L’ufficialità non c’è ancora, ma la certezza sì. Nel 2026 si assisterà a un divorzio d’eccellenza, quello tra il gruppo Fs e Anas. A sette anni di distanza dalla loro unione, i treni andranno da una parte, le strade e le costruzioni dall’altra, con uno scorporo che manderà definitivamente in soffitta il progetto – rimasto su carta – di un polo unico delle infrastrutture.
Donnarumma sull’addio ad Anas
A confermare l’imminente separazione sono arrivate anche le parole dell’amministratore delegato delle Ferrovie, Stefano Donnarumma, che, durante la conferenza stampa sul Piano Strategico 2025-2029, ha affermato: “Se sarà approvato come sembra, nel 2026 il Gruppo Fs si separerà da Anas, che è e resterà una grande azienda. Come Ferrovie, non avremo né vantaggi né danni sul piano patrimoniale dalla separazione. Sembravano possibili sinergie, tra noi e loro, che non si sono mai realizzate. A divorzio sancito, potremo concentrarci totalmente sul nostro focus, che è sul treno, sul binario, e non certo sulle strade”.
“Ogni progetto ha un motivo per cui nasce e può avere un motivo per cui finisce. Oggi le Ferrovie sono focalizzate su un piano come quello che abbiamo descritto, perciò ritengo che il 2026 sia l’anno per stabilire l’uscita di Anas. Nelle prossime settimane capiremo come da un punto di vista di percorribilità di tipo normativo e sul bilancio dello Stato”, ha aggiunto il manager in un’intervista al Corriere della Sera.
L’emendamento della Lega alla manovra
L’operazione ha l’appoggio del ministero delle Infrastrutture e del suo inquilino più illustre, Matteo Salvini, considerando che a proporre lo scorporo di Anas dal gruppo Fs è proprio un emendamento alla Manovra presentato dalla Lega che, se approvato sancirà la separazione tra le due realtà a sette anni di distanza dalla loro unione avvenuta nel 2018.
La proposta a prima firma Tilde Minasi prevede che, a far data dall’approvazione del bilancio 2025 di Ferrovie dello Stato da parte dell’assemblea degli azionisti, la società guidata da Stefano Donnarumma trasferirà al ministero dell’Economia tutte le azioni Anas. Si tratterà di un trasferimento “senza corrispettivo”, recita l’emendamento. Dunque tutto gratuito, senza alcuna compravendita.
Il testo stabilisce inoltre che l’operazione avverrà tramite “girata dei certificati azionari”, previo via libera dell’assemblea degli azionisti di Fs. A questo punto, nel bilancio delle Ferrovie la partecipazione in Anas sarà azzerata e il patrimonio netto del gruppo si ridurrà di un importo pari al valore assegnato ad Anas al 31 dicembre 2025. L’emendamento prevede infine che, dopo il trasferimento, il cda di Anas resterà al suo posto fino alla naturale scadenza e la società rispetterà tutti gli accordi e le convenzioni sottoscritte prima del divorzio da Fs e del passaggio al Mef.
Le opposizioni chiedono chiarimenti
“Chiediamo al Governo di esplicitare cosa intenda fare in relazione all’emendamento” alla Manovra “che apre la strada a un possibile scorporo di Anas da Ferrovie dello Stato, senza pero’ indicare alcuna strategia complessiva né chiarire quali investimenti si intendano garantire”. recita una nota di Marco Simiani, Anthony Barbagallo, Ubaldo Pagano e Andrea Casu, rispettivamente capigruppo Pd nelle commissioni Ambiente, Trasporti e Bilancio della Camera, e vicepresidente della commissione Trasporti della Camera, che hanno presentato un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, sul possibile scorporo di Anas da Fs e Antonio Misiani, senatore Pd e responsabile economia del partito.
“Chiediamo al Governo – affermano, tra l’altro, i parlamentari – di chiarire quale sia la sua valutazione sul possibile trasferimento della partecipazione di Anas dal gruppo Ferrovie dello Stato al ministero dell’Economia e quali conseguenze giuridiche, economiche e occupazionali deriverebbero da tale scelta. Se lo scorporo fosse realmente in corso di valutazione, è indispensabile una comunicazione formale alle Commissioni competenti, nel pieno rispetto della normativa europea, dei principi di trasparenza e concorrenza e con la garanzia di tutti i livelli occupazionali”.
