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Bce: oggi arriva il secondo rialzo dei tassi. I prezzi dell’energia alla base del ritocco

A meno di clamorosi colpi di scena, nella riunione di giovedì 10 settembre la Bce alzerà i tassi di un quarto di punto. Il futuro resta invece più incerto

Bce: oggi arriva il secondo rialzo dei tassi. I prezzi dell’energia alla base del ritocco

È il giorno della Bce. Oggi, giovedì 10 settembre la Banca centrale europea alzerà i tassi di interesse, nessun dubbio da parte degli analisti e del mercato che prevedono un aumento di un quarto di punto del tasso sui depositi, al 2,5%. Il futuro è invece più incerto: c’è chi prevede una stabilizzazione su quel livello fino alla fine del 2027 e chi invece parla di due ulteriori rialzi entro la metà del prossimo anno.  

La Bce pronta a ritoccare i tassi

L’economia dell’Eurozona ha retto meglio del previsto alla guerra in Medio Oriente. “Ciò è dovuto in parte alla fortuna e al fatto che i concorrenti asiatici sono stati maggiormente colpiti dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e hanno perso ordini a favore dei concorrenti europei, ma anche agli stimoli fiscali annunciati da tempo”, spiega Carsten Brzeski, global head of Macro di Ing.

Al contrario, l’inflazione ha continuato a salire, arrivando al 3,3% ad agosto, il livello più alto da settembre 2023 che allontana sempre di più il target del 2%. Anche in questo caso però c’è chi vede il bicchiere mezzo pieno perché, se l’inflazione complessiva sale, altri indicatori come l’inflazione core e quella dei servizi, al momento, non danno troppa preoccupazione. Alla base dell’aumento ci sono infatti quasi esclusivamente i costi dell’Energia. “Con i prezzi del petrolio che rimangono elevati e il rischio di un nuovo shock dei prezzi del gas in aumento, sarà difficile per la maggior parte dei responsabili della politica monetaria della Bce non vedere ragioni convincenti per un ulteriore aumento dei tassi”, commenta Ing che parla di un ritocco “precauzionale”.

E Le proiezioni dello staff non modificheranno lo scenario. I dati si fermano a due settimane fa, il che significa che escludono i forti rialzi dei rendimenti obbligazionari. Le stime saranno ritoccate all’insù per via dei prezzi del greggio, con effetti sulle previsioni di crescita e inflazione del 2027. In ogni caso, ricorda Morgan Stanley, l’area euro è in una posizione intermedia tra scenario base e avverso.

E dopo?

Con ogni probabilità Christine Lagarde non si sbilancerà sul futuro, anche perché, mentre si rincorrono le voci su un suo possibile addio anticipato alla Bce, potrebbe non essere nemmeno lei a decidere. In ogni caso, molto dipenderà da ciò che accade in Medio Oriente: più lunga sarà la guerra, più pesanti saranno i suoi effetti.

“Prevediamo che la Bce aumenterà i tassi di interesse di 25 punti base nella riunione di settembre. Finché l’inflazione rimarrà trainata principalmente dai prezzi dell’energia questo dovrebbe bastare. Un ulteriore aumento dopo settembre non avrebbe molto senso e potrebbe danneggiare l’economia dell’Eurozona”, afferma Brzeski di Ing. 

Dello stesso avviso anche Konstantin Veit di Pimco, che dopo il rialzo di settembre prevede “una pausa prolungata, anche se eventuali rischi emergenti per le aspettative di inflazione potrebbero spingere la Bce a proseguire la sua politica di aumento dei tassi”. “Eventuali ulteriori rialzi porterebbero il Dfr al di sopra del limite superiore delle stime del tasso neutrale della Bce e richiederebbero probabilmente un nuovo shock energetico, l’evidenza di effetti di secondo ordine sui salari o un disancoraggio delle aspettative di inflazione – attualmente nulla di tutto cio’ trova riscontro nei dati”, conclude Pimco.

(Ultimo aggiornamento giovedì 10 settembre alle ore 00.02)

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