Le Borse europee procedono in ordine sparso, con gli investitori che cercano di orientarsi tra il calo dei rendimenti dei Treasury, le nuove tensioni geopolitiche e l’incognita del petrolio. Sul mercato obbligazionario americano si fa sentire la mossa a sorpresa del Tesoro Usa, guidato da Scott Bessent, che ha deciso di almeno raddoppiare le operazioni di riacquisto di Treasury per sostenere la liquidità soprattutto sulle scadenze più lunghe. Una decisione arrivata dopo la brusca salita del rendimento del trentennale americano, che nei giorni scorsi ha toccato i massimi da quasi 20 anni.
A tenere alta la tensione sui mercati è anche il nuovo braccio di ferro tra Washington e Teheran. Il presidente americano Donald Trump ha annunciato un “D-Day economico” per l’Iran, promettendo di isolare il Paese “a un livello senza precedenti”. Sui listini prevale così la prudenza: Francoforte cede lo 0,39%, Londra lo 0,17% e Parigi lo 0,11%, mentre Madrid sale dello 0,11% e Amsterdam resta appena sopra la parità. Spicca invece Milano, con il Ftse Mib a +0,41% a 52.834,28 punti, spinto soprattutto dalle banche.
Treasury, rendimenti in calo dopo il picco del trentennale
Il rendimento del Treasury a 30 anni, dopo aver raggiunto il 5,33%, il livello più alto dal 2007, è sceso al 5,19%. In calo anche il decennale, che si è portato intorno al 4,63%. La mossa del Tesoro Usa punta a sostenere la domanda e la liquidità sul mercato dei titoli a più lunga scadenza, in un momento in cui l’aumento dell’offerta di debito e le prospettive sui tassi alimentano la volatilità.
Il Tesoro ha previsto operazioni di riacquisto da almeno 4 miliardi di dollari ciascuna, il doppio rispetto ai 2 miliardi precedenti, tra il 9 settembre e il 4 novembre. Gli interventi riguarderanno in particolare le scadenze comprese tra 10 e 20 anni e tra 20 e 30 anni. Sullo sfondo resta il peso del debito federale, che ha ormai superato i 40mila miliardi di dollari.
Sul mercato obbligazionario prosegue la discesa dei rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona, in scia al movimento avviato negli Stati Uniti dopo l’annuncio del Tesoro americano sui riacquisti di Treasury. Il rendimento del Btp decennale, con scadenza 1° luglio 2036, scende al 4,04%, dal 4,06% della chiusura precedente e dopo aver toccato il 4,08% all’inizio della settimana. Lo spread tra Btp e Bund si porta però a 81 punti base, in lieve rialzo rispetto agli 80 punti della vigilia.
Fed, tassi e inflazione: i mercati guardano a settembre
A tenere banco sono anche le prossime mosse della Federal Reserve. I verbali dell’ultimo meeting hanno confermato le preoccupazioni sull’andamento dell’inflazione: il Fomc ha votato 9-3 per mantenere i tassi tra il 3,5% e il 3,75%, mentre diversi membri hanno indicato la possibilità di un rialzo se l’inflazione non dovesse avvicinarsi all’obiettivo del 2%.
Il mercato, per ora, continua però a scommettere sulla prudenza. Secondo le elaborazioni di Cme FedWatch, la probabilità di una conferma dei tassi a settembre è attualmente del 69%, mentre quella di un rialzo di 25 punti base si ferma al 31%.
Nel pomeriggio l’attenzione si sposterà sugli Stati Uniti, con le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, l’indice della Philadelphia Fed di agosto e l’indice anticipatore di luglio. Dati che potrebbero offrire qualche indizio in più sullo stato dell’economia americana e, soprattutto, sulle prossime mosse della Fed.
Le Borse asiatiche rimbalzano, il Kospi corre quasi del 6%
Rimbalzo deciso per le Borse asiatiche dopo il pesante sell-off della vigilia, sostenuto dalla mossa del Tesoro Usa sui Treasury e dal recupero dei titoli tecnologici. A guidare i rialzi è stata Seul, con il Kospi in progresso di quasi il 6%, dopo il tonfo di oltre il 5% della seduta precedente, quando era scattato anche il cosiddetto sidecar, la sospensione temporanea delle vendite programmatiche.
A spingere il listino sudcoreano sono stati soprattutto i semiconduttori. Sk Hynix è balzata di oltre il 10% dopo l’annuncio di un programma di riacquisto e cancellazione di azioni da 40.000 miliardi di won, pari a circa 28,6 miliardi di dollari e al 3,3% del capitale. La società ha inoltre indicato l’obiettivo di restituire agli azionisti almeno il 50% del free cash flow cumulato entro il 2027. Forte rialzo anche per Samsung Electronics, sostenuta dalle indiscrezioni su un possibile piano di remunerazione degli azionisti superiore a 100.000 miliardi di won.
