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Borsa 9 ottobre: la guerra tra Hamas e Israele fa salire il petrolio, lo spread Btp-Bund e i titoli della Difesa

Il petrolio Brent supera gli 88 dollari al barile e in una Borsa debole i titoli del settore corrono ma a Milano sugli scudi c’è soprattutto Leonardo, leader dell’industria italiana della Difesa

Borsa 9 ottobre: la guerra tra Hamas e Israele fa salire il petrolio, lo spread Btp-Bund e i titoli della Difesa

Gli investitori internazionali si riposizionano dopo l’attacco di Hamas a Israele e la prospettiva di un’altra guerra, con le Borse che dopo una giornata molto volatile, chiudono sotto la parità, mentre corre il prezzo del petrolio e sale quello del gas.

Assoluti protagonisti della seduta azionaria, sia in Europa che a Wall Street, sono i titoli dell’energia e della difesa, con Leonardo (+4,79%), Tenaris (+3,93%), Eni (+2,27%) e Saipem (+1,8%) che aiutano Piazza Affari (-0,46% a 27.682 punti) a limitare i danni di una giornata che alla vigilia molti pensavano che sarebbe diventata da incubo.

Petrolio e gas, i prezzi corrono. Sale anche lo spread

L’attacco di Hamas a Israele ha mandato in orbita i prezzi del petrolio: il Brent sale del 4,08% a 88,03 dollari al barile, mentre il Wti si attesta a 86,36 dollari al barile (+4,31%). In mattinata, l’Opec ha comunicato che la domanda di petrolio continuerà ad aumentare almeno fino al 2045 e a un ritmo superiore rispetto a quanto stimato in precedenza.  Lo scenario disegnato dall’Opec è di una domanda di 116 milioni di barili al giorno entro il 2045, circa 6 milioni in più rispetto ai 109,8 stimati in precedenza.

Anche il gas è in forte rialzo, con il prezzo che sulla Borsa di Amsterdam sale a 43,08 euro al megawattora (+14,57%). Sul fronte del valutario, il cambio euro dollaro è a 1,0547, (-0,08%) rispetto al prezzo d’apertura. Acquisti sull’oro, bene rifugio per eccellenza, che guadagna l’1,07% a 1.852 dollari l’oncia.

Passando al secondario, a fine seduta lo spread tra i titoli di Stato italiani e tedeschi sale a 206 punti (+0,7%), con il rendimento del decennale italiano che si attesta al 4,84% (-2,4%).

Chiusura borse europee: difesa ed energia limitano i danni 

In vetta allo Stoxx Europe ci sono i maggiori titoli europei della difesa, spinti dalla possibilità di nuove commesse dovute all’attacco di Hamas contro Israele: non solo Leonardo, ma anche Rheinmetall (+6,5%) a Francoforte, Thales (+4,8%) e Dassault Aviation (+4,1%) a Parigi. Seguono a ruota gli energetici con Shell (+3%), Repsol (+2,7%), Bp (+2,2%) e TotalEnergies (+1,7%). 

Prestazioni da maratona che però non sono bastate a tenere a galla i listini. Se Piazza Affari perde mezzo punto, fanno peggio le altre Borse europee: Madrid (-1,1%), Francoforte (-0,7%), Parigi (-0,6%). Agguanta la parità (+0,03%) solo Londra.

Wall Street in calo, salgono i rendimenti dei T-Bond

Anche listini statunitensi viaggiano in lcalo (-0,35% lo S&P 500, -0,8% il Nasdaq) nonostante la corsa delle società energetiche e del settore della difesa: Lockheed Martin e Northrop Grumman Corp guadagnano, rispettivamente, il 7,2% e dell’8%, realizzando la migliore performance dello S&P 500, insieme a L3 Harris Technologies, società di tecnologia per la difesa, in rialzo del 7%.

Tra gli energetici il migliore è Marathon Oil (+4,3%), seguito da Chevron (+2,4%). Al contrario, sprofondano i titoli di compagnie aeree e di navigazione: Carnival Corp (-5,4%), Delta Air Lines (-4,9%), American Airlines (-4,6%), United Airlines (-4,3%) e Royal Caribbean Cruises (-3,4%). 

Nel frattempo, i prezzi dei titoli del Tesoro statunitensi sono in ribasso, mentre i rendimenti dei titoli a 10 e 30 anni si avvicinano ai massimi dal 2007, toccati martedì scorso. Il rendimento del decennale è in rialzo al 4,795% rispetto al 4,716% di venerdì, mentre quello del titolo a 5 anni è in aumento al 4,751% e quello del titolo a 30 al 4,96%.

Com’è andata a Piazza Affari

Il copione visto sulle altre Piazze si ripete anche a Milano, dove a dominare la scena sono Leonardo e i petroliferi. In rialzo anche gli altri titoli dell’energia: Snam (+1,1%), Terna (+1,1%), A2a e Italgas, entrambe a +0,6%.

Le vendite colpiscono invece le banche. Il peggior titolo di giornata è Mps (-6,25%), seguita da Bper (-4,67%). In rosso anche Banco Bpm (-2,84%), Fineco (-2%) e Banca Mediolanum (-1,79%). 

Soffrono Iveco (-4%) e Amplifon (-4%), colpita da una revisione al ribasso del target di prezzo da parte Intermonte da 35 a 31 euro, in riflesso, scrivono gli analisti, “a un più elevato risk-free rate, dal 4,0% al 4,5%’”.

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