Condividi

Banner FIRSTonline

Auto: Stellantis e Ford puntano a partnership con la Cina per sopravvivere in Europa. E per Trump porte aperte al Dragone negli Usa

Il mondo dell’auto che si trova a competere con le auto cinesi deve trovare una strada: alzare barricate o stringere partnership? Le risposte degli industriali mentre Trump è in visita da Xi Jinping

Auto: Stellantis e Ford puntano a partnership con la Cina per sopravvivere in Europa. E per Trump porte aperte al Dragone negli Usa

Tenere a distanza leauto cinesi oppure trovare un modo perchè possano coesistere al fianco di altri produttori nel mondo? È un dilemma che corre da un costa e l’altra dell’Atlantico, mentre proprio il paese del Dragone è sotto i riflettori in questi giorni per la visita di Donald Trump al suo omologoXi Jinping.

Sulla costa occidentale dell’oceano alcuni produttori di auto Usa, ma anche politici, vogliono alzare barricate per ostacolare il mercato automobilistico cinese. Di diverso avviso sono altri industriali, tra cui Ford e Stellantis, che invece sono più propensi ad allargarsi a partnership con la Cina, ma anche con altri paesi.

I timori di alcuni industriali e legislatori statunitensi: non aprite le porte alle auto cinesi

Negli Stati Uniti, proprio in vista del viaggio di Trump, alcuni produttori di auto statunitensi, sostenuti anche dalla politica bipartisan, hanno lanciato al presidente e alla sua delegazione un messaggio semplice: per favore, non offrite alla Cina alcun accesso al mercato automobilistico statunitense. Invece lo scorso gennaio, Trump aveva dichiarato al Detroit Economic Club che sarebbe “fantastico” se le case automobilistiche cinesi volessero costruire stabilimenti negli Stati Uniti e assumere americani, aggiungendo: “Mi piacerebbe molto. Che la Cina venga, che il Giappone venga”. I produttori di auto elettriche come Byd e Xiaomi sono di fatto esclusi dal mercato statunitense a causa di dazi doganali del 100%.

Le sue dichiarazioni hanno fatto scattare l’allarme in un settore che aveva sistematicamente esercitato pressioni sulle varie amministrazioni per far sì di escludere le auto cinesi dal mercato statunitense, imponendo rigide norme sulla sicurezza dei dati e dazi elevati sui veicoli elettrici. Così, case automobilistiche, fornitori, siderurgici, sindacati e politici hanno incrementato le pressioni, sostenendo che le case automobilistiche cinesi, che possono godere di un sostegno statale illimitato, una scala produttiva enorme, un vantaggio tecnologico nel settore dei veicoli elettrici e prezzi stracciati, schiaccerebbero i produttori nazionali e stranieri, svuotando il nucleo della base manifatturiera statunitense. Il Segretario al Commercio Howard Lutnick ha detto che non c’è bisogno di aziende come Byd negli Stati Uniti.

Stel­lan­tis e Ford preferiscono part­ner­ship con case automobilistiche cinesi per soprav­vi­vere in Europa

Ma non tutti sono dello stesso avviso. Il tema è stato uno dei focus al Future of the Car Sum­mit organizzato dal Financial Times a Lon­dra, con l’europea Stel­lan­tis, ma anche con la statunitense Ford che hanno sottolineato come le part­ner­ship con case auto­mo­bi­li­sti­che cinesi e anche con altre rivali sono sem­pre più impor­tanti per la soprav­vi­venza in un mer­cato euro­peo schiac­ciato da costi ele­vati e domanda debole. “Il con­cetto di part­ner­ship dovrebbe . . . non essere solo cinese”, ha detto Anto­nio Filosa, ammi­ni­stra­tore dele­gato di Stel­lan­tis. “Le case auto­mo­bi­li­sti­che cinesi sono gio­ca­tori forti che stanno arri­vando con un sacco di potere in Europa. . . potremmo anche guar­dare gli altri.”

Jim Baum­bick, respon­sa­bile euro­peo di Ford, ha affer­mato che la “mas­sic­cia scala” dei pro­dut­tori auto­mo­bi­li­stici cinesi è un van­tag­gio quando si espor­tano auto in Europa. “Dob­biamo tro­vare la nostra strada in Europa per gene­rare scala com­pe­ti­tiva. Cre­diamo che farlo attra­verso le part­ner­ship sia un modo per com­pe­tere”, ha detto al ver­tice.

Stel­lan­tis è diven­tata una delle prime case auto­mo­bi­li­sti­che occi­den­tali a strin­gere una part­ner­ship con un pro­dut­tore cinese quando ha acqui­stato una par­te­ci­pa­zione del 21% in Lea­p­mo­tor nel 2023, in un accordo che mira a garan­tire il futuro dei suoi due sta­bi­li­menti spa­gnoli e ad appro­fon­dire la col­la­bo­ra­zione nello svi­luppo di vei­coli elet­trici. Le società hanno dichia­rato la scorsa set­ti­mana che Lea­p­mo­tor pren­derà il con­trollo dello sta­bi­li­mento di Stel­lan­tis a Madrid, dove ini­zierà la pro­du­zione di un modello in ven­dita nel mer­cato euro­peo nel 2028. Il pro­prie­ta­rio dei mar­chi Fiat, Peu­geot e Jeep sta anche par­lando con Dong­feng, il suo ex part­ner di joint ven­ture in Cina, per affron­tare la capa­cità di riserva euro­pea, anche in Fran­cia. In attesa del piano azien­dale a lungo ter­mine di Stel­lan­tis che verrà sve­lato la pros­sima set­ti­mana, Filosa ha precisato che le part­ner­ship potreb­bero for­nire una “tabella di mar­cia per il miglio­ra­mento tec­no­lo­gico, il miglio­ra­mento della sup­ply chain e forse l’uti­lizzo della capa­cità”.

Stel­lan­tis e Lea­p­mo­tor stanno anche svi­lup­pando un SUV elet­trico con il mar­chio Opel, che sarà pro­dotto a Sara­gozza in Spa­gna, e pre­vede di acqui­stare parti insieme per rispar­miare sui costi.

La sua rivale Ford è in trat­ta­tive con la cinese Geely per creare una part­ner­ship euro­pea. Geely sta finalizzando un accordo per investire nello sta­bi­li­mento Ford in Spa­gna, secondo due per­sone vicine ai nego­ziati, riportate dal FT. Baum­bick si è limitato a confermare che il gruppo sta cer­cando part­ner­ship “per gene­rare velo­cità e scala”. Ford a dicem­bre ha annun­ciato una part­ner­ship con la fran­cese Renault per pro­durre congiuntemente pic­cole auto elet­tri­che e fur­goni.

Commenta