Si risvegliano le borse dopo la riunione della Fed che ieri ha tagliato i tassi dello 0,25%, come atteso, lasciando intravedere una nuova sforbiciata l’anno prossimo. I listini europei, incerti in avvio, chiudono oggi una seduta positiva, mentre Wall Street, pur beneficiando di tassi più ridotti e valutando il balzo delle richieste settimanali di sussidi alla disoccupazione, viaggia contrastata a causa del tonfo di Oracle (-14,12%), che ieri sera, al termine degli scambi Usa, ha deluso con i conti trimestrali e ha riacceso i timori di bolla sui titoli legati all’intelligenza artificiale. Intanto il dollaro s’indebolisce e l’euro torna oltre 1,17. L’argento, con un nuovo sprint, aggiorna i suoi prezzi record.
LEGGI QUI LA DIRETTA DI BORSA DI OGGI
Piazza Affari sale dello 0,54% a 43.702 punti base, grazie a banche ben intonate e al balzo di Brunello Cucinelli (+2,94%), che ieri sera, a scambi chiusi, ha annunciato un possibile incremento del fatturato a cambi costanti tra l’11% e il 12% nel 2025, superiore rispetto alle attese di inizio anno. Equita ha così portato il rating del titolo a ’buy’ dopo la recente debolezza. Si tratta di una promozione “sostenuta da un continuo forte slancio, prospettive favorevoli e una valutazione a sconto rispetto alle medie storiche”. All’opposto Prysmian -2,8% insieme ad altri titoli che guardano oltre Atlantico tra cui il titolo della società di chip, Stm -1,17%. Tra le altre principali piazze europee chiudono una seduta in progresso dello 0,79% Francoforte +0,79% e Parigi. Madrid sale dello 0,81%, Amsterdam +0,35% e Londra +0,47%.
Wall Street contrastata, pesa Oracle. Bene Walt Disney
Oltreoceano procede contrastata Wall Street: DJ +1,02%, S&P 500 -0,33%, Nasdaq -1%. Sui titoli tech si fa sentire il tonfo di Oracle, dopo che la società di cloud computing ha registrato un fatturato trimestrale deludente e ha alzato le sue previsioni di spesa, aumentando le preoccupazioni sul debito dell’azienda e facendo risuonare un allarme bolla che colpisce altri titoli dell’intelligenza artificiale com Nvidia e Amd. Sale però Walt Disney, dopo l’annuncio dell’accordo di licenza con OpenAI, che prevede un investimento azionario di un miliardo di dollari da parte del colosso dei media nella società di AI.
Ieri i listini hanno preso slancio invece a partire dalle scelte della Fed (i tassi sono ora compresi tra il 3,5% e il 3,75%) e dalle parole del presidente Jerome Powell, nonostante qualcuno vi abbia letto toni falco, in un borda che si conferma diviso. Mercoledì comunque il Russell 2000 delle azioni a minor capitalizzazione (ora in rialzo dello 0,73%) ha registrato una chiusura record, visto che le piccole imprese beneficiano maggiormente di tassi più bassi. Sul fronte macro a orientare il sentiment oggi contribuiscono le richieste settimanali (al 5 dicembre) alla disoccupazione, salite a 236.000, in aumento rispetto alle 192.000 della settimana prima e sopra le attese di 220.000. Un’impennata che fa pensare a un possibile rallentamento del mercato del lavoro e che prepara il terreno per i rapporti in uscita nelle prossime settimane.
Dollaro debole, l’euro oltre 1,17. Nuovo record per l’argento
Sul mercato dei cambi le mosse della Fed e i dati macro stanno zavorrando il dollaro, che perde terreno contro le principali valute. L’euro si apprezza di circa mezzo punto percentuale e cambia attualmente a 1,1755. Il biglietto verde perde terreno anche contro il franco svizzero, nel giorno in cui la banca centrale elvetica ha confermato la sua politica monetaria lasciando i tassi invariati allo 0%. Nell’area euro ha una certa eco invece la crisi politica bulgara a poche settimane dell’entrata del paese nel blocco della moneta unica.
Tra le materie prime continua la marcia trionfale dell’argento, che dopo aver aggiornato il suo record fino a 64,018 dollari l’oncia, tratta a livelli finora inediti a 63,790 dollari (+4,52%). Trova spunti in queste ore l’oro, che era partito con il freno a mano tirato e lo spot gold prezza 4251,83 dollari l’oncia. Le vendite si abbattono invece ulteriormente sul petrolio: il greggio texano, consegna gennaio 2026, perde l’1,93% e tratta a 57,33 dollari al barile; il Brent, febbraio 2026, perde quasi il 2% per un prezzo di 60,98 dollari al barile. Il bitcoin torna sotto i 90 dollari e vale al momento 89,425 dollari (-2,99%9.
Piazza Affari, forti le banche e deboli le utility
Tra le blue chip di Piazza Affari sono in evidenza oggi Cucinelli, Campari +2,79%, Buzzi +2,75%, Interpump +2,71%. Le banche, principale barometro del listino, mostrano il segno più a partire da Unicredit +2,4%, Banco Bpm +1,94%, Intesa +1,6%. Un trader, interpellato da Reuters, ha sottolineato che la probabilità di un aumento dei tassi europei il prossimo anno spinge il comparto, poiché gli istituti beneficerebbero di un incremento dei margini di interesse.
La maglia nera del giorno va a Prysmian, che è tra il gruppi più impegnati nel processo di elettrificazione dell’intelligenza artificiale ed è leader nella costruzione di reti. Prosegue la settimana in altalena Leonardo, -1,58% e arretra Stellantis -1,47% dopo che Exane Bnp Paribas che ha tagliato il giudizio da neutral a underperform; al contrario si apprezza Ferrari +1,26%, con la promozione di Exane a ’outperform’ da ’neutral’. In un quadro cauto, ma orientato al rischio, sono deboli le utility, in particolare Snam -1,22% e Terna -1,29%.
Scende Generali, -0,69%, mentre il FT scrive che Bpce, controllante di Natixis, e il Leone triestino sono pronti a mettere fine ai negoziati per un’alleanza sull’asset management. Il quotidiano l’annuncio potrebbe arrivare già nelle prossime ore. Ft evidenzia come l’operazione avrebbe avuto bisogno dell’ok del Governo (alla luce del Golden Power) e che aveva incontrato l’opposizione di alcuni dei principali soci del Leone. Fuori dal paniere principale sono in le Mfe categoria A (+0,89%) e B (+1,44%) alla luce delle indicazioni di Pier Silvio Berlusconi sulle attese per fine anno.
Spread sotto quota 70
Chiude una seduta nettamente positiva la carta italiana, che vede lo spread tra decennale italiano e tedesco restringersi sotto quota 70 punti base (intorno al 69%), con un calo del 2,32% rispetto alla chiusura di ieri. Si ridimensiona anche il tasso del Btp, al 3,53%, contro il 2,85 stabile del Bund.