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L’export alimentare è un faro nel mondo in tempesta: Ue da record con 238 miliardi di esportazioni, in crescita l’Italia

L’Ue rimane una delle grandi potenze mondiali dell’agroalimentare (record di 238,4 miliardi), laddove lo scorso anno l’export agroalimentare italiano ha raggiunto 72,4 miliardi (+4,9% e nuovo record storico). Nei prossimi anni una parte crescente della domanda arriverà da economie dove aumentano reddito disponibile, urbanizzazione e classe media

L’export alimentare è un faro nel mondo in tempesta: Ue da record con 238 miliardi di esportazioni, in crescita l’Italia

Il commercio internazionale di prodotti agroalimentari continua a rappresentare uno dei grandi motori dell’economia mondiale. Stanno cambiando i mercati di destinazione, sta aumentando la dipendenza dalle importazioni di alcune aree del mondo, mentre cresce l’importanza della diversificazione commerciale. Secondo il nuovo State of Agricultural Commodity Markets 2026 della Fao, il valore del commercio mondiale di prodotti alimentari e agricoli è aumentato di circa cinque volte tra il 2000 e il 2024, raggiungendo circa 2.000 miliardi di dollari

Secondo FAOSTAT, il commercio mondiale di prodotti agricoli e zootecnici è cresciuto in termini reali in maniera pressoché costante fino al 2020. Negli anni successivi il valore nominale delle esportazioni ha continuato ad aumentare, mentre i volumi non hanno registrato una crescita analoga. Nel 2024 i prezzi delle importazioni alimentari sono diminuiti rispetto ai picchi precedenti, ma sono rimasti significativamente superiori ai livelli precedenti alla pandemia.

La trasformazione geografica degli scambi

Uno degli aspetti più interessanti evidenziati dalla Fao riguarda la progressiva trasformazione della geografia degli scambi. L’Asia presenta un crescente deficit commerciale agroalimentare e una maggiore dipendenza dalle importazioni per soddisfare la domanda interna di prodotti alimentari e mangimi, con un ruolo particolarmente importante di grandi mercati come Cina e India. L’Europa, invece, continua a essere caratterizzata da una forte componente di commercio intra-regionale. Questa evoluzione suggerisce alle imprese italiane di guardare al mercato mondiale con una prospettiva più ampia.

Ue: nel 2025 vendite record da 238,4 miliardi

L’Ue rimane una delle grandi potenze mondiali dell’agroalimentare. Nel 2025 le vendite hanno raggiunto il record di 238,4 miliardi di euro, in crescita di circa l’1% rispetto all’anno precedente. La Commissione Europea indica l’Ue come il maggiore esportatore agroalimentare mondiale e sottolinea come nel 2025 sia stata l’unica tra i cinque principali esportatori – Ue, Usa, Brasile, Cina e Canada – ad aumentare il valore complessivo delle proprie esportazioni. Cereali, prodotti lattiero-caseari e vino hanno continuato ad avere un ruolo importante nell’export europeo, mentre l’aumento dei prezzi internazionali ha sostenuto il valore delle esportazioni di prodotti a base di cacao, caffè, cioccolato e dairy. Un altro elemento significativo riguarda gli accordi commerciali: nel 2025 circa il 61% dell’export agroalimentare europeo è stato diretto verso mercati legati all’Ue da accordi di libero scambio. 

I dati più recenti pubblicati dalla Commissione il 28 settembre scorso mostrano però un quadro meno lineare. Tra gennaio e luglio 2026 l’Ue ha esportato prodotti agroalimentari per 138,7 miliardi, circa l’1% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Contemporaneamente, il surplus commerciale agroalimentare europeo è salito a 30,1 miliardi, +2,9 miliardi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, anche grazie alla riduzione delle importazioni. Interessanti soprattutto alcuni mercati in crescita: nello stesso periodo le esportazioni Ue verso l’Egitto sono aumentate del 22%, verso l’Ucraina del 10% e verso la Turchia del 7%.

Agroalimentare italiano: export in crescita a 72,4 miliardi, ai massimi di sempre

In questo scenario, nel 2025 l’export agroalimentare italiano ha raggiunto 72,4 miliardi, con una crescita del 4,9% rispetto al 2024 e stabilendo un nuovo record storico. Secondo ISMEA, tra le categorie che hanno contribuito positivamente alla performance dell’export italiano figurano caffè, prodotti della panetteria e pasticceria, formaggi, prosciutti e frutta fresca.

Il dato assume ancora maggiore rilevanza se confrontato con l’andamento complessivo delle esportazioni italiane: nel 2025 l’export nazionale è cresciuto del 3,3%, mentre l’agroalimentare ha registrato una dinamica superiore. Usa, Germania, Francia, Regno Unito e gli altri mercati tradizionali rimangono fondamentali per il Made in Italy. Tuttavia, nei prossimi anni una parte crescente della domanda arriverà dalle economie dove aumentano reddito disponibile, urbanizzazione e classe media. 

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