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Bankitalia: debito pubblico supera i 3.000 miliardi a dicembre, per colpa della PA centrale

Nel 2025 il debito consolidato delle Amministrazioni centrali è cresciuto di 132,0 miliardi, a 3.016,3, mentre quello delle Amministrazioni locali si è ridotto di 3,4 miliardi

Bankitalia: debito pubblico supera i 3.000 miliardi a dicembre, per colpa della PA centrale

Un governo che praticamente sta attento solo ai conti pubblici ed è lontanissimo dal rilanciare il Paese sul piano delle riforme non sta comunque evitando che il debito pubblico, inesorabilmente, continui a salire in valore assoluto. A rivelarlo è il documento pubblicato dalla Banca d’Italia dal titolo “Finanza pubblica: fabbisogno e debito”, che fa sapere appunto che a fine dicembre del 2025 il debito delle Amministrazioni pubbliche in Italia era pari a 3.095,5 miliardi, in aumento rispetto ai 2.966,9 miliardi registrati a fine 2024.

L’aumento del debito, afferma Bankitalia, ha riflesso il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (109,2 miliardi), l’aumento delle disponibilià liquide del Tesoro (14,7 miliardi, a 52,4) e l’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione del cambio (4,6 miliardi). La vita media residua del debito è risultata in linea con quella di fine 2024 (7,9 anni), ma nel corso del 2025 la quota del debito detenuto dalla Banca d’Italia è diminuita, collocandosi al 18,5 per cento, dal 21,6 al termine dell’anno precedente.

Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito consolidato delle Amministrazioni centrali è cresciuto di 132,0 miliardi, a 3.016,3, mentre quello delle Amministrazioni locali si è ridotto di 3,4 miliardi, a 79,1; e il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente stabile. 

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