Non si ferma il caldo sull’Italia. Il Paese è entrato nella fase più intensa della terza ondata di calore dell’estate 2026, alimentata da un anticiclone africano destinato a dominare il Mediterraneo centro-occidentale per gran parte della settimana. Le temperature resteranno nettamente superiori alle medie stagionali, soprattutto al Centro-Sud e sulle Isole.
Nella giornata di oggi il caldo aumenterà ulteriormente, con valori compresi in gran parte del Paese tra 31 e 39 gradi e punte oltre i 40 in Sicilia e Sardegna. Nei giorni successivi il cuore della massa d’aria subtropicale rimarrà esteso tra il Nord Africa, l’Europa sud-occidentale e il Mediterraneo centrale, coinvolgendo anche la Spagna mediterranea, la Francia meridionale e parte dei Balcani.
In Italia le condizioni più estreme interesseranno ancora una volta il Centro-Sud, dove il termometro potrà raggiungere diffusamente i 38-40 gradi. Sulle due Isole maggiori non si escludono valori ancora più elevati, con picchi locali vicini ai 45 gradi.
Sardegna e zone interne verso i picchi più elevati
Le aree più roventi non saranno necessariamente quelle costiere o dell’estremo Sud. I valori maggiori sono attesi soprattutto nelle pianure e nelle zone interne, dove l’aria calda tende a ristagnare più a lungo. La Sardegna potrebbe registrare le temperature più alte del Paese. Nell’Oristanese, nel Campidano e nel Nuorese il termometro potrà raggiungere i 40-43 gradi, con punte localmente superiori nelle aree più lontane dal mare.
Caldo estremo anche nelle regioni centrali. In Toscana, la Val di Chiana e la pianura tra Firenze, Prato e Pistoia potranno avvicinarsi ai 40-41 gradi. In Umbria, la conca di Terni e il territorio di Perugia potrebbero raggiungere i 41-42 gradi. Nel Lazio, invece, le zone maggiormente esposte saranno il Frusinate e la Valle del Sacco, dove non si escludono valori oltre i 40 gradi.
Mercoledì 15 luglio le temperature saliranno ancora leggermente. Nelle aree interne sono previsti picchi tra 35 e 39 gradi, mentre sulle Isole maggiori si potrà arrivare nuovamente a 40-43 gradi. Nel corso della settimana, tuttavia, alcune zone della Sicilia e della Sardegna potrebbero spingersi ancora oltre, sfiorando localmente i 45 gradi.
Bollini rossi in quattro città, mercoledì saranno sette
L’aumento delle temperature si riflette anche sul bollettino del ministero della Salute. Martedì 14 luglio saranno quattro le città contrassegnate dal bollino rosso, il livello massimo di allerta che segnala possibili conseguenze sulla salute dell’intera popolazione e non soltanto dei soggetti più fragili.
A Firenze e Perugia, già interessate dall’allerta nei giorni precedenti, si aggiungono Brescia e Torino. Il numero salirà a sette mercoledì 15 luglio, quando il bollino rosso riguarderà anche Bologna, Frosinone e Roma.
Martedì saranno inoltre undici le città in arancione, livello associato a condizioni potenzialmente pericolose soprattutto per anziani, bambini e persone affette da patologie croniche. Nell’elenco figurano Ancona, Bologna, Cagliari, Campobasso, Frosinone, Genova, Latina, Rieti, Roma, Verona e Viterbo.
Nel Lazio, Roma e Frosinone passeranno dall’arancione al rosso nella giornata di mercoledì. Latina, Rieti e Viterbo resteranno invece in arancione, mentre Civitavecchia sarà interessata da un livello di pre-allerta.
Nord più instabile, possibile svolta da domenica
Mentre il Centro-Sud resterà in prevalenza stabile e soleggiato, al Nord il caldo sarà più afoso ma meno estremo, con valori generalmente non oltre i 35-36 gradi. Le regioni settentrionali continueranno infatti a risentire delle perturbazioni in transito sull’Europa centrale, con una maggiore variabilità e il rischio di temporali anche intensi.
Sono attesi rovesci sulle Alpi centro-orientali, mentre tra mercoledì e giovedì l’instabilità potrà estendersi alla Pianura Padana e alle coste dell’alto Adriatico. I fenomeni potranno essere localmente accompagnati da grandine e raffiche di vento. Giovedì 16 luglio il tempo dovrebbe tornare in prevalenza stabile, con qualche addensamento pomeridiano sui rilievi e temperature pressoché stazionarie, salvo un lieve calo al Nord. L’ondata di calore continuerà comunque a gravare sul resto del Paese, senza una vera tregua nemmeno nelle ore notturne.
La persistenza della cupola anticiclonica manterrà inoltre lo zero termico a quote molto elevate, comprese tra 4.400 e 5.000 metri, con conseguenze pesanti per i ghiacciai e gli ecosistemi montani.
Una possibile svolta potrebbe arrivare da domenica 19 luglio. Le proiezioni indicano l’ingresso di un fronte nord-atlantico, inizialmente sulle regioni settentrionali e successivamente anche verso il Centro-Sud, con un peggioramento del tempo e un brusco calo delle temperature. Si tratta però di uno scenario ancora incerto, che dovrà essere confermato nelle prossime ore.
