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Azimut crolla in Borsa dopo ispezione di Bankitalia. Poco chiari ora anche i tempi del progetto banca online Tnb

Proprio questa settimana il titolo aveva segnato un suo massimo storico dopo la pubblicazione dei risultati di raccolta di ottobre

Azimut crolla in Borsa dopo ispezione di Bankitalia. Poco chiari ora anche i tempi del progetto banca online Tnb

Azimut Holding a Piazza Affari è sotto il fuoco incrociato dei venditori. Il titolo, che in avvio di non riusciva a fare prezzo, ha poi aperto in calo di circa 9 punti, nettamente la peggiore del Ftse Mib (+0,14%), ma l’ulteriore calo ha portato alla sospensione per eccesso di ribasso a -13,49% a 31,35 euro per azione, sui livelli di fine settembre. Tornato in contrattazione in tarda mattinata il titolo perde oltre il 13% a 31,30 euro.

A scatenare il crollo è stato l’annuncio da parte della stessa Azimut, che opera nel risparmio gestito, di alcuni rilievi di Bankitalia nell’ambito di un‘ispezione condotta sulla controllata Azimut Capital Management SGR tra il 10 marzo e il 13 giugno 2025. In una nota la società ha riportato che la Vigilanza, al termine dell’accertamento, ha rilevato “un quadro connotato da rilevanti carenze di governance e organizzative” aggiungendo che “risulta quindi necessario che l’intermediario avvii con tempestività un’incisiva azione di rimedio volta a rimuovere le carenze riscontrate e a definire un assetto di governo e di controllo compatibile con la complessità operativa dell’intermediario e del gruppo”.

In precedenza, Azimut Holding aveva precisato che il verbale aveva individuato aree di miglioramento riferite principalmente all’assetto organizzativo e al sistema dei controlli interni di Azimut Capital Management SGR. A questo proposito, Azimut Holding aveva evidenziato che la controllata ha già avviato la definizione di un piano di azione volto a ricevere le misure correttive e di rafforzamento delle richieste.

Per altro, la Banca d’Italia ritiene che “allo stato, la situazione aziendale appare inidonea a sostenere la partecipazione della società ad operazioni rilevanti quali quelle previste dal regolamento sulla gestione collettiva del risparmio e segnatamente fusioni, scissioni, acquisti di partecipazioni, acquisti e cessioni di aziende o rami d’azienda che attengano ai servizi e attività di investimento e di gestione collettiva del risparmio”.

I tempi per il progetto Tnb sono meno chiari

Un capitolo a parte riguarda il progetto Tnb, la nuova banca digitale annunciata dal gruppo, per la quale la Banca d’Italia richiede un piano di rimedio, eliminando tutte le carenze riscontrate e dimostrando l’effettivo superamento delle criticità operative e organizzative. Azimut nella nota ha precisato che “la piena implementazione del piano di rimedio, richiesto a seguito degli accertamenti ispettivi condotti su Azimut, è finalizzata a rimuovere tutte le carenze riscontrate e sarà oggetto di valutazione da parte della Banca d’Italia: l’effettivo superamento di tali criticità non è un presupposto sufficiente per determinare un esito positivo degli eventuali procedimenti connessi al citato progetto, che saranno valutati nei tempi e nei modi previsti dalla vigente normativa”. Circa un anno fa il Cda di Azimut aveva deliberato di continuare nel processo di scissione di circa 1.000 consulenti finanziari finalizzato appunto alla creazione della nuova banca.

“I rilievi dalle ispezioni erano già emersi dai comunicati del 6 e 10 novembre ma queste ulteriori precisazioni sono elementi che rendono meno visibili i tempi di realizzazione dello spin off di Tnb che era atteso nel primo trimestre 2026 per dare pieno corso all’operazione. Aspettiamo maggiori dettagli sulle tempistiche e modalità di risposta ai rilievi da parte di Azimut per avere maggiore chiarezza sulle implicazioni”, sottolineano gli analisti di Intermonte.

Il picco del titolo in Borsa dopo i dati di questa settimana

Il titolo Azimut proprio questa settimana aveva aggiornato i massimi storici, superando per la prima volta il tetto dei 36 euro per azione dopo la pubblicazione dei risultati di raccolta di ottobre, mese chiuso con 1,8 miliardi di afflussi e 17,1 miliardi da inizio anno (in linea con l’obiettivo del 2025 tra 28 e 31 miliardi). Anche le masse totali hanno raggiunto il nuovo massimo storico di 126,7 miliardi a fine ottobre, segnando +18% da inizio anno. Nell’ultimo anno il titolo Azimut è salito di oltre il 40%.

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