante una trimestrale da record. Madrid -0,15%. Seduta debole anche per Wall Street, dove il Dow Jones mentre scriviamo è in territorio leggermente negativo e il Nasdaq Composite Index perde lo 0,4%: rimbalza Micron +6%, Nvidia +1,3%, Apple +1,7%, Tesla -0,2% ma soprattutto vanno giù Microsoft -2,8%, Amazon -2%, Alphabet -2,3%, Meta -1%. Prosegue la sua parabola ribassista pure il Bitcoin che vive una fase complicata e cede oggi un altro 5% a 66.000 dollari, il valore più basso da ottobre 2024. Il dollaro Usa invece, pure lui in fase di indebolimento, oggi rialza un poco la testa nei confronti dell’euro e scende sotto il cambio a 1,19, in zona 1,186.
Materie prime e spread Btp Bund
In questo mercoledì si prende una rivincita rispetto alle ultime sedute il petrolio: il Brent a Londra torna a flirtare con quota 70 dollari al barile, e il Wti Crude Oil quotato a New York aggancia la soglia dei 65 dollari al barile. Bene anche oro e argento, soprattutto quest’ultimo che rimbalza del 3,5% sopra quota 80 dollari all’oncia. L’oro si limita a consolidare la soglia dei 5.000 dollari l’oncia, con un guadagno percentuale inferiore: nel momento in cui scriviamo vale 5.079 dollari l’oncia. Stabile lo spread Btp-Bund in zona 60 punti base, con il rendimento del nostro Btp decennale di riferimento che, come ieri, si conferma intorno al 3,41%.
