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Acquacoltura italiana: oltre 51mila tonnellate di pesce allevato e record europeo per il caviale

Secondo l’Associazione Piscicoltori Italiani, l’Italia ha prodotto oltre 51mila tonnellate di pesce allevato nel 2024. Spicca il caviale italiano con 67 tonnellate, che vale il primato europeo e il secondo posto mondiale

Acquacoltura italiana: oltre 51mila tonnellate di pesce allevato e record europeo per il caviale

L’Italia continua a crescere nel panorama dell’acquacoltura europea, con oltre 51mila tonnellate di pesce allevato nel 2024. I dati arrivano dall’Associazione Piscicoltori Italiani (Api), presentati durante l’assemblea generale a Verona, dove si sono incontrati allevatori e operatori da tutta Italia.

Il caviale italiano conquista l’Europa

Il comparto italiano è sorprendentemente variegato: dalla trota alle orate, dalle spigole agli storioni, fino al caviale, con oltre 25 specie allevate in acque interne, lagune costiere e mari aperti. Il valore economico del settore si aggira intorno ai 300 milioni di euro.

Le produzioni principali restano la trota (28.700 tonnellate), l’orata (9.900 tonnellate) e la spigola (5.100 tonnellate). Ma il vero fiore all’occhiello resta il caviale italiano: 67 tonnellate prodotte che valgono il primato europeo e il secondo posto mondiale dopo la Cina.

Matteo Leonardi (Api) presenta il piano strategico triennale

“Un settore che produce valore, affronta le sfide attuali e guarda avanti con fiducia”, ha sottolineato il presidente dell’Api, Matteo Leonardi, durante l’incontro. Nel corso dell’assemblea è stato presentato anche il piano strategico triennale dell’associazione, che punta a rafforzare la competitività, sostenere l’innovazione e la biosicurezza, ridurre l’impatto ambientale e semplificare i rapporti tra imprese e pubblica amministrazione.

Un settore resiliente, quindi, che non solo sostiene l’economia nazionale ma continua a cercare spazi di crescita sul mercato internazionale, affrontando al contempo sfide ambientali e normative sempre più complesse.

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