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Amianto, Ue: nuove misure per limitare danni a persone e ambiente. Legato al 78% di tumori professionali

L’Unione Europea vuole stringere di più sulle morti e sull’esposizione alla sostanza nei luoghi di lavoro. Un pacchetto di misure e risorse Fesr.

Amianto, Ue: nuove misure per limitare danni a persone e ambiente. Legato al 78% di tumori professionali

La lotta all’amianto torna di attualità. La sostanza cancerogena vietata in tutta Europa dal 2005 continua a provocare morti e malattie. Milioni di edifici adibiti ad abitazioni private o uffici sono in piena attività spargendo patologie molto gravi. Ovunque ci sono Comitati, piani di contenimento ed Osservatori . C’è stato anche chi ha usato l’arte di strada per ricordare che il pericolo è tra noi. Solo in Italia l’Istituto Superiore di Sanità ha contato 4400 morti tra il 2010 e il 2016. La Commissione Ue, però, ha deciso di fare un nuovo passo avanti. Ha presentato un pacchetto di interventi che i governi sono chiamati a valutare in breve tempo. Il titolo “Costruire un futuro senza amianto” vuole avere un approccio globale per proteggere la salute delle persone e l’ambiente.

Amianto e tumori professionali: uccide anche dopo 30 anni

Una delle critiche maggiori dal 2005 riguarda i controlli e le diagnosi sulle persone esposte . Ebbene, la Commissione ha deciso di partire – o meglio di rilanciare- proprio le indagini e le cure delle malattie fino all’identificazione e alla rimozione dell’amianto dai luoghi dove è presente e al suo concreto trattamento. Altra indicazione è la modifica della direttiva sull’esposizione durante il lavoro. L’intenzione è di ridurre il limite di esposizione professionale che in tutto il continente ha dati allarmanti: il 78% dei tumori professionali è correlato all’esposizione all’amianto. I danni sull’ambiente sono addirittura incalcolabili. Negli ultimi 50 anni migliaia di lavoratori in molti settori industriali hanno inalato la sostanza, talvolta inconsapevolmente , salvo poi accorgersene a distanza di anni . Mesotelioma o cancro ai polmoni derivati da lavori pericolosi hanno un periodo di incubazione anche di 30 anni. Per cui i danni sono presentati alle autorità ed alle aziende con ritardi notevoli.

Priorità all’eliminazione dell’amianto nell’edilizia

La decisione della Commissione viene inserita nella forme di prevenzione del lavoro incluse nel Green Deal europeo, assieme al piano d’azione “inquinamento zero“. Con il nuovo pacchetto gli Stati dovranno regolamentare meglio le ristrutturazioni degli edifici che contengono materiali che rilasciano le fibre aspirate dai lavoratori. L’Europa per tenere sotto controllo il fenomeno, raccomanda di consultare con più assiduità il comitato tripartito per la sicurezza e la salute sul singolo luogo di lavoro. I datori di lavoro e i lavoratori stessi potranno farsi carico di campagne di sensibilizzazione. Ma è Interessante apprendere che si sta lavorando ad una riduzione 10 volte inferiore a quello attuale del limite di esposizione all’amianto. Agli Stati membri viene richiesto di preparare registri digitali degli edifici compromessi, mentre si lavora sul protocollo per la gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione. L’Italia ha uno Sportello Amianto Nazionale che collabora con gli Enti locali e le aziende nella prospettiva di un controllo più forte sui territori. In conclusione, Bruxelles pensa ad una strategia a lungo termine per abbassare quel 40% di tumori diffusi tra i lavoratori correlati ai materiali deleteri. Per fare tutto questo occorrono risorse. L’Ue ha già fatto sapere che parallelamente all’adozione delle nuove misure i governi potranno ricevere risorse del Fondo sociale europeo Plus e del Fondo europeo di sviluppo regionale. Il consiglio semplice è darsi da fare.



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