Beretta Holding e Ruger: via libera all’accordo di cooperazione strategica. L’intesa fra la società americana quotata – tra i maggiori produttori di armi negli Usa – e il suo principale azionista riflette “un impegno condiviso verso la creazione di valore a lungo termine, un dialogo costruttivo e la stabilità per gli azionisti, i dipendenti, i clienti e i partner industriali di Ruger”.
Beretta, opa parziale sulle armi dell’americana Ruger
In base all’accordo, Ruger consente a Beretta Holding di aumentare il proprio investimento da poco meno del 9% attuale fino al 25% delle azioni in circolazione con un’offerta pubblica di acquisto parziale di 44,8 dollari per azione in contanti, che rappresenta un premio del 20% rispetto al prezzo medio ponderato per il volume delle azioni della società nei 60 giorni precedenti l’annuncio dell’opa che Beretta aveva già fatto.
Beretta: fino a due consiglieri nel cda di Ruger
In relazione a questo aumento dell’investimento, Beretta Holding avrà il diritto di nominare fino a due amministratori indipendenti a seguito all’assemblea annuale degli azionisti del 2026 e dell’approvazione normativa. A quel punto, la Ruger amplierà temporaneamente il cda. Con questa operazione l’azienda italiana di armi si rafforza negli Usa dove opera con 9 società e realizza il 39% del suo fatturato.
I candidati al cda saranno soggetti alla procedura e ai criteri di idoneità del comitato per le nomine e la governance di Ruger. Nell’ambito dell’accordo, Beretta Holding si è impegnata inoltre a rispettare un periodo di moratoria triennale, durante il quale, tra l’altro, non avvierà né sosterrà alcuna contesa o azione simile. Durante tale periodo, il gruppo italiano eserciterà inoltre i diritti di voto in linea con le raccomandazioni del board di Ruger su tutte le questioni (ad eccezione dei casi in cui Iss o Glass Lewis emettano una raccomandazione contraria o in determinate operazioni straordinarie che non coinvolgano Beretta Holding). Queste disposizioni, insieme ad altre contenute nell’accordo, sono volte a salvaguardare l’indipendenza e la stabilità di Ruger, rafforzando al contempo l’allineamento di Beretta con gli interessi di tutti gli azionisti.
Armi: cosa dice Ruger
“Questo accordo è strategicamente prezioso e andrà a beneficio di tutti gli stakeholder di Ruger – ha affermato John Cosentino, presidente di Ruger -. Come cda la nostra responsabilità e il nostro dovere è agire nel migliore interesse di tutti gli azionisti. Questo accordo garantisce stabilità, evita ulteriori spese e distrazioni e crea un quadro di riferimento per un impegno produttivo con Beretta Holding, preservando al contempo l’indipendenza e gli standard di governance di Ruger.” L’accordo alle due aziende di esplorare vie di cooperazione commerciale in modo conforme a tutte le leggi. Il comunicato sottolinea che Ruger rimarrà una società quotata indipendente negli Stati Uniti – preservando il proprio marchio, la propria tradizione e la propria direzione strategica – beneficiando al contempo della storica eredità e della leadership globale nel settore di Beretta Holding.
Armi: cosa dice Beretta
“Siamo lieti di aver raggiunto questo accordo con Ruger. Questa cooperazione è pienamente in linea con la strategia del gruppo volta a rafforzare ulteriormente la nostra presenza negli Stati Uniti, un mercato chiave in cui siamo attivi da diversi decenni, e riflette il nostro impegno per un continuo sviluppo a lungo termine – ha dichiarato Pietro Gussalli Beretta, presidente e amministratore delegato di Beretta Holding -. “Siamo ansiosi di collaborare con la società per raggiungere il nostro obiettivo comune: migliorare l’attuazione delle strategie e posizionare Ruger in modo da favorire la creazione di valore”.
