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Borsa oggi: Nikkei sui massimi ma yen ai minimi. Europa e Piazza Affari in rialzo. Nuovi record per oro e argento

Le Borse europee aprono in moderato rialzo dopo il dato sull’inflazione Usa al 2,7%. A Milano corre Buzzi, bene anche le utility, mentre il comparto bancario resta al centro del risiko. Oro e argento sui massimi storici, petrolio in calo. Asia positiva con Tokyo sopra 54mila punti

Borsa oggi: Nikkei sui massimi ma yen ai minimi. Europa e Piazza Affari in rialzo. Nuovi record per oro e argento

Avvio di seduta in moderato rialzo per le Borse europee, che provano a consolidare i recenti massimi in un contesto ancora dominato dalla cautela. A sostenere i listini è soprattutto lo scenario macro statunitense, all’indomani del dato sull’inflazione di dicembre, rimasta stabile al 2,7%, mentre sullo sfondo continuano a pesare le tensioni geopolitiche. I riflettori restano puntati sull’Iran, dove la repressione delle proteste sta assumendo contorni sempre più drammatici, e sullo scontro istituzionale tra Trump e Powell.

In apertura il Ftse Mib sale dello 0,31% a 45.663 punti, in linea con le altre piazze europee: Cac 40 +0,42%, Ftse 100 +0,26%, Dax +0,15%, mentre Madrid avanza dello 0,59%. Più debole Amsterdam (-0,10%).

Sul fronte americano, i future su Wall Street si muovono invece in territorio negativo con il mercato che guarda alle trimestrali delle grandi banche: dopo i conti di JPMorgan, oggi sono attesi Bank of America, Citigroup e Wells Fargo. Restano inoltre sotto osservazione le possibili implicazioni delle nuove pressioni politiche sulla Fed e l’ipotesi di ulteriori dazi legati alla crisi iraniana.

A Milano sale Buzzi, banche sempre sotto osservazione

A Piazza Affari l’attenzione resta concentrata sul comparto bancario, mentre con l’inizio del nuovo anno prende forma l’ipotesi di una nuova fase del risiko. Tornano a circolare indiscrezioni su un possibile interesse di UniCredit (+0,40%) per la quota Delfin in Mps, scenario che potrebbe riaccendere il consolidamento del settore. Da monitorare anche Banco Bpm, Stm, Stellantis, Unipol e Banca Ifis.

Tra le blue chip in evidenza spicca Buzzi, che avanza del 2,67% a 51,95 euro, sostenuta anche dal recente aggiornamento delle valutazioni degli analisti. Bene anche le utility, con Enel (+1,23%), Terna (+1,09%), Snam (+0,87%), A2A (+0,68%) e Italgas (+0,56%). In rialzo Recordati (+1,04%), Fincantieri (+0,83%), Hera (+0,79%) e DiaSorin (+0,69%).

Sul fronte opposto del listino, le vendite colpiscono Lottomatica Group (-1,25%), Saipem (-0,92%) e Leonardo (-0,92%), mentre arretrano anche Prysmian (-0,60%) e Tenaris (-0,50%).

Resta sotto i riflettori Hera, dopo le indiscrezioni riportate da Il Sole 24 Ore su trattative in corso per l’acquisizione del gruppo Sostelia, player attivo nelle tecnologie e nel trattamento delle acque, dossier che potrebbe essere incluso nel nuovo piano industriale atteso nelle prossime settimane.

Oro e argento sui massimi, il petrolio arretra

Prosegue la corsa dei metalli preziosi. L’oro aggiorna i massimi storici sopra quota 4.630 dollari l’oncia, sostenuto dalle scommesse su futuri tagli dei tassi Fed e dalle persistenti incertezze geopolitiche. Nuovo record anche per l’argento, che supera i 90 dollari l’oncia, mentre avanzano anche platino e palladio.

In calo invece il petrolio dopo il rally della vigilia: il Brent arretra dello 0,32% a 65,26 dollari al barile e il Wti dello 0,41% a 60,90 dollari, con il mercato che bilancia i timori geopolitici legati all’Iran con l’aumento delle scorte di greggio negli Stati Uniti. Debole anche il gas naturale in Europa: sul Ttf di Amsterdam i future di febbraio scendono sotto quota 31 euro al megawattora, grazie a temperature più miti e a un miglioramento delle prospettive di offerta.

Sul valutario, il dollaro resta debole contro l’euro, che scambia poco sopra 1,164. Il Bitcoin recupera temporaneamente area 95 mila dollari, prima di ripiegare leggermente.

Asia positiva, Tokyo aggiorna i record

I mercati asiatici hanno chiuso in prevalenzain rialzo. Tokyo ha guidato i guadagni aggiornando i massimi storici: il Nikkei ha chiuso in progresso dell’1,48% a 54.341 punti (prima volta sopra quota 54mila), sostenuto dalle prospettive di elezioni anticipate e dall’ipotesi di nuovi stimoli fiscali. Lo yen si è indebolito ai minimi dal luglio 2024, scambiando a 159,20 sul dollaro.

Seduta più interlocutoria per la Cina. Shanghai ha chiuso in calo dello 0,31%, Shenzhen, +0,56%. Positiva Hong Kong, con l’Hang Seng in rialzo dello 0,43%, così come Seul (+0,65%) e Taiwan, +0,76%. Poco mossa Mumbai (-0,07%) e sostanzialmente invariata Sydney (+0,14%).

Dalla Cina sono arrivati anche segnali macro contrastati. A dicembre il surplus commerciale si è attestato a 114,1 miliardi di dollari, in linea con le attese, con esportazioni cresciute del 6,6% annuo, ben oltre le previsioni.

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