In rialzo anche Tokyo, con il Nikkei a +1,5% e il Topix a +1,2%. Bene i titoli automobilistici, con Honda in progresso di circa il 4,7% e Toyota di oltre il 3%, sostenute dalle prospettive di un’intesa commerciale tra Stati Uniti e Canada che potrebbe ridurre dal 25% al 15% i dazi sulle auto prodotte in Canada.
Più contrastata la seduta cinese: Shanghai e Shenzhen hanno chiuso sostanzialmente invariati, mentre Hong Kong ha guadagnato circa l’1,3%, con i titoli tecnologici in recupero. In Australia, invece, l’attenzione è stata catalizzata dai dati sul mercato del lavoro, con la disoccupazione salita al 4,5% a luglio dal 4,4% di giugno e l’occupazione in calo di 16mila unità.
Milano positiva: focus sul risiko bancario
A Piazza Affari il Ftse Mib sale dello 0,39% a 52.821,69 punti, in una seduta europea ancora prudente. A sostenere il listino sono soprattutto i titoli bancari, con Unicredit in rialzo dell’1,15% e Intesa Sanpaolo dello 0,93%. Bene anche Banca Monte dei Paschi di Siena, che guadagna lo 0,83%, mentre Mediobanca avanza dello 0,67%.
Al centro della giornata resta il risiko bancario. Il cda di Mps è chiamato a valutare le possibili mosse per contrastare l’Opas di Intesa Sanpaolo. Sul tavolo c’è il piano dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio, che potrebbe comprendere operazioni su Banco Bpm e Banca Generali, oltre a una possibile supercedola per gli azionisti Mps.
Riflettori anche su Tim (+0,34%), mentre Poste Italiane sale dello 0,59%. Nell’ambito dell’Opas promossa da Poste, al 19 agosto sono state presentate 1.844.475 richieste di adesione, portando il totale a 37.217.111, pari al 2,1811% delle azioni interessate dall’offerta. L’operazione, partita il 20 luglio, si concluderà l’11 settembre.
Tra i titoli migliori del listino si distinguono Terna (+1,03%), Italgas (+0,90%), Hera (+0,83%), Snam (+0,83%), Azimut (+0,79%) e Ferrari (+0,79%). Positiva anche Stellantis (+0,32%), sostenuta dalle prospettive di un accordo tra Stati Uniti e Canada sui dazi alle auto.
Giornata invece difficile per Amplifon, che perde il 4,67% e risulta il titolo peggiore del Ftse Mib. A pesare sono anche i dati preliminari di GN Store Nord sul business Hearing. Citi ha comunque confermato il giudizio buy e il target price a 16,50 euro, ritenendo che i risultati di GN non cambino per ora le stime 2026 di Amplifon. In calo anche Avio (-1,68%), Unipol (-1,48%), Leonardo (-1,09%) e Prysmian (-0,85%).
Tra i titoli sotto osservazione c’è Eni (+0,38%), dopo che Berenberg ha alzato il prezzo obiettivo da 22 a 25,50 euro, confermando il giudizio hold. Il broker ha sottolineato il forte rialzo del titolo nell’ultimo anno, vicino al 60%, e ha rivisto al rialzo le stime sull’utile per azione del 6% nel 2026 e dell’11% nel 2027.
Dollaro ai minimi da tre mesi, l’oro prende fiato
Sul mercato valutario il dollaro scende ai minimi da tre mesi, penalizzato dalle mosse del Tesoro Usa. L’euro passa di mano a 1,1667 dollari, contro gli 1,1659 della chiusura precedente. Il cambio dollaro/yen si attesta a 158,51, da 159,50, mentre l’euro scambia a 185,08 yen, contro 184,79 della vigilia.
Dopo il rally della seduta precedente, l’oro è invece in calo. Il metallo prezioso, che nella notte aveva superato quota 4.500 dollari l’oncia, arretra dello 0,6% a 4.493 dollari. Il bitcoin scambia a 69.560 dollari, in calo dello 0,2%.
Sul fronte energetico resta alta l’attenzione sulle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Il Brent sale sopra i 93 dollari al barile, mentre il Wti sopra 85 dollari. Le nuove minacce di Trump sostengono le quotazioni: secondo Kepler, oltre l’80% delle esportazioni petrolifere iraniane via mare è diretto in Cina, elemento che rende particolarmente delicata l’eventuale stretta economica di Washington su Teheran. Pressoché stabile il gas, con il contratto sul Ttf di Amsterdam a 63,4 euro per megawattora (+0,1%).
