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Bankitalia, Signorini: “In Ue l’unione tra banche è ancora incompleta, le barriere limitano gli investimenti”

In Europa l’unione bancaria “non è ancora completa” e bisogna “abbattere le residue barriere alle attività transfrontaliere”. Lo ha detto Signorini, dg di Bankitalia, alla Giornata del Credito a Roma

Bankitalia, Signorini: “In Ue l’unione tra banche è ancora incompleta, le barriere limitano gli investimenti”

In Europa l’unione bancaria “non è ancora completa” e resta ancora da conseguire “l’obiettivo” di “abbattere le residue barriere alle attività transfrontaliere”. Lo ha detto Luigi Federico Signorini, direttore generale di Bankitalia, nel corso del suo intervento alla Giornata del Credito in corso a Roma sottolineando come “gli investimenti transfrontalieri e la concorrenza nell’Ue si scontrano con barriere regolamentari più generali”.

Signorini: “In Ue unione bancaria ancora incompleta”

Progressi in questa direzione sono essenziali, per il direttore generale di Bankitalia perché “banche solide e competitive a livello europeo svolgono un ruolo cruciale nell’allocazione del risparmio e nel finanziamento degli investimenti: in via diretta, come erogatrici di credito alle imprese” e “in via indiretta, perché favoriscono il funzionamento dei mercati dei capitali, fornendo liquidità e servizi di investimento agli operatori”.

Signorini: quali sono i passi da fare

“Nel settore della finanza di mercato ci sono ancora molti passi da fare, seppure con la gradualità realisticamente necessaria”, ha detto Signorini secondo cui “guardando in avanti è difficile porsi l’obiettivo di avere un mercato unificato senza una struttura regolamentare e di supervisione sostanzialmente unificata. Nel comparto della gestione del risparmio, ad esempio, è auspicabile l’adozione in un tempo ragionevole di una disciplina unitaria, semplice e coerente, di un single rulebook“.

Allo stesso tempo, secondo il direttore generale di Bankitalia, resta un obiettivo da perseguire anche “una struttura di supervisione più centralizzata, soprattutto per i gestori transfrontalieri di grandi dimensioni”. Nel breve termine, è opportuno ogni “sforzo teso a incentivare la convergenza delle prassi di vigilanza e a rafforzare la cooperazione tra le autorità nazionali competenti, anche attraverso un potenziamento del ruolo dei collegi di supervisione”, ha concluso Signorini.

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