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Assicurazioni Usa, anche il presidente di Ubs mette in guardia da un “rischio sistemico incombente”

Colm Kelleher lega il rischio a rating gonfiati sul credito privato., mentre vede possibile una ripercussione anche sul settore bancario. Anche la Bri aveva lanciato l’allarme dopo i fallimenti delle banche regionali Usa

Assicurazioni Usa, anche il presidente di Ubs mette in guardia da un “rischio sistemico incombente”

Un dubbio si insinua sulla tenuta del settore assicurativo Usa, creando preoccupazioni di tipo sistemico con possibili conseguenze anche sul settore bancario. A sottolineare il potenziale rischio è stato stamane il presidente di Usb Colm Kelleher, presente al meeting internazionale di Hong Kong, come riporta Bloomberg, dopo che già era stata la stessa Banca dei Regolamenti, l’istituto che raccoglie le banche centrali di tutto il mondo, a sollevare gli stessi timori.

Il presidente di Ubs Group ha messo in guardia contro i rischi incombenti nel settore assicurativo statunitense, citando Il presidente di UBS Group AG ha messo in guardia dai rischi incombenti nel settore assicurativo statunitense, citando normative deboli e complesse in un contesto di boom senza precedenti dei finanziamenti privati. “Stiamo assistendo a una crescita esponenziale di piccole agenzie di rating che si impegnano a garantire la conformità degli investimenti”, ha detto Colm Kelleher, dal 2022 presidente di Ubs, ai suoi colleghi finanzieri al Global Financial Leaders’ Investment Summit dell’Autorità Monetaria di Hong Kong, un po’ come era accaduto nel 2007 per i mutui subprime. “Se prendiamo in considerazione il settore assicurativo, a mio avviso si profila un rischio sistemico, dovuto alla mancanza di una regolamentazione efficace”, ha affermato Kelleher.

L’avvertimento arriva anche dalla Bri

Del resto è stata anche la Bri, la Banca dei regolamenti internazionali, l’ombrello sotto il quale si raccolgono le banche centrali del mondo, a lanciare l’allarme in un rapporto pubblicato la scorsa settimana sui rischi sistemici e sulle sfide politiche nel settore delle assicurazioni sulla vita. “Le compagnie assicurative tendono a utilizzare le valutazioni di società di rating più piccole, aumentando il rischio che le valutazioni dell’affidabilità creditizia vengano gonfiate, ha detto la Bri osservando che gli assicuratori tendono a ricercare rating più elevati perché comportano requisiti patrimoniali inferiori, mentre le agenzie più piccole “possono essere soggette a incentivi commerciali” che le spingono a fornire valutazioni migliori.

Il contesto di preoccupazioni per i fallimenti di banche regionali Usa

Le dichiarazioni di Kelleher e della Bri giungono in anni in cui le compagnie assicurative Usa sulla vita hanno intensificato gli investimenti sul debito privato, allocando quasi un terzo dei loro 5,6 trilioni di dollari di asset al settore lo scorso anno, rispetto al 22% di dieci anni fa, secondo i dati raccolti dalla società di ricerca CreditSights. La rapida crescita ha spinto le autorità di regolamentazione finanziaria di tutto il mondo a lanciare l’allarme, in particolare per come potrebbe ripercuotersi sul sistema bancario.

Lo scorso settembre, il finanziatore di mutui subprime Usa Tricolor Holdings aveva dovuto dichiarare fallimento innescando una quasi totale cancellazione del debito. A ciò ha fatto seguito il crollo del fornitore di ricambi auto First Brands Group, che doveva oltre 10 miliardi di dollari ad alcuni dei più grandi nomi di Wall Street. Infine si sono accodate le svalutazioni e i problemi su grossi crediti di due banche americane regionali come, Zions Bancorp e Western Alliance Bancorp. Tutto ciò ha risvegliato dubbi sulla tenuta complessiva del sistema. La rivelazione consecutiva di frodi sui prestiti ha riacceso il dibattito latente a Wall Street sulla possibilità che l’era del capitale libero sia sul punto di punire sia le banche che gli enti non bancari.

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