I mercati europei chiudono positivi all’indomani del taglio dei tassi Fed di 25 punti base: le parole di Powell lasciano aperta la porta a un nuovo intervento nel 2026, ma i conti deludenti di Oracle guastano la festa. La società americana ha registrato utili inferiori alle attese, riaccendendo i timori per le prospettive degli investimenti in intelligenza artificiale, con il settore tech sotto pressione anche in Asia. Tokyo chiude a -0,9% (Nikkei 50.148,82), appesantita dal crollo di Oracle in after hours (-14%), mentre lo yen recupera leggermente sul dollaro e sull’euro. E il tonfo di Oracle si riflette su Wall Street con il Nasdaq che procede in rosso mentre è intonato il Dow Jones.
LEGGI ANCHE L’ottimismo del dopo-Fed offuscato da Oracle e dai timori di bolla tech di G. Bruschi
A Milano, l’attenzione degli investitori resta sul comparto tecnologico: Stm conferma l’accordo da 1 miliardo con la Bei. Snam ha acquisito il 48,2% di Olt – Offshore Lng Toscana per 126 milioni di euro; il closing è previsto nella prima metà del 2026. Positive le prospettive per Brunello Cucinelli, che prevede un aumento del fatturato tra l’11% e il 12% nel 2025, superiore alle attese iniziali, con una crescita a doppia cifra attesa anche per il quarto trimestre.
Ferrari è sotto i riflettori dopo che Exane Bnp Paribas ha alzato la raccomandazione a Outperform ma tagliato il target price a 399 euro; anche Bernstein e JP Morgan hanno ridotto i loro target, rispettivamente a 395 e 350 euro/dollari. Stellantis vede il rating di Exane Bnp Paribas scendere a Underperform. Leonardo rafforza la presenza internazionale: l’aeronautica militare del Bangladesh ha firmato una lettera di intenti per l’acquisto dei caccia Eurofighter Typhoon. Recordati segnala due operazioni di internal dealing per un controvalore complessivo di circa 1,2 milioni di euro.
Fuori dal paniere principale, Almawave sarà sospesa il 16 e 17 dicembre e delistata dal 18 dicembre, mentre Tamburi annuncia ricavi di Bending Spoons a 1,3 miliardi nel 2025, destinati a raddoppiare nel 2026, con possibili piani di Ipo negli Stati Uniti senza tempistiche definite.
Sul valutario, l’euro torna sotto 1,17 dollari a 1,1695, mentre il Bitcoin scende del 2% a 90.177 dollari, riflettendo le preoccupazioni sul tech e sull’AI. Petrolio in lieve calo, con Brent sotto i 62 dollari e WTI poco sopra i 58 dollari al barile, in un contesto segnato dalle tensioni Usa-Venezuela.
I metalli preziosi mostrano trend divergenti: l’argento raggiunge un nuovo massimo storico a 62,88 dollari l’oncia, con un guadagno da inizio anno del 113%, mentre l’oro arretra dello 0,3% a 4.216 dollari. Platino e palladio si muovono rispettivamente a +0,7% e -0,3%.